Cara Mamma Russia

Ben poco c’entra la Rivoluzione Rossa in questo contesto: qui il discorso è tutto sul personale, un viaggio dell’interiorità che, a differenza di quanto le istanze dell’epoca avevano in mente per l’arte, trova la sua strada nel contatto nuovo e trasfigurato con la tradizione, che è più forte di quanto si pensi. Ciò che i rossi vollero distruggere dello Spirito Russo vive in Kandinskij (1866-1944), slegandosi dalla vicinanza della propaganda così abbracciata da altri e che diede risultati felici nel cinema di Ejzenstein.

Kandinskij usa il colore come strada per la memoria: il più bello dei quadri legati alla tradizione, il “San Giorgio” del 1911, simbolo che ricollega al passato monarchico e cristiano del paese, è un richiamo non solo al suo ricordo del cavallino di stagno con cui giocava da piccolo. L’infanzia del pittore è collegata alla storia di una nazione, che nel rappresentare le immagini dello spirito sceglie il distacco dalla forma reale, dall’Oggetto, come affermava Kandinskij, che limita la visione interiore. Questa da collettiva diventa nazionale, mutando forma e contenuti in un processo alchemico di scomposizione della figura e la liberazione della fantasia cromatica.

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Il viaggio in Vologda fu per il pittore fondamentale: come percepire altrimenti la vastità degli spazi che si unisce ai tetti scolpiti delle isbe locali e le primitive stanze pitturate?

La modernità però non lo lascia indifferente. La Russia avanza a modo suo fuori dal guscio ancestrale e lo fa a suon di metallo e futurismo.


Il gusto scomposto e musicale, wagneriano e modernista assieme, è poi ribadito dal quadro raffigurante Mosca (1916), sinfonia-omaggio alla sua metropoli natale, che si staglia nella mente accanto al prologo musicale di “Manhattan” di Woody Allen sulle note di Gershwin o le riprese del regista Dziga Vertov.

Nella sua arte il pittore ha saputo cogliere due aspetti della patria ormai sdoppiata alla maniera di Giano. Giusto due dipinti serviranno per dare esempio di come questo prismatismo della Russia viva in uno dei suoi figli più famosi.

Antonio Canzoniere

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