Non condivido, né giustifico: ma purtroppo comprendo

Il locale della stazione è pieno: dopotutto è l’ora di punta. Un brulicare indistinto invade lo starlounge. Vago con lo sguardo, alla ricerca di un tavolino completamente libero, ma niente. Allora scelgo il più vicino: ci sono due uomini e un posto vuoto.
  «È libero?»
 «Sì, prego.» Il cameriere, con le sue decine di occhi incastonati nel cranio, mi individua celermente. In questo, bisogna riconoscerlo, sono di gran lunga superiori a quelli umani. Gli chiedo una tazzina di starcoffee: annuisce e striscia in direzione della cucina.

 «Ah… Ma non erano meglio i camerieri umani?» sbuffa l’uomo seduto accanto a me; è un omaccione rubicondo, dallo sguardo sincero e due grossi baffi bianchi.
«Ah, sempre a lamentarvi! Ma non lo vedete quanto sono efficienti?» gli risponde un uomo distinto e slanciato, dalla barba curatissima e le smartcorneas.
«Ma quale efficienza ed efficienza? Io non mi fido di questi musi verdi che strisciano, con tutti quegli occhiacci sulla testa! Ma poi ha sentito che odore? Qualcosa di immondo! Ma che diamine mangiano? Me…»
«Ah, lei è il classico terrista! Ma non vi vergognate? Ma non avete un po’ di empatia per questi individui? Siamo stati noi umani ad andare a conquistare e sfruttare i loro pianeti! E adesso, dopo che li abbiamo scarnificati come le carcasse dai rapaci, non solo ci sorprendiamo, ma ci lamentiamo persino che vengano a cercare fortuna qui sulla Terra! Ma lei che cosa farebbe al posto loro? Che cosa farebbe se sul suo pianeta ci fosse la guerra – che noi, e lei lo sa bene, abbiamo scatenato! – resterebbe lì a morire di fame, sempre con la paura di essere colpito da una scarica di laser o di essere fatto a pezzi da una granata al plasma, oppure tenterebbe un improbabile e fortunoso viaggio interstellare per cercare di sopravvivere?»
«Ah, avete il disco registrato voi intergalassisti! Ma quale guerra! Qui non si tratta di empatia! Ma non lo vede anche noi sulla Terra come siamo messi? Recessione, disoccupazione, inquinamento! E chi più ne ha più ne metta! Io non dico che non li voglio aiutare, ma… Aiutiamoli sul pianeta loro! Perché devono venire qui a rubarci il lavoro? Perché dobbiamo mettere così a repentaglio la nostra cultura? Io non sono specista, ma… A me non piacciono, non mi fido, che cosa vuole che le dica?! Perché non li accoglie tutti a casa sua, visto che le piacciono tanto? Puzzano, sono pieni di strane malattie, molestano le nostre donne, vendono ai nostri ragazzi quelle porcherie che si inalano! E…»

Il cameriere torna con la mia tazzina di starcoffee. L’uomo con i baffi tace e lo guarda di sbieco. Faccio per mettere la mano alla tasca, ma l’uomo con la barba curata mi precede.
 «Quanto?»
«Tre like, prego.» dice il cameriere, mascherando abbastanza bene il suo accento alieno.
L’uomo avvicina il suo polso alla cassa mobile e il cameriere va via soddisfatto.
«La ringrazio. Ma posso sapere, cortesemente, il perché?» gli chiedo sospettoso.
«Vorrei sapere il suo parere riguardo la suddetta questione.» mi risponde mellifluo l’uomo.
Sorseggio lo starcoffee per prendere tempo, ma è troppo bollente e mi scotto la lingua.
«Che cosa devo dirle…» comincio «Il nuovo governo della Repubblica Terrestre è stato eletto da poco e con risultati abbastanza evidenti. La Lega Terrestre e il Movimento Infinite Galassie hanno la piena fiducia dell’elettorato. E non vale a nulla la posizione poco chiara di Forza Terra e Fratelli Terrestri, perché hanno i numeri per governare e, sopratutto, sono appoggiati dagli elettori – si figuri, talvolta persino da chi non li ha votati! E, non vale a nulla apostrofarli come betisti – o come andava di moda qualche secolo fa, populisti – perché sono riusciti a conquistare la fiducia di molte persone. Le basti pensare che l’episodio della scorsa settimana – con quella navicella zeppa di alieni, tenuta in orbita intorno alla Terra per interi giorni e poi dirottata su Marte – che ha fatto storcere il naso a non pochi, in realtà ha trovato l’appoggio della maggior parte degli elettori. Quindi che cosa le devo dire…»
«Bene ha fatto il Ministro del Globo! È finita la pacchia per gli alieni! La Terra ai terrestri! Rimandiamoli sul pianeta loro!»
«Lei è uno specista analfabeta!» urla allora l’uomo delle smartcorneas; l’uomo dai baffi bianchi si trattiene a stento. «Quindi lei è d’accordo con loro?» prosegue.
«Non ho detto questo. Non condivido, né giustifico: ma purtroppo comprendo.»
«Ovvero?» 

«Vede, io credo che l’uomo, nonostante il progresso tecnologico, resti pur sempre un animale: quando si sente in pericolo tende a far branco e il primo nemico diventa sempre colui che è diverso. Non possiamo aspettarci empatia da esseri che hanno passato la propria storia ad odiarsi, discriminarsi e uccidersi tra loro in base alle più insignificanti differenze somatiche e culturali; abbiamo smesso relativamente da poco,  ma soltanto dopo secoli di omologazione culturale e biologica. Al di là di questo, posso però dirle che sono anche i comportamenti come i suoi, arroganti e boriosi, ad aver portato i betisti al governo: il precedenti governi del Partito dello Spazio Democratico e l’Unione Interplanetaria hanno grosse responsabilità. Essi si sono rivolti principalmente alle élite, abbandonando la gente comune alle loro ansie, tradendo la loro fiducia. Si ricordi che il branco, soprattutto quando ha paura, ha bisogno di leader, non di capi: e i leader non sono coloro che promulgano idee eticamente giuste, ma coloro i quali convincono il branco che non solo le proprie idee siano giuste, ma siano le uniche in grado di garantirgli la salvezza. E quando il branco ha paura, le idee diventano via via sempre più estreme, a tinta unita, senza possibilità di sfumature… Ecco un’altra cosa che credo riguardo l’uomo: purtroppo egli non impara mai dalla Storia.»
I due mi guardano abbastanza perplessi. L’uomo con i baffi bianchi sembra non aver capito se gli abbia dato ragione o meno, mentre l’uomo dalle smartcorneas sta elaborando una risposta, magari facendo una rapida ricerca sul web per non rischiare di dire qualche baggianata. Non do il tempo né a uno né all’altro di rispondere.
«E ora scusate, ma devo proprio scappare. Ho una lezione di Storia da sostenere e, come avrete capito, credo che sia una materia di fondamentale importanza.»
Bevo lo starcoffee tutto d’un fiato. Mi scotto la lingua, ma fa lo stesso. Non posso rischiare di perdere il teletrasporto delle sette e un quarto.

Danilo Iannelli

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