Perché Francia ‘98 è il mondiale più bello di sempre!

Per gli amanti di quei 22 uomini che rincorrono un pallone per novanta minuti (più recupero) il mondiale è sempre un qualcosa di speciale!

Giovedì 14 giugno si apriranno le porte dello stadio Luzhniki di Mosca dando il via alla ventunesima edizione della coppa del Mondo Fifa, una kermesse che potrebbe far parlare di sé più che per il calcio giocato (a mio avviso non dovrebbe fornire grosse sorprese), per ciò che potrebbe accadere fuori (il livello di sicurezza è ai massimi livelli tra hooligan, possibili attacchi terroristici e azioni dimostrative contro Vladimir Putin e il suo governo).

Ma di questo Mondiale parlerò in maniera più accurata una volta conclusa la finale!

Questa volta mi piacerebbe dare risalto al mondiale di venti anni fa (iniziato per la precisione il 10 giugno), quello che a mio avviso è da considerare come il mondiale di calcio più bello di sempre! Un mondiale pieno di storie forti ed emozioni che si susseguirono nei 31 giorni della competizione, terminati con un finale degno di un thriller!


Ad assicurarselo fu la Francia, battendo la concorrenza di Marocco, Inghilterra e Svizzera.

Francia ’98 fu un gavettone che mi aprì gli occhi su quanto potesse essere bello il calcio internazionale, venendo immediatamente rapito dai colori della cerimonia inaugurale, dalla colonna sonora, cioè “La copa de la vida” di Ricky Martin (rimane ancora oggi la canzone più bella scritta per i Mondiali) e dalla mascotte, Footix, un galletto dalle sembianze antropomorfe la cui apparizione iniziale nell’intro del videogioco “ World Cup 98” per la Playstation 1, con sottofondo la canzone “Tubthumping” dei Chumbawamba, resta una delle scene che associo con maggior piacere alla mia infanzia.

Fu il mondiale che inaugurò la formula attuale a 32 squadre divise in 4 gironi, con le prime due qualificate agli ottavi di finale con successiva eliminazione diretta fino alla finale, l’introduzione del Golden Goal, regola che assegnava la vittoria alla squadra che per prima riusciva a segnare nei tempi supplementari e che servì alla Francia per superare il Paraguay agli ottavi di finale, la regola delle 3 sostituzioni e la lavagnetta luminosa per indicare i minuti di recupero!

In campo c’erano senza dubbio i calciatori più forti del pianeta. La lista è lunga, ma tanto per citarne alcuni: Rivaldo, Roberto Carlos, Salas, Zamorano, Laudrup, Henry, Zidane, Thuram, Hierro, Raul, Oliseh, Chilavert, Stam, Seedorf, Davids, Hagi, Blanco, Kahn, Matthaeus, Bierhoff, Mihajlovic, Nakata, Owen, Beckham, Shearer, Crespo, Batistuta, Ortega e il 2 volte Fifa World Player (1996, 1997) Ronaldo (su di lui torneremo più avanti).6ba4a.jpg

Un mondiale particolare anche per le squadre debuttanti! La prima da citare è la Giamaica, squadra simpatia della competizione che riuscì anche a vincere una partita contro il Giappone evitando l’ultimo posto. Poi l’Iran, messa in un girone da caschi blu con Germania, Jugoslavia e Stati Uniti dove nulla poté contro lo strapotere delle due squadre europee, ma ottenne una vittoria contro gli Stati Uniti che acquistò un sapore tutt’altro che calcistico! Infine la Croazia, che con giocatori come Stanic, Suker (capocannoniere del torneo con 6 gol) e Boban conquistò le semifinali, eliminando con un secco 3-0 ai quarti la Germania e dominando per lunghi tratti la Francia, che però riuscì a vincere quella partita (doppietta di Thuram) e conquistare la finale relegando al terzo posto la squadra dell’Europa orientale.

