Sulla cresta dell’Honda la vita è una Cambogia

La notizia è di quelle poco importanti, ma per la sua assurdità ha squarciato come un fulmine il ciel sereno fin troppo sgombro dell’estate calcistica: Keisuke Honda è il nuovo c.t. della Cambogia.
Chi? Cosa? Dove? Andiamo per ordine.

Per rimanere in tema di cieli, Honda è stato in Italia la più classica delle meteore. Centrocampista offensivo mancino in grado di giocare in quasi tutti i ruoli dell’attacco, il giapponese arrivò al Milan nel gennaio del 2014, portando con sé in dote 252 partite giocate tra Nagoya Campus, VVV-Venlo e CSKA Mosca, condite da 55 assist e svariate decine di assist.
A Milano fu ben lontano dallo yōkai le cui punizioni su YouTube hanno incantato mezza Europa: più che uno spiritello malvagio fu infatti un fantasma. Sostanzialmente sotto l’ombra della Madonnina fece quello che fanno molti suoi connazionali: il turista, niente più e niente meno.
Dopo 81 presenze e 9 soli gol distribuiti in tre anni e mezzo, scade il contratto con i rossoneri e il fantasista giramondo si accasa in Messico, al Pachuca, dove resterà soltanto per un anno.

È infatti notizia di soli pochi giorni fa la sua firma con il Melbourne Victory, in Australia, ma Honda sembra non accontentarsi: parallelamente ai suoi ultimi anni da calciatore, il 32enne giapponese percorrerà un’altra strada, quella di commissario tecnico.

Proprio ieri infatti Keisuke Honda è stato presentato come c.t. della Cambogia, impegno a cui terrà fede tenendo conferenze video con staff e giocatori una volta a settimana da Melbourne, vista anche la distanza non propriamente esigua che separa la città dell’Australia sud-orientale e la capitale cambogiana Phnom Penh (6900 km circa).


Non è affatto rara nella storia la figura dell’allenatore-giocatore: la leggenda del Liverpool Kenny Dalglish, Greame Souness con i Glasgow Rangers, Ruud Gullit e Gianluca Vialli in rapida successione al Chelsea, fino ai più recenti Gianluca Zambrotta al Chiasso, Rino Gattuso al Sion ed Edgar Devids al Barnet.
Lo stesso si dica per allenatori di club che contemporaneamente sono c.t. di nazionali: Guus Hiddink che allenava Chelsea e Russia o Fatih Terim con il Galatasaray e la Turchia, giusto per fare un paio d’esempi.
Mai però si era visto fino a ora a discreti livelli un calciatore che fosse contemporaneamente commissario tecnico. Auguri dunque a Keisuke Honda, che poi magari ci farà sapere come gestirà la situazione fra l’8 novembre e il 15 dicembre, quando la Cambogia sarà impegnata nella Suzuki Cup e lui dovrebbe scendere in campo nel campionato australiano col Victory.

Paolo Palladino

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