Venezia 75 (parte 2 di 2)

Dal 29 agosto al 9 settembre si è tenuta la 75esima Mostra del Cinema di Venezia, come l’anno scorso mi sono lanciato nell’esperienza delirante di file interminabili, ore di sonno perse per assistere a proiezioni alle 8 di mattina e confusione mentale derivata dalla visione di una media di 3 film al giorno.

Come per l’anno scorso, doverosa premessa: per alcuni titoli mi avvarrò della parola “caruccio” secondo la definizione data da Zerocalcare: “Caruccio vordì che te lo scarichi e te lo guardi a casa invece de buttà 7 euri”, buona lettura.

VENEZIA 75 – CONCORSO

WERK OHNE AUTHOR, di Florian Henckel von Donnersmarck

Von Donnersmarck era uno dei nomi più attesi della Mostra, quantomeno per capire se da questo regista dovessimo aspettarci le stelle (“Le vite degli altri”) o le stalle (“The Tourist”). Il risultato è che ci troviamo in mezzo, di fronte a un film non maestoso, ma solidissimo e scorrevole nonostante le sue 3 ore di durata. Per quanto la parte centrale del film scorra in maniera eccessivamente didascalica e registicamente abbastanza piatta, il resto del film è degno di nota. In particolare la prima metà, che esplora un carattere del nazismo poco rappresentato in opere apertamente commerciali, cioè il trattamento riservato alle malattie mentali.

NUESTRO TIEMPO, di Carlos Reygadas

Il messicano Reygadas, che del film è anche protagonista in veste di attore, dirige uno dei film più belli, emozionanti e stilisticamente magistrali della Mostra. Altre 3 ore, ma che invece di rappresentare un difetto aumentano l’immersione totale dello spettatore nella vicenda. Non c’è niente che sia fuori posto, ma la sequenza iniziale, che occupa circa i primi 20 minuti, è l’essenza del cinema, e da sola avrebbe giustificato un Leone d’oro. Purtroppo, è passato in sordina rispetto a quanto meriterebbe, perciò non resta che sperare in una sua improbabile uscita in sala.

CAPRI – REVOLUTION, di Mario Martone

Un film limpido, fluido, che scorre a meraviglia grazie a una regia pulita e a delle interpretazioni credibili. Una su tutte, ma lo si intuiva, la performance di Marianna Fontana, che sembra ormai giunta a maturazione completa. “Capri-Revolution” è un film di Martone in tutto e per tutto, ma si libera dall’eccessiva macchinosità dei suoi ultimi lavori per condurre lo spettatore attraverso questo particolare viaggio ambientato in un’insolita Capri di inizio Novecento.

ORIZZONTI

LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO, di Emanuele Scaringi

Ironia della sorte, proprio il film basato su un lavoro di Zerocalcare diviene l’emblema del “caruccio” e non poteva che essere diversamente. Il film in sé non è tremendo, fa ridere (i romani e chi conosce il tessuto sociale capitolino) non presenta difetti enormi, se non fosse che paga il naturale paragone con il fumetto. L’irriverenza comica, la satira tagliente (tranne qualche scena) e la poesia improvvisa tipica di Zerocalcare si appiattiscono, lasciando spazio a una mera operazione commerciale. Peccato, ma se vi capita vedetevelo.

AS I LAY DYING, di Mostafa Sayari

Opera prima iraniana, la speranza era di trovarsi di fronte a un altro “No date, no signature”, premio Orizzonti alla miglior regia lo scorso anno. Purtroppo è andata diversamente, ma il film in sé non è male. Lo si potrebbe definire come il “The Mountain” (vedere la prima parte) della sezione Orizzonti. Esteticamente curatissimo, con una trama teoricamente molto interessante, ma resa eccessivamente rarefatta da una scrittura di sottrazione che non sembra totalmente riuscita. Siamo di fronte a un caruccio.

SCONFINI

1938, DIVERSI, di Giorgio Treves

Un documentario molto classico e didascalico, più di narrazione pura che di ricerca, “1938, diversi” è un’operazione interessante e necessaria per combattere uno degli stereotipi più malsani ereditati dal dopoguerra: quello degli “italiani brava gente” che non avrebbero mai fatto nulla di male se non fosse stato per colpa dei nazisti tedeschi. Il documentario espone in maniera chiara le ragioni che portarono alle nefande leggi razziali del ’38 e per questo va già segnalato come degno di nota. Inoltre la presenza sullo schermo e in sala della senatrice Liliana Segre hanno aggiunto molto alla semplice visione del film.

Claudio Antonio De Angelis

Di seguito i premi principali di questa 75° Mostra:

LEONE D’ORO per il miglior film a:
ROMA
di Alfonso Cuarón (Messico)

LEONE D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA a:
THE FAVOURITE
di Yorgos Lanthimos (UK, Irlanda, USA)

LEONE D’ARGENTO – PREMIO PER LA MIGLIORE REGIA a:
Jacques Audiard
per il film THE SISTERS BROTHERS (Francia, Belgio, Romania e Spagna)

COPPA VOLPI
per la migliore interpretazione femminile a:
Olivia Colman
nel film THE FAVOURITE di Yorgos Lanthimos (UK, Irlanda, USA)

COPPA VOLPI
per la migliore interpretazione maschile a:
Willem Dafoe
nel film AT ETERNITY’S GATE di Julian Schnabel (USA, Francia)

PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Joel Coen e Ethan Coen
per il film THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS di Joel Coen e Ethan Coen (USA)

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a:
THE NIGHTINGALE
di Jennifer Kent (Australia)

PREMIO MARCELLO MASTROIANNI
a un giovane attore o attrice emergente a:
Baykali Ganambarr
nel film THE NIGHTINGALE di Jennifer Kent (Australia)

per tutti gli altri: http://www.labiennale.org/it/news/premi-ufficiali-della-75-mostra

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...