Uno scozzese a Manchester

Era il 6 Novembre 1986 quando nella grigia e operosa Manchester arrivava un sorridente manager scozzese destinato a cambiare per sempre la storia di quella città e di tutto il calcio inglese: Sir Alex Ferguson.

Il Manchester United negli anni ’80 viveva probabilmente uno dei momenti più difficili nella storia del club. Infatti la società  nei precedenti 15 anni non era riuscita a dare un degno seguito alla leggendaria squadra del 1967/68, che vinse la prima Coppa Campioni della storia del Red Devils grazie ad un attacco stellare composto, fra gli altri, da due mostri sacri come Bobby Charlton e George Best.

Infatti, durante gli anni ’70 a seguito delle dimissioni del mitico allenatore Matt Busby, che aveva vinto tutto il possibile nel decennio precedente, iniziò una girandola di allenatori, fra i quali molti ex giocatori che non riuscirono a imporre la propria figura autoritaria all’interno dello spogliatoio. Questa confusione portò lo United addirittura alla retrocessione nel 1974, anche a causa della prima stagione senza Bobby Charlton, che aveva lasciato il club proprio nell’anno precedente.

Insomma la situazione che trovò Ferguson nel 1986 era tutt’altro che semplice e, almeno guardando il curriculum, sembrava destinato a diventare l’ennesimo allenatore di passaggio. Invece, nonostante un undicesimo posto, la dirigenza decise di confermare il tecnico scozzese. che nell’anno successivo portò i Diavoli Rossi a competere per il titolo contro gli eterni rivali del Liverpool, i quali alla fine vinsero lo stesso il campionato, ma finalmente il Manchester United tornò a competere per il primo posto.


Gli anni successivi sono una vera e propria giostra per Alex Ferguson, che vede la sua squadra alternare pessimi risultati in campionato a ottime prestazioni nelle coppe che lo portano ad alzare la FA Cup e la Community Shield nel 1990 e la Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea nel 1991, primi trofei europei per gli inglesi dopo la Coppa dei Campioni del ’68.

La stagione della svolta è quella del 1992/1993 non solo per Ferguson e il suo Manchester, ma per tutto il calcio inglese. Infatti la stagione 92/93 è la prima della moderna Premier League, che prese il posto della First Division.

Il Manchester tornò vincere il campionato dopo 26 anni di digiuno e trovò un nuovo beniamino nel neo-acquisto Eric Cantona. Il francese scelse la maglia numero 7, che lo portò subito ad essere paragonato con il grande George Best. I due infatti oltre al talento cristallino e la maglia numero 7 avevano in comune la passione per alcol, donne e altri vari comportamenti discutibili (il calcio in faccia al tifoso del Crystal Palace è solo la più famosa fra le numerose follie del francese).

cantona

Probabilmente però fu proprio la follia di questo giocatore a ridare a tifosi e squadra la consapevolezza e l’orgoglio di fare parte di uno dei club più importanti al mondo.

Da quel momento in poi la banda Ferguson divenne inarrestabile e vinse tutti i campionati degli anni 90 tranne quelli del 95 e del 98, vinti rispettivamente dal leggendario Blackburn Rovers di Alan Shearer e dall’Arsenal di Arsene Wenger, al suo primo trofeo con i Gunners.

Il dominio in Inghilterra riporta il Manchester nell’Olimpo del calcio europeo e la consacrazione arriva nel 1998/1999. Cantona ha lasciato i Red Devils da un paio di anni e l’attacco è affidato alla figura di Andy Cole (Il 3° miglior marcatore della storia del campionato inglese) anche se ad attirare l’attenzione dei media e di tutti gli amatori di calcio britannico sono i giovani David Beckham, Gary Neville e  Ryan Giggs, che entusiasmano i tifosi trascinando la squadra fino alla finale di Champions.

La finale venne disputata il 26 Maggio del 1999 contro il Bayern Monaco di Lotar Matthaus e Oliver Kahn.

I Bavaresi passarono in vantaggio al 5° minuto grazie ad una punizione di Basler e gestirono il vantaggio senza correre particolari rischi fino ai minuti di recupero quando i due subentrati del Manchester United, Teddy Sheringham e Gunnar Solskjaer, siglarono i gol del pareggio e del sorpasso rispettivamente ai minuti 91 e 93.

Solskjear
“Minuto 93. Il subentrato Solskjear mette dentro il pallone sugli sviluppi di un corner. Il Manchester United è campione d’Europa”.

Il Manchester torna ad alzare la Coppa dalle grandi Orecchie dopo ben 21 anni a seguito della più grande rimonta nella storia della Champions fino a quel momento, paragonabile soltanto a quella del Liverpool otto anni più tardi a Istanbul contro il Milan di Ancelotti.

Con quella vittoria il Manchester rese indimenticabile la stagione 98/99 nella quale vinse anche la Premier League e la FA Cup diventando la prima, e tuttora l’unica, squadra inglese nella storia a realizzare il cosiddetto Treble, o Triplete che dir si voglia.

A seguito di tale storico risultato sportivo, nel 1999, la Regina Elisabetta conferì al tecnico il titolo nobiliare: diventò così Sir Alex Ferguson.

Negli anni 2000, oltre a valorizzare giocatori diventati poi storici come Rio Ferdinand, Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney, Ferguson vinse altre 8 volte la Premier League, 3 volte la Coppa di Lega , 5 volte la Supercoppa Inglese e un’altra volta la FA Cup oltre alla seconda Champions League personale nel 2007/2008 nella finale tutta inglese contro il Chelsea.

Nel 2013, dopo la vittoria del 20° titolo nella storia dei Red Devils, Sir Alex decise che fosse arrivato il momento di dire basta, anche a causa delle sue precarie condizioni di salute.

Da quel momento in poi il Manchester United ha alternato quattro allenatori sulla panchina senza che nessuno riuscisse a dare alla squadra né  il gioco né  la personalità che garantiva un uomo dalla classe infinita come Sir Alex Ferguson.

Enrico Izzo

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