Batman: Damned vol 1 : Il Peepeestrello [SPOILER]

È passata quasi una settimana dall’uscita di Batman: Damned #1, il primo di una serie limitata di fumetti pubblicati dalla DC Comics sotto l’etichetta DC Black Label, una collana di storie più mature realizzate per un pubblico adulto.

Ad inaugurare la collana, che per ora conta una storia incentrata su Superman, una sull’intero universo DC e altre due su Batman (una scelta poco ovvia insomma), è proprio il famoso megachirottero.

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Batman: Damned, scritta da Brian Azzarello e illustrata da Lee Bermejo ( i due hanno collaborato anche in Joker del 2008 e Lex Luthor: Man of Steel del 2005), si apre con una premessa incoraggiante per la città di Gotham: Joker è morto. Come? Non si sa. E nemmeno chi.

Ad aiutare un Batman confuso e ferito nella ricerca del colpevole c’è John Constantine, il detective dell’occulto protagonista della serie Hellblazer, targata Vertigo Comics.

Essendo per ora uscito solo il primo volume, posso solo dare le mie impressioni iniziali che potrebbero cambiare continuando a leggere la storia.

Per ora mi è sembrata molto interessante, la scrittura mi è sembrata un po’ confusa, soprattutto la voce narrante, tanto che non so se mi sia persa io durante la lettura o loro durante la stesura.

Il concept è interessante, trovo divertente che quando si voglia scrivere una storia per adulti, qualcosina qualcosina di esoterico o di un po’ sacrilego ce lo si infili sempre (la Madonna Joker finale ne è un esempio), però trattandosi di una storia con come protagonista un personaggio fortemente legato all’occulto e al soprannaturale come John Constantine, la scelta è più che giustificata.

La storia in sé è quindi abbozzata, Batman Damned #1 è una semplice introduzione, e allora perché la sua uscita ha fatto così tanto scalpore negli Stati Uniti (arrivando ora in Italia)?

Semplice: perché c’è una scena di nudo integrale di Bruce Wayne.

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La stessa casa editrice ha deciso successivamente di censurare la evidente nudità (i cui soprannomi online sono tanti, da bat-nudity a bat-wiener, sta a voi scegliere quale preferite), creando una sorta di controversia, poiché la collezione Black Label includerà anche delle storie pubblicate in precedenza dalla DC tra cui Batman: White Knight, in cui è stata censurata una scena di sesso nella prima edizione, tenendo in serbo la possibilità di una eventuale versione successiva da collezione con la scena priva di censure.

Probabilmente potrebbe essere Black Label, ma visto questo precedente potrebbe non essere questo il caso.

Tra le molte opinioni trovate online, mi sento di concordare almeno parzialmente con Susana Polo, che nel suo articolo di  Polygon sul fumetto sostiene che i media abbiano dato troppa importanza a questa scena di nudo che nella realtà effettiva dell’opera è una scena misera, molto in sordina.

“È ben visibile solo se lo cerchi specificatamente e non se stai solo leggendo il fumetto” scrive Polo, ed è effettivamente così: c’è stato troppo scalpore per quella che è, a conti fatti, una sagoma dai contorni illuminati.

Per Polo, anche la polemica è sterile, se avessimo voluto vedere la bat-nudità, ci sono i grandi mezzi di internet che ce l’avrebbero fornita molto più facilmente e velocemente, senza dover aspettare la maestria del sig. Bermejo in una storia del 2018. Personalmente anche io, come Susana, mi sarei aspettata una scena di nudo giustificata, qualcosa magari di più simbolico (abbiamo avuto la Madonna Joker, perché non questo?).

Inoltre sono alquanto perplessa dall’idea stessa alla base della creazione della Black Label, considerato che la DC possiede già una sezione dedicata a graphic novel e fumetti più maturi, la sopracitata Vertigo, che ha pubblicato fumetti come Sandman (Neil Gaiman), Fables (Bill Willingham) e V per Vendetta (Alan Moore e David Loyd).

Pur non essendo molto incentrata sulle cape stuff, l’etichetta non è nuova alla pubblicazione di storie più serie sui vigilanti mascherati (tra le varie ne conta ad esempio una proprio su Batman), quindi la creazione di un’altra etichetta la trovo alquanto superflua.

Per il soggetto poi, pur essendo una gothamita affezionata da quando Cristina D’Avena è approdata nelle nostre vite cantando “È l’uomo pipistrello,  È Batman”, ritengo che effettivamente non avevamo bisogno di un’altra storia incentrata su Batman, figlio prediletto della DC per ovvi motivi economici e di fama, ma la presenza di John Constantine mi fa ben sperare.

La testata di Batman è sempre stata la più popolare della DC, soprattutto con l’arrivo dei film di Burton prima e di Nolan poi. Scrivere una storia su Batman è insomma, una sorta di garanzia, anche se, dopo il grande flop del numero 50 della collana Batman Rebirth, questa è un po’ vacillante.

La DC ha molto da farsi perdonare, soprattutto dai fan del pipistrello, e speriamo che la scelta di puntare su una storia più matura con due artisti d’eccezione sia quella giusta.

Se volete dire la vostra sul batarang di Batman, Buzzfeed ha provveduto: https://www.buzzfeed.com/perpetua/what-do-you-think-batmans-penis-is-like?utm_source=dynamic&utm_campaign=bffbbuzzfeedquiz&ref=bffbbuzzfeedquiz

Annabella Barbato

 

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