Tolleranza / Accettazione

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Molte persone nella vita stanno cercando la felicità. Vogliamo svegliarci la mattina pieni di gioia e far iniziare la giornata con un sorriso sincero sui nostri volti.

La realtà è spesso molto diversa. Facciamo un sacrificio alzandoci la mattina quando non vogliamo, non vogliamo andare a fare un lavoro che non ci piace e passare il tempo con persone con cui non vogliamo. Ora, potresti meravigliarti, cosa c’entra questo con la tolleranza e l’accettazione? Tutto!

Sai che c’è una cosa di cui amo parlare ed è l’amor proprio. Esso svolge un ruolo cruciale in tutto ciò che è scritto riguardo il perché il modo in cui vediamo noi stessi modella ogni singola decisione che prendiamo.

Se tolleriamo noi stessi, significa che sappiamo che dovremmo amare noi stessi e che alziamo gli occhi quando qualcuno ci dice che dovremmo, ma non siamo ancora a quel punto e gli resistiamo solitamente dicendo che è sciocco o che le persone ci mettono sotto pressione a riguardo.


Se accettiamo noi stessi, allora inizia il vero fondamento dell’amor proprio. Accettare che abbiamo punti forti e punti deboli. Abbiamo difetti e bellezze e questo è assolutamente il modo migliore in cui potrebbe essere. Il problema qui è di solito il fatto che ognuno intorno a noi sta provando ad apparire così perfetto che talvolta crediamo che potrebbero realmente essere perfetti, portandoci a pretendere di esserlo anche noi, continuando questo circolo vizioso. Il punto è iniziare a guardare ai nostri difetti e pensare “oh, io sono anche questo, ci lavorerò”.

Ora qui è dove la storia si fa complicata. Se noi tolleriamo noi stessi, non abbiamo davvero un forte senso di autostima e prendiamo decisioni che confermano questa convinzione. Scegliamo posti di lavoro in cui siamo tollerati e usciamo con persone che ci tollerano invece di andare verso decisioni più ambiziose che si adattano alle nostre capacità e ci spingono più in alto. “No, perché qualcosa del genere sarebbe per me? Chi sono io per risaltare? Sono solo un mediocre Joe.” è ciò che ero solito dire e ho fatto scelte che hanno confermato la mia mediocrità o spesso anche sotto la mediocrità. Poi ho letto una citazione di Henry Ford che diceva “Se pensi di potere, o pensi di non potere, hai ragione!” e mi ha fatto pensare. Perché alcune persone ‘vanno bene’, e perché raggiungono risultati mediocri? Perché lo scelgono. Scelgono di stabilire uno standard più alto per loro stessi.

Uno degli esempi più vividi a cui ho assistito in diretta è stata la relazione tra i miei genitori (questo articolo verrà pubblicato in inglese e italiano, quindi probabilmente non lo leggeranno molto presto). Avevano una relazione basata sulla tolleranza nella quale si tolleravano tra loro e questo è uno dei peggiori tipi di relazione. Ho spesso parlato con loro riguardo questo ad un’età in cui un bambino non dovrebbe essere esposto a ciò e ho appreso qualche conoscenza sulla mente umana. Ho sviluppato qualche teoria e osservato le relazioni degli altri e anche la mia negli anni a venire. La questione spesso sorge quando uno persona in una relazione non può rendere l’altra felice e così quella infelice la incolpa, o l’altra incolpa sé stessa, o entrambi. La cosa che ho capito e realizzato è la seguente, con la quale so che alcune persone dissentono ma che sostengo con tutto me stesso.

Il tuo compagno in una relazione non può renderti felice. Lo ripeto, il tuo compagno non può renderti felice ed è giustamente così. Perché questo non è il suo compito. E’ tuo compito, caro. Il tuo compito è rendere te stesso felice. Punto. Quando ciò accade, puoi trovare una persona che ti renda anche più felice ma la prima parte del viaggio dipende sempre da te, da me, dalle persone stesse. Fin quando accade questo, c’è un’intera montagna di compensi e compromessi. Un quadro simile sarebbero due ubriachi, uno appoggiato a destra e l’altro a sinistra. Si appoggiano l’uno sull’altro e dichiarano la loro stabilità. Ora questo è stupido.

Una cosa da prendere da questo casino di parole che ho messo insieme non è che le persone dovrebbero abbandonare le loro relazioni e arrendersi. Ma che dovrebbero focalizzarsi di più su cio che possono dare a loro stesse invece di cosa il loro compagno può dare loro o che loro danno al loro compagno. Come il titolo di quel libro di Sarah Knight dice “Tu fai TE STESSO”.
Prendi questo, e fai te stesso.

Con amor (proprio),

Nejc Oblak

Traduzione di Martina Moscogiuri

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