Sono mancanza, difetto di un tempo da fuggitiva.

Correndo da rifugi abbandonati ti trovai ombra di ragazzo latitante, unico superstite alla mia fuga. Clandestino del tuo tempo, mi parlasti col gergo del vizio – la tua redenzione. Devota al tuo tormento, attraversai la terra fatta di assenza, paese sordo il tuo cuore. Tramutasti in solitudine e non più fui tua alleata. Confuso stato di tutte le mie difese, ritrovai riparo sotto la mia diserzione – ritornai nella mia casa disabitata.

Ma io bugiarda, ti ho in voce senza farti cadere nel verbo.

Cecilia Calistri

Rispondi