Al prossimo appello

“Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.” Art.81, co.1, Cost.

Ogni anno, entro il 15 ottobre, il Governo si sveglia e sa che dovrà presentare al Parlamento una legge di bilancio per parlare delle proprie spese previste nel prossimo triennio senza contrastare le norme dell’Unione Europea.

Ogni anno, entro il 20 ottobre, il Parlamento si sveglia e sa che dovrà approvare la legge di bilancio presentata dal Governo per parlare delle proprie spese previste nel prossimo triennio senza contrastare le norme dell’Unione Europea.

Ogni anno, ad ottobre, non è importante che tu sia il Parlamento o il Governo: l’importante è che tu non faccia salire il deficit.

Ma andiamo con ordine.


Ciò di cui si parla tanto in questo momento è il famigerato Documento di Economia e Finanza, altresì detto DEF. Questo documento, che dalla riforma del 2011 ha sostituito il vecchio Documento di Programmazione Economico-Finanziaria (Dpef) secondo quanto previsto dal Patto di Stabilità e Crescita dell’Unione Europea, è un piano che riporta gli obiettivi di politica economica del Paese, le stime sull’andamento delle finanze pubbliche e dell’economia nazionale, e le riforme che il governo intende attuare.

Il DEF dev’essere presentato al Parlamento per l’approvazione entro il 10 aprile. No, non siamo in ritardo al momento, principalmente perché entro il 27 settembre è possibile presentare al Parlamento la nota di aggiornamento del DEF, dunque una rivisitazione di quanto presentato pochi mesi prima sulle spese previste (come accaduto per questo Governo, tale clausola può essere utile).

Le fasi da qui in poi sono dunque le seguenti:

  • Nota di aggiornamento al DEF del governo: 27 settembre
  • i Paesi dell’area euro trasmettono alle istituzioni europee il documento programmatico di bilancio: 15 ottobre
  • il governo presenta in Parlamento il ddl di bilancio: entro il 20 ottobre
  • la Commissione europea esprime un primo parere sul ddl di bilancio: entro il 30 novembre
  • approvazione definitiva di Camera e Senato: entro il 31 dicembre
  • entrata in vigore della legge: 1° gennaio

(The Post Internazionale 2018)

Il Governo pentastellato si è dunque prodigato nelle ultime settimane per presentare un Nota di aggiornamento del DEF che comprendesse le future manovre dell’esecutivo sui temi tanto discussi: Pace Fiscale, Quota 100 e Reddito di Cittadinanza, Flat Tax.

Ciò che fa molto discutere è soprattutto la c.d. Pace Fiscale:

Sarà possibile pagare i propri debiti al netto di sanzioni e interessi in dieci rate spalmate in cinque anni. Con la pace fiscale delle controversie tributarie contro l’Agenzia delle Entrate sarà possibile chiudere i contenziosi pendenti pagando una somma pari al valore della controversia, ridotto in caso di soccombenza in giudizio del Fisco.

Non solo questo: la pace fiscale 2019 prevede tra le novità anche lo stralcio totale di tutte le cartelle di importo non superiore a 1.000 euro, che saranno annullate definitivamente al 31 dicembre 2018.

Inoltre, viene concessa la possibilità, per chi ha regolarmente presentato la dichiarazione dei redditi, di presentare una dichiarazione integrativa per far emergere fino ad un terzo dei redditi dichiarati nell’anno precedente entro il limite di 100.000 euro pagando un’imposta fissa del 20%”

(Informazione Fiscale 2018)

Tutto questo si spera possa aiutare a finanziare le manovre circa la Quota 100 per le pensioni e il Reddito di Cittadinanza.

Detto ciò, il Governo, allo stesso modo di un bravo studente di una qualsiasi triennale di economia, si prepara su tutto ciò che c’è da fare e come previsto da Legge presenta alla Commissione Europea il suo programma di manovra economica.

“Bocciato”.

Purtroppo, con un rapporto Debito/PIL relativamente alto e le raccomandazioni e sanzioni emanate dall’Unione negli ultimi anni per far fronte al crescente indebitamento, aumentare il proprio debito per far fronte a problemi di debito non è sembrata l’idea più congeniale.

Secondo la Commissione infatti “un’espansione fiscale vicina all’1% di PIL, contro l’aggiustamento di bilancio raccomandato dal Consiglio dell’Unione Europea, e la dimensione della deviazione (un divario di circa l’1,5 per cento del PIL) sono senza precedenti nella storia del Patto di Stabilità e Crescita”.

Sì, perché i piani del Governo Pentastellato sono mirati ad un aumentare il deficit fino ad un massimo del 2.4% nel 2019, per poi scendere al 2.1% nel 2020 e al 1.8% nel 2021 con lo scopo di finanziare tutte le manovre successive, il che non è proprio nelle previsioni più rosee per aiutare la stabilità, secondo molti esponenti delle istituzioni europee. L’Europa aveva già avvisato l’Italia di ridurre il deficit previsto fino al 2%.

Per la prima volta, dunque, la Commissione Europea è stata costretta a respingere un documento programmatico di bilancio di un Paese Membro.

Adesso andiamo al prossimo appello.

L’Italia ha tre settimane per rivedere e riproporre all’Unione Europea un nuovo documento programmatico da far approvare alla Commissione entro il 30 novembre. Se ciò non dovesse accadere, l’Unione Europea procederebbe in tal caso con un’apertura di una procedura d’infrazione per deficit eccessivo e violazione della regola del debito. Tale processo prenderebbe vita nella primavera del 2019 e durerebbe circa due anni, al termine dei quali l’Italia riceverebbe pesanti sanzioni se non dovesse riuscire a far rientrare il disavanzo successivo.

I famosi mercati, in tutto ciò, non l’hanno presa bene, e già prima della bocciatura avevano segnalato una differenza (spread) tra i titoli di Stato tedeschi (Bund) e quelli Italiani (BOT) pari a 312 punti base. Per coloro meno esperti del settore, è un livello altino. Questo spread segnala dunque la diffidenza dei mercati finanziari rispetto al valore dei titoli di Stato italiani e dunque l’idea che la condizione economica del Bel Paese non dia molta fiducia di rimborso futuro per i titoli emessi.

E su Facebook, il vicepremier di Maio “Questa non è una semplice manovra, è un Nuovo Contratto Sociale che lo Stato stipula con i cittadini”.

Per quanto riguarda Salvini “Questa non è una vittoria della Lega, ma degli italiani, i fatti lo dimostreranno”.

Il Governo guidato da un Professore di Diritto Privato, due vicepremier non laureati, e un Ministro dell’Economia più volte vessato dai primi tre, non parrebbe dunque intenzionato a cambiare, intento nel proseguire la sua linea politica, sebbene l’Unione Europa e molti analisti economici internazionali sembrino fermamente scettici sull’utilità economica di tali manovre per il debito strutturale italiano.

“Per Di Maio e Salvini la partita è già chiusa. Le tre settimane di tempo a disposizione, come se fossero scadute prima di cominciare. La posizione del governo non cambia, soprattutto se a Bruxelles inseguono ancora l’illusione di un “ritocco” del governo gialloverde all’ultra-deficit al 2,4%.”

(The Post Internazionale 2018)

In pratica è uno studente di triennale di economia che viene bocciato dal suo professore e dice di essere fermamente convinto della sua preparazione e che le basi della sua conoscenza sono solide.

Poi un professore può anche sbagliare e uno studente può avere anche ragione ogni tanto, eh.

Ogni tanto.

Matteo Caruso

 

Sitografia:

 

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