Lamento di un promoter per caso

È ormai da qualche mese che, data la scarsezza delle mie finanze, mi sono imbattuto in un lavoro per me nuovo e che mai avrei creduto di poter fare senza sfiorare la rissa ogni quarto d’ora: il promoter o lo steward – hostess per le ragazze – che dir si voglia.
Nonostante sia trascorso poco tempo, questo tipo di lavoro mi ha fatto crescere principalmente sotto due punti di vista: la pazienza, prima di tutto, ma anche lo spirito di osservazione.

All’inizio non è stato semplice per un misantropo e sociopatico come me avere a che fare con così tante persone in poco tempo: ma ci si abitua rapidamente e la frustrazione e la rabbia per la maleducazione delle persone e il progressivo e inarrestabile abbrutimento della nostra società si trasforma ben presto, pirandellianamente, in riso.

Questo articolo è dedicato ai miei colleghi di sventure, a tutti quei promoter, steward e hostess che ogni giorno combattono con i clienti e le loro manie e che, sempre col sorriso sulle labbra, svolgono il proprio lavoro anche dinanzi alla maleducazione e la mancanza di rispetto altrui. Più che essere un vero e proprio lamento, questo articolo si propone come una serie di tipi umani e di comportamenti che si possono incontrare durante l’attività di promozione. Spero di non offendere nessuno e di strapparvi un sorriso.

