I 10 motivi per cui vedere River Plate – Boca Juniors

La partita di ritorno della finale di Copa Libertadores di sabato 24 novembre assegnerà il trofeo calcistico più importante del Sud America. A giocarsela saranno River Plate e Boca Juniors, due squadre argentine legate da un doppio filo invisibile e indissolubile.
Se non sapete di cosa stia parlando o volete saperne di più o ne sapete più di me e non vedete l’ora di sbugiardare qualcuno, ecco 10 motivi per cui vale la vedere guardare el Superclasico e perché questa non sarà mai una semplice partita di pallone!

1) Storia
River Plate e Boca Juniors sono tra i club calcistici più antichi ancora esistenti, vantando come anno di nascita rispettivamente il 1901 e il 1905. Nati entrambi nella città di Buenos Aires, il nome River Plate proviene dalla scritta omonima apposta sopra una cassa di un mercantile britannico, mentre il nome Boca Juniors deriva da La Boca, un barrio della capitale argentina, grazie alla voglia di alcuni giovani italiani di origine genovesi di creare una propria squadra calcistica.

2) Rivalità
La ragione di questa rivalità cittadina non è da riscontrare in un semplice odio verso una squadra della stessa città, ma è annidata nelle radici storiche dei due club. Infatti sia River Plate che Boca Juniors, agli albori della loro fondazione, condividevano (se in maniera armoniosa non ve lo so dire) il quartiere de La Boca, ma passato poco tempo la sede del River Plate passò prima nel quartiere Palermo, popolato da immigrati italiani, e negli anni ’20 nel ricco quartiere di Nuñez, sede tutt’ora del club. Un’onta giudicata da operai e semplici lavoratori come una mossa arrogante e superba, tanto da riversare il proprio tifo per una squadra come il Boca Juniors, rimasta fedele allo stesso quartiere, e decidendo di non perdonare mai il River Plate né la sua tifoseria per la scelta fatta.

3) Ne rimarrà solo uno!
Nonostante la finale di Copa Libertadores preveda una sfida di andata e uno di ritorno per decretare il vincitore (formula eliminata dalla prossima stagione), la partita del 24 novembre è da considerare la vera e propria finale, dal momento che la gara di andata è terminata con un roboante 2-2 e dato che non vale la regola dei gol in trasferta, la sfida in caso di pareggio andrà ai supplementari o ai calci di rigori.

4) Non c’è rivincita
Avete presente la partita di coppa Italia Roma-Lazio del 26 maggio o le finali di Champions League tra Real Madrid e Atletico Madrid? Avete presente i festeggiamenti, gli sfottò, i meme e tutto l’ambaradan connesso a queste partite? Bene se unite tutto e lo moltiplicate per 100 non otterrete neanche l’1% di quello che aspetta l’eventuale perdente di River Plate- Boca Juniors. Perché una partita così capita una volta ogni secolo e niente sarà più come prima.

copa.jpg

5) L’ ultimo Superclasico in Copa Libertadores
Il Superclasico (così viene chiamata questa sfida) ha una storia lunga e incredibilmente equilibrata. 247 sono state le partite disputate fino a oggi per un totale di 88 vittorie per il Boca, 82 per il River e 78 i pareggi. Seppur sono tante le sfide tra queste due squadre, è la prima volta che si affrontano in una finale di Copa Libertadores. L’ultima volta che le due squadre si sono scontrate in questa competizione furono gli ottavi di finale del 2015 e la gara di ritorno giocata a la Bombonera (stadio del Boca Juniors) fu sospesa per lancio di fumogeni con spray urticante al peperoncino da parte della tifoseria di casa nei confronti di alcuni giocatori del River.

6) Gli Allenatori
Guillermo Barros Schelotto, allenatore del Boca e Marcelo Gallardo, allenatore del River. Due allenatori che hanno portato meritatamente le loro squadre in finale e che hanno molte caratteristiche in comune: sono entrambi giovani (45 anni il primo; 42 anni il secondo), stimati come allenatori nel panorama calcistico sudamericano e non solo (il presidente del Palermo Maurizio Zamparini tentò di portare in Italia Guillermo Barros Schelotto) e da calciatori sono state le bandiere delle squadre attualmente allenate.
Una vittoria per loro significa gloria eterna.

7) I protagonisti
Il quasi certo forfait di Cristian Pavon, attualmente il giocatore sudamericano più forte a militare ancora in un campionato non europeo, sposta il faro dell’attenzione su due personaggi. Il primo veste la maglia del Boca ed è Darĺo Benedetto, punta centrale soprannominata El Pipa, che dopo un trascorso nel campionato messicano e nelle campionati argentini inferiori si è guadagnato a suon di gol la camiseta azul y oro (colori sociali del Boca Juniors) nonché sua squadra del cuore, tant’è che ha tatuato sul ventre la frase “Esto es Boca“.
L’altro protagonista veste la maglia del River ed è Gonzalo Martinez detto El Pity, soprannominato così per via di un volatile che vive nelle zone di Mendoza, dove è nato. L’elegante attaccante non solo ha realizzato il gol all’ultimo minuto che ha portato il River a giocarsi la finale, ma è una vera e propria bestia nera del Boca Juniors.

8) Ex Italiani
Sono molti i volti tra le due squadre che hanno militato nel nostro campionato.  Ci sono giocatori che sono state meteore come Gino Peruzzi, Bruno Zuculini, Lucas Pratto (attualmente bomber del River Plate), altri che hanno fatto un modesto percorso, come Fernando Gago o Juan Quintero, fino ad arrivare a giocatori che hanno lasciato il segno come Carlitos Tevez o Mauro Zarate (che è passato dal Velez al Boca suscitando l’ira non solo dei tifosi, ma anche dei familiari).

9) Tifoserie
Se mai ce ne fosse bisogno di ricordare l’accesa rivalità tra le due squadre mi piacerebbe citare due scene che vanno a sottolineare la straordinarietà dell’evento e fin dove si può arrivare pur di assistere allo stadio a questa partita.
La prima riguarda un piccolo tifoso del River Plate, di appena sei anni, che ha messo in vendita i suoi giocattoli per pagarsi il biglietto per la sfida di ritorno contro il Boca. Il bambino non è riuscito nel suo intento, ma è stato comunque premiato dalla società sportiva che lo accoglierà come ospite nella partita di campionato contro il Gimnasia La Plata (non proprio una partita di cartello, ma si può comunque definire un ottimo premio di consolazione).
La seconda scena invece ha qualcosa di incredibile. In vista dell’ultimo allenamento prima della partita, i tifosi del Boca Juniors hanno riempito lo stadio (49.000 posti. E 1000 tifosi sono rimasti fuori lo stadio) per sostenere e incitare la propria squadra.

10) Passione
Il Superclasico è stato, è, e sarà sempre una battaglia. È uno scontro tra ceti sociali, ideologie, modi di vivere la vita espressi nel tocco di palla e nel cuore di uomini che indossano una maglia sportiva, ma che per molte persone vale più di ogni altra cosa e puoi dire di averla onorata solo se hai dato tutto e di più. È un mondo totalmente diverso, lontano da accecanti riflettori e macchine sportive, che guardato con occhi inesperti sembra  impossibile da decifrare, occhi che però non possono che restarne irrimediabilmente ammaliati. Il 24 novembre, il Monumental, cioè lo stadio del River Plate, sarà per novanta minuti l’edificio più importante al mondo, campo di un evento storico, che segnerà l’inizio di una nuova era sportiva per il calcio sudamericano.

Marco Paoloni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: