Un Carnevale delle culture

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A Berlino non si festeggia il Carnevale, o perlomeno non quando lo fanno gli altri. A ridosso del mercoledì delle ceneri la città è sorprendentemente tranquilla, niente caramelle, niente cravatte tagliate in occasione della Weiberfastnacht, il Carnevale delle donne, come avviene in altre parti della Germania e del mondo. Per questo a Berlino c’è il fine settimana di Pentecoste: il Carnevale delle culture (Karneval der Kulturen) è una festa di strada che da oltre vent’anni costituisce un evento pacifico a favore della multiculturalità, si vuole celebrare la diversità e lo si fa in maniera colorata e rumorosa. La manifestazione è nata nel 1966 come reazione ai primi grandi atti di violenza di matrice razzista dai tempi della seconda guerra mondiale, ovvero quelli di Rostock-Lichtenhagen, dove gli alloggi in cui vivevano richiedenti asilo vietnamiti furono dati alle fiamme mediante bombe Molotov. Anche al giorno d’oggi questo carnevale va visto come una manifestazione, come una discussione allegra e pacifica su temi politici e sociali, riuscendo a divertire e al tempo stesso a volgere lo sguardo alla varietà culturale della capitale tedesca. Dunque ogni anno il fine settimana di Pentecoste diventa un’occasione per lasciare spazio alle associazioni e alle varie comunità di Berlino, affinché possano divertirsi, parlare di temi rilevanti e richiamarvi l’attenzione. Il carnevale è una manifestazione per “persone di ogni età e di ogni contesto culturale, da ogni quartiere di Berlino, che hanno così la possibilità di rendersi visibili in tutto il mondo” (karneval-berlin.de).

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Anche quest’anno i quattro giorni del fine settimana di Pentecoste sono stati dedicati al Carnevale delle culture e come ogni anno sono stati organizzati spettacoli in vari luoghi della città. Il culmine della manifestazione è stato come sempre il corteo della domenica di Pentecoste, che è iniziato sotto ad un sole splendente verso le 12.30 con 300 ballerine e musicisti del Sapucaiu no Samba che si sono esibiti fino alle 21.00 a Kreuzberg nei tre chilometri di strada fra Hermannplatz e l’incrocio di Yorckstraße con Großbeerenstraße. Oltre 4000 partecipanti su 66 carri sono usciti all’aria aperta e hanno richiamato l’attenzione su di sé con musica e danza. Deve essere un viaggio nel mondo grazie a musica e danza e proprio così è stato. Con i carri della parata i partecipanti e le associazioni possono esprimere ciò che vogliono e, sebbene il focus principale della festa siano il multiculturalismo e quindi temi attuali come la globalizzazione e la crisi migratoria, ci sono anche gruppi che si impegnano esplicitamente per questioni politiche. Quest’anno 13 carri riguardavano temi come la solidarietà per il Nicaragua, i diritti delle donne e la libertà di parola, ma anche i tagli a scapito dei giovani. Oltre allo scambio politico e culturale i vari gruppi sono stati incoraggiati a parlare di qualsiasi cosa ritenessero importante per la loro causa, ad esempio il gruppo Love Korea! ha cercato di coinvolgere varie generazioni nella sua esibizione. Carnival Explosion ha invece presentato gli steel pan, ovvero degli strumenti a percussione inventati negli anni ’30 a Trinidad e Tobago, essi sono fatti utilizzando vecchi bidoni e vengono adoperati in competizioni con orchestre composte soltanto da questi strumenti.

Il carnevale è anche un’opportunità per incoraggiare e rendere omaggio alle persone che si sono distinte per il loro impegno nella cultura e per riconoscere il loro lavoro. Poiché non c’è da pagare un biglietto d’ingresso, chiunque può partecipare; quest’anno 600.000 persone hanno assistito alla parata e in totale il festival ha quasi raggiunto il milione di visitatori fra il giovedì e la domenica. Per quanto riguarda l’aspetto economico, il festival è finanziato dai fondi del Senato, che quest’anno ha messo a disposizione 830.000 € per la sua realizzazione. In questo modo viene garantita l’organizzazione dell’evento anche negli anni a venire. C’è inoltre una giuria che valuta la parata e assegna dei riconoscimenti in varie categorie: sostenibilità, miglior ballo e/o miglior musica, miglior gruppo di bambini e ragazzi, migliore formazione, migliori costumi e scenografie, miglior tema, miglior realizzazione e miglior carro.

Oltre alla parata hanno avuto luogo molte altre iniziative nella zona di Blücherplatz. Nella Heilig-Kreuz Kirche è stata suonata musica da tutto il mondo e si sono svolti i riti della Pentecoste, in vari luoghi sono stati organizzati concerti, rappresentazioni teatrali in strada e feste. Parallelamente al Karneval der Kulturen è stato organizzato in maniera indipendente un carnevale per bambini, che ha affrontato il tema del declino degli impollinatori e della sindrome dello spopolamento degli alveari con lo slogan “Dimmi dove sono le api, dove stanno?”. C’erano 300 stand che vendevano cibo e prodotti artigianali provenienti da tutto il mondo, nella cosiddetta “area verde” c’erano invece workshop, bancarelle e punti informativi di organizzazioni che si impegnano per la sostenibilità e la tutela dell’ambiente e del clima.

Secondo la polizia e i vigili del fuoco, impegnati su larga scala, l’atmosfera era allegra e pacifica a parte alcuni piccoli scontri, molte persone si sono truccate e mascherate per godersi i giorni di festa e divertirsi.

Lea Hüntemann
Traduzione di Federica Fabrizi

Bibliografia

Foto: © Kirsten Hermann & Julia Grass 2018; © Anna Bahcivanoglu 2018

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