  • Il povero – Partiamo da un grande classico. Generalmente è una persona squisita nei modi, ma già dal primo sguardo si riesce a capire che non comprerà assolutamente nulla: sguardo basso, aria contrita e motivetto di un Caparezza da radio che risuona in testa non appena sente il prezzo e lo paragona al proprio conto in banca. Non biasimatelo e pensateci: probabilmente è anche la vostra reazione quando venite fermati da un qualsiasi venditore. #nonmelopossopermettere
  • Il ricco – Proseguiamo per antitesi. Vi guarda con sufficienza, magari vi ascolta anche distrattamente, ma alla fine non comprerà nulla. Perché? Perché il prezzo è troppo basso: non potrebbe mai abbassarsi a comprare qualcosa in offerta, figurarsi. #ciaopovery
  • Il ninja – Probabilmente è solo un giocatore troppo assiduo di Pokémon, oppure un paranoico che vuole evitare qualsiasi contatto umano – o forse entrambe. Evita il vostro sguardo ad ogni costo e usa le traiettorie più improbabili pur di non passarvi davanti. La sua fantasia è direttamente proporzionale alla sua misantropia. #provaaprendermi
  • Il finto disabile – Pur di non starvi a sentire le prova tutte: fa finta di non vedervi, di non sentirvi, o di non poter parlare – in quest’ultimo caso vi sorriderà come un ebete e si allontanerà lentamente. Riacquisterà ogni sua facoltà non appena sarà al di fuori della vostra portata. #mimandaequitalia
  • Il vero disabile – Sì, mi è successo anche questo. E io l’ho confuso per la categoria precedente. Avrei voluto sotterrarmi.
  • Il cafone – È una versione meno fantasiosa del ninja: invece di evitarvi, vi passa davanti sprezzante del pericolo e se azzardate a fermarlo mette immediatamente fine alla conversazione bofonchiando strane parole, che solitamente cominciano per vaffa e finisco in ulo. #sangueblu
  • Il frettoloso – Sfumatura della precedente categoria: è sempre di fretta, ad ogni ora del giorno e della sera. Ogni vostro tentativo di contatto sarà interrotto da un vadodifretta o un ciòdafa’. Vive la sua vita alla ricerca del miglior tempo sul giro. #poleposition
  • Lo scroccone/affarista – È subdolo, malizioso, logorroico e soprattutto paraculo – ma ha anche dei difetti. Potete proporgli qualsiasi prezzo, lui giocherà a ribasso. E se non potete modificare il prezzo, be’, quantomeno dovete regalargli qualcosa, e che diamine! Crede di essere in un suq a contrattare per dei tappeti e probabilmente proverà a pagarvi in cammelli: è paziente e tenace, un vero osso duro. #mercanteinfiera
  • Il collezionista di informazioni – Non comprerà mai nulla, è lì solo per chiedere informazioni. Poi le rivende al dettaglio e così sbarca il lunario, lucrando sul vostro lavoro. Non dategli mai informazioni, sono pericolosi. Più sanno e più vorranno sapere. #infopoint
  • Il paranoico/complottista – Avrà da ridire su qualsiasi cosa voi starete promuovendo: potrebbe essere il frutto di un complotto delle multinazionali, oppure un modo delle agenzie di sicurezza internazionali per controllarci. E voi, siete soltanto schiavi del sistema. #illuminato
  • La coppia – La dinamica di coppia nella promozione pubblicitaria è assai dinamica e stimolante: se siete una donna, probabilmente sarà l’uomo a voler acquistare e la donna a remarvi contro; per i maschietti a volte succede l’inverso. C’è una costante però in questi improvvisati triangoli promozionali: alla fine della discussione, nella coppia, decide sempre la donna. #matriarcato
  • Il tecnico – Vi propone domande impossibili sulle specifiche tecniche del prodotto, oppure improbabili utilizzi dello stesso. Nessuno conosce le risposte alle sue domande e, probabilmente, quest’ultime nemmeno esistono. #scienziatopazzo
  • Il chiacchierone – È l’unico tipo di cliente che si avvicina autonomamente: non è un uomo, ma una mitragliatrice di parole. Piacevole a sentirsi come una protasi al condizionale, il suo unico scopo è quello di perdere tempo e, naturalmente, di farlo perdere anche a voi: comincerà a parlarvi della sua vita e vi rintronerà così tanto che alla fine non solo non comprerà nulla, ma vi convincerà anche a lasciargli il vostro portafogli, purché se ne vada e vi lasci in pace. #enjoythesilence
  • Il seduttore – Esperienza unicamente appannaggio delle hostess, il seduttore striscia subdolamente alle vostre spalle e vi avvolge lentamente come un boa constrictor a suon di complimenti squallidi e occhiate da pesce morto alle vostre grazie. Banale come una promessa elettorale, sobrio ed elegante come uno zio ubriaco ad una prima comunione, fastidioso come quella zanzara che vi ronza nell’orecchio mentre state prendendo sonno, è il perfetto mix tra il Supercafone del Piotta e un corteggiatore di Uomini e Donne. #machetupadreènladro?
  • Il nonnetto/la nonnetta – Non hanno idea di che cosa gli stiate vendendo, ma vi ascoltando ugualmente e, talvolta, solo per farvi contenti, lo comprano anche. Vi chiedono che cosa studiate, quanti anni avete e, se meridionali, a chi siete figli. Abbracciateli: è il modo più percorribile e realistico che avete per avvicinarvi a una pensione. #largoaigiovani
  • Il gentiluomo – Una figura mitologica, a metà tra un mecenate e un angelo custode; più raro delle figurine di Poggi e Volpi, più raro di una donna che ammette di aver torto, più raro di un uomo realmente in grado di fare due cose contemporaneamente. Sta lì, vi ascolta, acquista, vi ringrazia e vi augura buon lavoro. A volte, soltanto per i più fortunati, vi offre anche il caffè. Ma non fateci l’abitudine. #animalifantastici

 

Danilo Iannelli


 


Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è tutt’altro casuale, ma frutto dell’esperienza critica dell’autore.
Con il presente articolo non si intende offendere nessuno, ma solo strappare una risata a chi legge.
Sono ben accetti sia consigli che critiche.

3 thoughts on “Lamento di un promoter per caso”

  1. Hai dimenticato lo straniero per finta! Io passo oltre i venditori esclamando con accento straniero che non parlo la loro lingua (o fingendo di essere inglese, se sono in Italia). E ho pure fatto la hostess. Non c’è speranza.

    1. Il finto straniero – fortunatamente – ancora non mi è capitato! Comunque vediamo, perché se raggiungo un buon numero di suggerimenti posso pensare di fare un articolo bonus.
      Grazie!

  2. Divertente il tuo articolo, si legge volentieri! Ho fatto la promoter anch’io per un periodo secoli fa, ma ad una fiera di settore e devo dire che forse è più facile destare l’interesse.

Rispondi