Agosto

Un alveare vuoto
Abbandonato
E roventi celle
Vacanti, chiuse
Senza vita
Senza abitanti


Spettrali viandanti
Vagano invano
Negli assolati meandri
Di un deserto urbano

E una serranda alzata diventa oasi
E il crepitio di un nasone tempesta
Che scalfisce il cuore
Le ossa

Eppure la vita si offre e
Si dona, mai doma

Anche in questa Roma
Spoglia
Come una battona

E ti cerca, ti chiama
Ti ammicca
Come una puttana

Ma tu, dal fondo d’un soffocante fosso
Rispondi: “Mi spiace,
Non posso”
E intanto il caldo, lento, t’uccide

Mangiati dalla noia
e immersi nella luce
Come in una salamoia
Che spella il volto

Non v’è un’ombra
Non v’è un posto
Dove non riposi la fatica
Di questo vivere inane

Questo deserto può esser nostro
Per un’ora
O forse un mese
Almeno finché sarà agosto

 

Danilo Iannelli

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