C’eravamo tanto amati: Il caso De Falco

Famoso per il suo “Salga a bordo, ca**o” durante la fuga del Capitano della Costa Concordia Schettino, l’ufficiale in congedo della Marina militare torna di nuovo a far parlare di sé. Uno dei nomi forti del Movimento 5 Stelle per le elezioni 2018 di certo non immaginava una minaccia di espulsione solo pochi mesi dopo l’inizio della nuova legislatura giallo-verde.

De Falco, candidato al collegio plurinominale di Livorno, meno di un anno fa veniva accolto nel movimento con entusiasmo dai vertici e dall’oggi Vicepresidente del Consiglio Luigi di Maio. Tra i due le tensioni sono aumentate negli ultimi giorni riguardo sia il Decreto Sicurezza che il Decreto Genova. Per quanto riguarda il primo, il senatore si è astenuto dalla votazione sia per dubbi riguardo la costituzionalità di esso che per la situazione in cui pone i migranti: un limbo che aumenta l’irregolarità e non la sicurezza.

Il nodo che però ha creato reali divergenze è stato l’inserimento dell’art. 25 nel Decreto Genova. Questo articolo riguarda interventi a favore dei comuni di Ischia affetti dal terremoto del 2017: i comuni avranno sei mesi di tempo per decidere sulle istanze di condono presentate per gli immobili distrutti dal terremoto secondo ai sensi di tre leggi successive: del 1985, del 1994 e del 2003. La contestazione da parte di De Falco e di Legambiente proviene proprio da questa ultima parte. I criteri utilizzati 30 anni fa erano ben diversi da quelli attuali e non esisteva ancora una cultura di tutela del paesaggio, territorio e contrasto del rischio vulcanico, sismico ed idrogeologico.  

L’astensione al primo decreto e il voto contrario nella commissione al secondo hanno creato tensioni all’interno del Movimento. Se da una parte De Falco si difende affermando di non sentirsi dissidente, ma anzi pienamente in accordo con gli ideali del Movimento, primo fra tutti la presunta tutela dell’ambiente, gli altri senatori e deputati ne chiedono l’espulsione. È ironico come fino a pochi mesi fa la candidatura dell’ufficiale fosse uno dei punti forti del Movimento, mentre oggi viene visto come un peso e come un problema da liquidare al più presto. Bisogna ricordare che molti altri sono stati i senatori e deputati che nelle ultime settimane hanno dimostrato insofferenza riguardo le direttive date dalla dirigenza del Movimento, considerate poco sindacabili e non votate dalla maggioranza, ma semplicemente calate dall’alto. Il Movimento 5 Stelle, promotore da anni dell’introduzione del vincolo di mandato, si scontra ancora una volta con una solida realtà: la Costituzione italiana. Nell’articolo 62 della nostra Costituzione si afferma che «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato» e quindi libero di votare secondo libertà di espressione. Come riuscirà il Movimento a disciplinare i suoi parlamentari?


Jovana Kuzman


Bibliografia:

 

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