I cognomi strappati dai citofoni

Mi rendono triste i cognomi strappati dai citofoni
Ancora di più, quando un nuovo cartoncino
Sovrasta i contorni di chi lo ha preceduto.
Il lascito di una parte di esistenza.
Come può la crescita sfrattare il cuore da se stesso?
Traslocano le cianfrusaglie del sognatore,
Cambiano identità e rimane segreto
-il luogo-
Come la dimora del mafioso che si è pentito.
Un principio di vertigine accompagna il mio passo,
Fino a rendersi alacremente abituale.
Fobia del basso.
Imperversa scrupolosamente l’amara consapevolezza
Che un giorno mi sveglierò
Ed andrò avanti per sola inerzia.
Ma quando arriverà
Forse troverò il senso
Ed avrò paura dell’altezza.
Sono deluso dall’uomo
Ma ironia della sorte,
Ognuno si crede unico e si sente tradito.
Non siamo così diversi
Sopratutto nel gesto di puntare il dito.

Ho paura del traffico e della velocità,
Tutti andiamo di fretta
Per prendere un posto in cui già aspiriamo a come lasciare,
Per questo dura un attimo la felicità,
E poi la si può solo rimuginare.

Manuel Torre

 

 

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