L’Italia della lingua e della spada

L’origine del popolare adagio “Ne uccide più la lingua della spada”, in tutte le sue varianti, è incerta. Una prima testimonianza appare già nella Bibbia:

“La spada uccide tante persone, 
ma ne uccide più la lingua che la spada.”

[ Siracide 28, 18 ]

Un altro riferimento autoritario è quello di Edward George Bulwer-Lytton, politico, poeta, romanziere e drammaturgo inglese (1803-1873), che nell’opera teatrale Richelieu del 1839 (atto 2, scena 2) scriveva: “The pen is mightier than the sword” (“La penna è più potente della spada”).

Qualsivoglia sia stata la strada che ha portato queste poche parole ad ancorarsi saldamente nel bagagliaio linguistico italiano, è ben evidente il loro significato: se mal utilizzate, le parole possono arrecare più danni del male fisico. Ma cosa accade quando lingua e spada colpiscono insieme?

Succede che ci si ritrova in Italia, nell’anno del Signore 2018.

Le due notizie che sono state riportate più frequentemente negli ultimi giorni dai giornali e telegiornali del Bel Paese sono l’attacco di Rocco Casalino, l’ex-gieffino portavoce del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ai tecnici del Ministero delle Finanze e l’aggressione di stampo squadrista durante un corteo antirazzismo a Bari, dove due manifestanti sono rimasti feriti. Analizziamo però meglio i due eventi:

In una nota vocale inviata presumibilmente a un giornalista Casalino invita: “Domani se vuoi uscire con una cosa che può essere simpatica… la metti un po’ come fonte parlamentare, però, eh”. La “cosa che può essere anche simpatica” è la vendetta ( anzi, la “mega vendetta”) nei confronti dei tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze: “Se poi all’ultimo non escono i soldi per il reddito di cittadinanza tutto il 2019 sarà dedicato a far fuori quei pezzi di merda del Mef“.
La chiosa poi è da livelli di guardia: “Non ce ne fregherà veramente niente, ci sarà veramente una cosa ai coltelli, proprio”. 
E tutto questo perché? Perché c’è sicuramente sotto una macchinazione dei tecnici del Mef se non si riescono a trovare dieci miliardi: “Non è accettabile che non si trovano dieci miliardi del cazzo, cioè non è che stiamo parlando di duecento miliardi, stiamo parlando di dieci miliardi”.

Nel frattempo nel quartiere Libertà a Bari un gruppo di persone che stava rincasando dopo aver partecipato alla manifestazione antirazzista “Mai con Salvini” è stato aggredito con cinghie e tirapugni da una squadra di militanti di CasaPound. Nel pestaggio sono rimasti feriti in due: l’assistente dell’eurodeputata Eleonora Forenza, Antonio Perillo, e Claudio Riccio, candidato alle politiche di marzo alla Camera dei deputati per Liberi e Uguali e componente di Sinistra Italiana.

I due eventi sembrano distanti, ma sono legati con il filo spinato dalla loro fioritura in questo clima di astio e di violenza fisica e verbale, e si legittimano e rafforzano l’un l’altro.

Questi attacchi sono la spia di un sentimento d’intolleranza, che si sta andando a diffondere a macchia d’olio, nei confronti di chi presenta una diversità non solo fisica ma anche ideologica.

La violenza è nata in strada, ma si è raffinata: ha posato i tirapugni e ha indossato le giacche, ma non muta la sua natura. Casalino e CasaPound raccontano con la lingua e con la spada la stessa storia di violenza, e non possiamo continuare ad ascoltarla.

Paolo Palladino

 

SITOGRAFIA:

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