La fovea

Il cristallino blu
dell’Adriatico amatissimo,
le riarse spighe al sole calante,
l’intenso profumo della natia salsedine,
la friabile roccia calcarea
sublime pittrice di mirabili paesaggi.

Poi…

Quel quartetto di ignobili giornate,
la retata vespertina,
la detenzione,
le torture,
le urla, gli insulti, ed altre…
Indicibili nefandezze che solo
dimenticare si spera,
ma mai si potrà…

Il tremendo effluvio del sangue secco
sulla fronte colato,
del ferroso filo spinato
l’agghiacciante odore,
saturato era il vento
dalla polvere da sparo…
BUMMMM sulla nuca
del primo di quella mesta fila…
E le terrorizzate urla
della nostra colonna
che sì repentinamente scivolava giù,
nel profondo, angusto
ed oscuro anfratto carsico che
da quel giorno ci abbracciò
tutti!


Erano di Pola i dintorni,
Eravamo Italiani,
Era settembre del ’43.

Luca Fiorentino

Post simili

Un attimo di pausa Ho staccato gli occhi dal libro, Ed è come attraversare cento portali Insediati in infinite dimensioni, Legati tra loro da tunnel tempestati Di fulgid...
Alla piantata in Nasso – una poesia labirint... Non so dirti di preciso quando ci sono entrato, mi sono trovato perso. Forse un tuo sguardo, un tuo cenno d'assenso, un tuo nulla che per me valse ogn...
Horacio Dormivamo nel profondo sonno leggeri, quando buttarono giù la porta: urla, ansia, terrore e sinistri pensieri, erano il temibile Tenente e la sua malv...

One thought on “La fovea”

Rispondi