Anni per sopravvivere
al mistero che non ti so dire
che non sapresti prendere.
Mani
intorno al collo
come  circoli viziosi
plasmati da dita fameliche.
Vizio
che cade come piuma
nel nostro tempo appeso
tra fili di colpa – il Credo del mio amore.
La nostra preghiera
come fuoco acceso da bambini
consumato da sensi corrotti
di questi anni da schiavi.
Sottomessi dalle nostre spine dorsali
scappiamo dall’occhio dell’altro.

Eppure rimani,
tra giorni sciupati dai nostri silenzi.
Ti riprendi il quotidiano del mio sentire.

Ma la Luna ha voluto
che il mio cuore non abitasse più sotto la tua costola.

Cecilia Calistri

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