Il genocidio dimenticato: persecuzione di Rom e Sinti

Disprezzo e diffidenza nei confronti della popolazione Sinti e Rom furono espressi ben prima del 1933 con varie leggi ed ordinanze di espulsione. Le discriminazioni verso questa minoranza non sono mai state nascoste ed esse erano ben radicate nella Germania precedente alla Seconda Guerra Mondiale.

Sebbene tutte le istituzioni dell’epoca concordassero che il miglior modo per integrarli fosse renderli stanziali ed educarli, quando questi piani dovevano essere  attuati, i cittadini si opponevano alla loro presenza nei propri comuni. Dopo il 1933 la situazione peggiorò con rincari degli affitti, continue vessazioni da parte della polizia, restrizioni sulla concessione dei permessi per il commercio ambulante ed espulsioni.
Le Leggi di Norimberga non nominavano espressamente la minoranza, ma essi vennero comunque declassati a cittadini con minori diritti. Venne creato un apposito Ufficio Centrale per la lotta contro il vagabondaggio degli zingari e con l’ordine di Himmler iniziarono studi specialistici con lo scopo di capire l’origine di queste comunità. Essi vennero suddivisi in due categorie: gli zingari di sangue misto (suddivisi a loro volta in base alle percentuali di sangue tedesco o zingaro) e zingari veri e propri. Dalla primavera del 1938 vennero arrestati ed internati nei campi di concentramento Sinti e Rom per motivi di pubblica sicurezza con l’accusa di “asocialità”.
Si riteneva inoltre che possedessero una sessualità aggressiva e sfrenata, ca
pace di portare ad un inevitabile decadimento delle generazioni future tedesche tramite l’incrocio.

Quando nel settembre del 1939 in tutto il Reich fu proibito il nomadismo, iniziò il censimento degli zingari e degli zingari di sangue misto da parte delle autorità locali. Fu dato l’ordine nello stesso mese di deportare “30000 zingari” verso la Polonia, mentre per i Rom e Sinti che abitavano le zone orientali il genocidio sarebbe potuto essere facilmente mimetizzato, poiché lontano dagli occhi della popolazione tedesca. Il 16 maggio 1940 iniziò la deportazione organizzata delle famiglie Sinti e Rom dal territorio del Reich. Il 29 gennaio del 1943 venne disposto dall’Ufficio centrale per la sicurezza Nazionale la selezione secondo precisi criteri di “tutti gli zingari di sangue misto, gli zingari rom e gli zingari appartenenti a tribù zingare di sangue non tedesco di origine balcanica” e l’invio dei gruppi di famiglie verso il campo di concentramento di Auschwitz, dove furono sottoposti a terribili esperimenti pseudopsichiatrici coordinati dal medico del campo, Mengele.
Nel 1944 l’intero “campo-zingari” fu liquidato. Il genocidio non venne compiuto solo ad Auschwitz, ma anche a Chelmno, Kulmhof, Treblinka, Majdanek e tramite esecuzioni di massa in Croazia, Polonia, territori del Mar Baltico, Serbia, Ucraina e Crimea. Le stime affermano che circa mezzo milione di Sinti e Rom persero la vita.

Jovana Kuzman

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