Jacksonville: una storia americana

È una domenica come tutte le altre in Florida, nella città di Jacksonville. Nel centro commerciale della cittadina, nel Jackson Landing Complex, precisamente nel GLHF (Good Luck Have Fun Game Bar) alcuni ragazzi si stanno sfidando nel girone di qualificazione per raggiungere i sedicesimi di finale del Madden N.F.L. Championship Series, un torneo di videogiochi di football americano. Un torneo organizzato tutte le estati da Ea prima dell’inizio della stagione di football, molto popolare tra i ragazzi americani appassionati di videogiochi.

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Le partite solitamente vengono mandate in diretta streaming nel canale Twitch, seguito da ragazzi che vogliono apprendere qualche trucco o suggerimento dai giocatori più esperti. Durante una partita, intorno alle 13.30, un puntino rosso si accende su uno dei due giocatori. È un laser, un laser per migliorare la precisione del colpo di una pistola. Pochi istanti dopo si sentono degli spari, il gioco viene immediatamente interrotto, l’immagine video dei due giocatori sparisce, ma l’audio rimane acceso. Si sentono distintamente grida di panico e 13 colpi di pistola. Un pomeriggio all’insegna dello sport virtuale e della competizione si trasforma in un incubo ad occhi aperti, nello stesso bar due ragazzi vengono uccisi a sangue freddo, 11 rimangono feriti, 9 con ferite da arma da fuoco. Il centro commerciale diventa improvvisamente un campo da guerra, i ragazzi scappano e si nascondono dove possono, nel giro di pochi minuti arrivano polizia e vigili del fuoco.

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Lo sceriffo di Jacksonville, Mike Williams, ha identificato il primo sospettato e molto probabilmente l’unico nel ragazzo di 24 anni David Katz di Baltimora. I motivi del suo atto sono ancora sconosciuti. Katz dopo aver sparato, si è puntato la pistola alla testa e si è ucciso. Al momento F.B.I e l’Agenzia Governativa del tabacco, alcol, armi da fuoco e esplosivi stanno partecipando alle indagini.

La Florida è stata teatro di tragiche stragi per arma da fuoco, ricordiamo la strage nel liceo del Parkland, questo stesso anno, con 17 morti e la sparatoria nel night club in Orlando con 49 morti. Il governatore Rick Scott ha sottolineato la necessità di cambiamento e del capire in cosa si sta sbagliando. Scott in una dichiarazione ha sottolineato la necessità del capire perché alcuni giovani ragazzi desiderano buttare via la propria vita, o del perché non danno alcun valore a quella altrui dando la priorità nel voler risolvere questa grave situazione. La deputata del Congresso Gabrielle Giffords, co-fondatrice dell’“Organizzazione alla prevenzione di violenze di armi da fuoco” ha dichiarato che ancora una volta l’intera nazione deve volgere il proprio sguardo, in questo caso verso la Florida, con il cuore colmo di amarezza e di profondo dolore.

Il sito Gun Violence Archive conta nel 2018: 9.578 morti per arma da fuoco, 18.801 feriti da arma da fuoco e 236 Mass Shooting. Le domande sono sempre le stesse: quanta sofferenza e dolore dovranno sopportare i cittadini americani per colpa di stragi con armi da fuoco? Quanto ancora dovranno aspettare prima di essere testimoni di un rinnovamento delle leggi sull’acquisto e il possesso di armi da fuoco al fine di rendere più sicure le città e i luoghi pubblici? Sempre più persone sono stanche di tutto questo sangue versato, sono stanche di piangere sulle tombe dei propri cari e sono stanche di tutte le scuse che vengono usate per difendere la lobby delle armi.

Una buona parte dei cittadini desidera un cambiamento radicale. Ora non rimane che aspettare le parole del primo cittadino d’America: Donald Trump.

Oscar Raimondi

 

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