Come despota e schiavo

Ero quel bicchiere di plastica
Lasciato solo
Contro il vento,
E tu quel goccio d’acqua
Che bilancia
E lo fa rimanere erto.
Non ho ossa davanti al cuore
Ne che proteggono il cervello,
Così quel che sento
-Che sia amore o nulla di bello-
È sempre esposto alle intemperie,
Scoperto.
Vorrei abdicare la mia facoltà
Di sognare,
Quest’esasperata voglia
Di essere più della realtà,
E sopra
Volerci volare.
Ma in questo mondo sono nessuno,
E Come tutti i nessuno
Nessuno è come me.
Di questo vuoto di cui mi circondo
Esserne il re.
Ed infatti senza fatica alcuna
Eccomi con questo inutile potere,
Mi troverai con lo scettro sulla Luna
Come despota e schiavo
Al principio di tutte le sere.
Ora
Anche l’ultimo sorso è andato via
E sono facile vittima del vento,
Che mi trasporta per la sua scia
Causata dal mio stesso lamento.

Manuel Torre

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