E l’Italia? L’Italia del ‘98 ha Cesare Maldini in panchina, Bobo Vieri in attacco e gli italiani divisi se sia meglio affiancare a Vieri Roberto Baggio (al suo ultimo mondiale) o Alessandro Del Piero (finalista in Champions League con la Juve e capocannoniere di quel torneo con 10 reti). Il cammino dell’Italia, purtroppo, finì amaramente ai quarti di finale contro i nostri cugini, calcisticamente mai amici, dei francesi. Per la terza volta consecutiva a sancire la nostra eliminazione furono i calci di rigore e a fermarci in quest’occasione fu una traversa! (Ma la vendetta è un piatto che va servito freddo e chi di rigore ferisce di rigore perisce e sarà proprio una traversa 8 anni più tardi a consacrarci campioni del mondo contro i francesi!)

A disputare la finale con la Francia fu il Brasile, squadra di assoluti fuoriclasse che conquistò la finale con un percorso caratterizzato da più ombre che luci. In questa parte della storia s’inserisce Ronaldo Luis Nazario De Lima. Se ci fossero ancora i cantori greci probabilmente paragonerebbero il calciatore brasiliano ad Achille: entrambe macchine perfette, invincibili in campo, ma vulnerabili: per l’eroe della mitologia greca era il tallone, per Ronaldo il ginocchio destro, incapace di sostenere il peso di un quadricipite troppo sviluppato. Questo ginocchio fu trattato dai medici di Barcellona, Inter e Brasile con la stessa cura con cui si tratterebbe un vaso appartenuto alla dinastia Ming. Ma il dolore spesso va oltre le cure certosine e le attenzioni: bisogna ricorrere alle punture.

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Poche ore prima dell’ultima partita, le ombre presero il sopravvento! Alle ore 14, Ronaldo accusò un malore (chi dice causato da crisi allergica dovuta a un’iniezione di cortisone e xilocaina sul ginocchio sinistro sofferente di tendinopatia bilaterale, chi una contrazione del nervo vagale a seguito di un eccessivo carico stressante). Fu portato d’urgenza alla clinica “Les Lilas”, per degli accertamenti che diedero risultati negativi (i tracciati non furono mai resi pubblici). A un’ora dall’incontro le formazioni ufficiali diedero titolare Edmundo accanto a Bebeto. L’ultima distinta però sorprese tutti: il numero nove del Brasile è in campo! Anche in questo caso, le storie sono molteplici. Chi sostiene fosse una mera scelta tecnica dell’allenatore convinto dal giocatore stesso, chi sostiene che dietro a tutto questo ci fosse lo sponsor Nike (autore per altro del fantastico video dei calciatori brasiliani che giocano in aeroporto), il quale figlio di alcune condizioni presenti nel contratto decennale stipulato con la squadra brasiliana avrebbe insistito sulla titolarità del giocatore, che si sarebbe dovuto confrontare con il volto della società rivale Adidas, cioè Zidane. A giocare quella partita però fu un parente alla lontana di quel calciatore due volte miglior giocatore Fifa, autore di 4 gol nella competizione e protagonista di giocate capaci di umiliare gli avversari. A giocare quella partita non fu il Brasile! La Francia si sbarazzò dei brasiliani con un netto 3-0 (doppietta di Zidane, gol nel finale di Petit) ma più dei festeggiamenti di Zidane e compagni, ciò che rimase impresso nella memoria di tutti fu l’immagine di Ronaldo che scende a fatica le scalette dell’aereo che riporta la squadra a Rio de Janeiro e la successiva dichiarazione alla stampa (“Voglio solo dimenticare”).

Un episodio che rimane ancora adesso poco chiaro, da annoverare nelle pagine più buie del calcio moderno.

Da ricordare, inoltre, in questo mondiale il particolare stile della nazionale rumena che si presentò con i capelli biondo platino, la rivincita della “Mano de Dios” tra Argentina e Inghilterra (vinta dagli argentini), l’esonero dell’allenatore dell’Arabia Saudita dopo la prima partita, la rosa della squadra francese figlia della storia coloniale. In questo mondiale successe letteralmente di tutto!

Insomma, quello del ’98 fu un vero e proprio evento pop sia dentro sia fuori dal campo, che catalizzò su di sé gli occhi di tutto il mondo (tra l’altro senza neanche un post, un tweet o una storia sui social) segnando la linea di confine calcistica tra il passato e i giorni nostri (nel bene e nel male).

Ed è per questo che è il mondiale di Francia ’98 il più bello di sempre!

Marco Paoloni

 


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