L’ultimo posto sulla terra

Mentre in Svezia c’è chi sceglie di inserirsi un chip sottopelle per poter viaggiare più comodamente sul trasporto pubblico, in un’Isola nel Golfo del Bengala vive una piccola tribù indigena che resiste alla tecnologia e ad influenze esterne.

L’isola di North Sentinel con una superficie di 59 km rimane ancora oggi un mistero, nonostante le varie missioni effettuate prima dall’impero coloniale britannico e successivamente da antropologi. Gli abitanti di questa isola, i Sentinelesi, rifiutano contatti con persone esterne e si stima che la popolazione rientri tra i 50-400 membri. Questa tribù non conosce ancora l’agricoltura, la loro sussistenza è possibile grazie alla caccia e la raccolta di bacche ed erbe. Non esiste una struttura gerarchica all’interno della comunità da quello che si è potuto osservare e il loro modo di vivere è paragonabile a quello degli umani di 15000 anni fa. Ogni tentativo di dialogo è fallito a causa della struttura linguistica completamente diversa dall’Hindi e qualsiasi altra lingua delle isole vicine. Protagonisti di articoli che li rendono famosi per la loro diffidenza e violenza, viene spesso effettuata una critica etnocentrica nei loro confronti.

Le isole delle Andamane sono state la casa di tantissime tribù aborigene, che durante il periodo della colonizzazione britannica, hanno alimentato miti e paure negli uomini europei: si raccontavano storie riguardanti cannibali pronti a cibarsi degli uomini sopravvissuti a naufragi.

Il governo indiano ha reso questa isola inaccessibile cercando di preservare questa tribù. I Sentinelesi non sono in grado di difendersi dalle nostre malattie infettive a causa del loro sistema immunitario. La scelta di rendere questa isola inaccessibile è stata presa anche a seguito dei risvolti negativi che il contatto tra mondo esterno e altre tribù aborigene ha creato. È importante ricordare la tribù dei Jarawa, “vicina di casa” dei Sentinelesi, nel corso dei secoli ha visto una notevole riduzione della popolazione proprio a causa di malattie. Questa comunità, che abita oggi in una riserva, ha visto negli ultimi anni una nuova minaccia: la National High Road 4. Nonostante la creazione di una zona cuscinetto tra i territori della comunità e la strada, i contatti con i turisti sono sempre più frequenti anche grazie alla creazione di tour illegali proposti dalle agenzie turistiche. Turisti che, attraverso il pagamento, riescono a portarsi a casa video ricordo nei quali membri della tribù vengono derisi e umiliati in cambio di cibo.

Il problema di come tutelare queste tribù rimane oggi più che mai sempre più vivo. Molti studiosi si chiedono per quanto ancora sarà possibile evitare i contatti, che sembrano ormai sempre più inevitabili, tra queste tribù e l’esterno e soprattutto come potremo renderli il meno possibile dannosi?

Jovana Kuzman

Immagine in evidenza: © Christian Caron – Creative Commons A-NC-SA

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