Mucha style

Considerato da molti un artista visionario, Alphonse Mucha è uno dei maggiori esponenti dell’Art Nouveau: corrente artistica nata agli inizi del XX secolo che lo stesso Mucha  contribuì a diffondere e definire.

L’influenza di questo talento artistico è ancora fortemente tangibile ai nostri giorni; famoso per le sue insegne commerciali e le locandine del mondo dello spettacolo, il “Mucha Style” ispira ancora fortemente il campo delle arti raffigurative.

Nato a Ivančice, in Moravia (regione dell’attuale repubblica ceca),  si forma a Vienna e a Parigi, città in cui raggiunge l’acme della sua fama.

Mucha diventa famoso quasi per caso. Diciamo che si trovò al posto giusto nel momento giusto: infatti realizza la celebre locandina della commedia “Gismonda”, in cui la protagonista era l’attrice Sarah Bernarth, anche detta “ la divine Sarah”.

L’intesa tra i due fu l’inizio di una collaborazione e un sodalizio che portò l’artista alle luci della ribalta.

Parigi impazzì letteralmente per Mucha che non si limitava a realizzare manifesti teatrali (come la c.d. Gismonda, la Medea, La Signora delle Camelie, etc..), aventi come soggetto la  divina Sarah disegnata con linee sinuose e voluttuose, ricche di decorazioni floreali che poi, appunto, divennero il tratto distintivo di questa nuovo modo di fare arte, ma l’artista ceco realizzò anche linee di gioielli, posate, copertine di riviste, calendari ovviamente tutte decorati nel singolare stile Mucha.

Ciò che contribuì particolarmente a renderlo riconosciuto a livello internazionale fu proprio il suo approccio visionario e la necessità incessante di creare; egli sotto questo aspetto fu indiscussamente moderno.

Tratto peculiare della sua arte è la capacità di disegnare soggetti molto simili e conformi  tra loro, eppure sempre diversi e costantemente nuovi.

Le figuri femminili realizzate dall’artista sono sensuali, dallo sguardo languido, atemporali, sono donne forti e al contempo delicate, rese tali dall’uso di colori pastello; occupano il centro della rappresentazione e contribuiscono a colmare con quello che sembra essere un peculiare horror vacui , ogni centimetro della superficie raffigurativa, ed ecco che, quindi, compaiono sulla scena ghirlande intrecciate ad elementi naturali di ogni tipo, i capelli sono talvolta sciolti o acconciati in modo assai particolare.

Ma è importante sottolineare che il genio Alphonse Mucha non è solo questo, non è solo il portavoce di uno stile che va a diffondersi e permeare ogni aspetto della vita borghese. Egli è anche un fervido patriota, crede nell’unità della sua patria e l’attaccamento ad essa lo dimostra tramite una delle più celebri opere mai realizzate dall’artista, “l’epopea slava”, un progetto colossale che prende forma lentamente e comprende più di venti tele: ciascuna di esse rappresenta una vicenda storica del popolo slavo.

Interessante quindi la versatilità della sua figura, sia nella vita che nella poetica. La  modernità del suo pensiero lo ha portato ad essere un personaggio molto amato, ma anche criticato, nel panorama degli inizi del ‘900 per cui il suo lascito ha contribuito enormemente a plasmare il mondo in cui noi oggi viviamo.

Giorgia Nicchiarelli

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