CR7 Confidential

È stato bello giocare con il Real Madrid”.
Parole che annunciano un addio. Tutto nella norma, se non fosse che questa dichiarazione arriva subito dopo la vittoria della terza Champions League consecutiva dei
blancos e a pronunciarla non è uno dei tanti panchinari di lusso, ma niente meno che Cristiano Ronaldo. Calcisticamente parlando siamo sopra l’Enola Gay e CR7 ha appena sganciato una bomba atomica sull’ancora dormiente stagione di calciomercato!

In ballo, però, ci sono troppi perché:

1) Perché farlo proprio in quel momento?

2) Perché andarsene?

3) Dove andare?

Un vero e proprio mistero! Ho letto troppi libri gialli e visto dopo pranzo centinaia di puntate del detective Conan e sento di poter dare le risposte a queste domande incompiute. (Ma prima debbo calarmi nel personaggio assumendo un atteggiamento da protagonista chandleriano e indossando il mio deerstalker, per intenderci il cappello di Sherlock Holmes e Basil l’investigatopo!)

Ma veniamo al dunque!

Perché farlo proprio in quel momento? Il regista Sorrentino fa dire al personaggio Jep Gambardella: “Io non volevo solo partecipare alle feste, volevo avere il potere di farle fallire!”. Deve essere stato più o meno questo il pensiero di Cristiano Ronaldo, nella notte della tredicesima Champions League vinta dal Real Madrid. Notte in cui la prestazione sul campo dell’attaccante portoghese è stata tutt’altro che da pallone d’oro e le luci della ribalta si sono concentrate sulle papere del portiere avversario Karius. Un’onta per chi sin da piccolo è abituato ad attirare l’attenzione su di sé e solo un’affermazione del genere aveva il potere di cancellare e riportare l’ordine delle cose.

Perché andarsene? Il primo ostacolo è lo stipendio. L’attaccante portoghese guadagna 21 milioni di euro l’anno, meno di Neymar Jr e di Lionel Messi. Con le sponsorizzazioni riesce ad arrivare a 95 milioni di euro, superando il fenomeno brasiliano, ma non il suo rivale storico Messi, che con gli sponsor riesce a incassare 126 milioni di euro. A questo punto bisogna fare una digressione e pensare alla storia di Ronaldo, segnata dal desiderio di primeggiare, sempre e ovunque. Siamo di fronte a un calciatore che ha vinto 5 Champions League – secondo solo alla leggenda madridista Paco Gento che alzò per ben 6 volte il trofeo più importante in Europa – 5 volte il pallone d’oro (con un sesto forse in arrivo), miglior marcatore di sempre della nazionale portoghese e via discorrendo, continuando con una serie di primati da lui conquistati. Per meriti sportivi dovrebbe essere il calciatore più pagato in assoluto. Ma non lo è.

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I soldi, allora, non sono più un problema e scatta qualcos’altro: ingratitudine nei suoi confronti, sia per quello che sta facendo per il club sia per i suoi traguardi individuali – a conferma di tutto ciò, il rifiuto del giocatore a gennaio di un adeguamento contrattuale di 9 milioni di euro condizionato dalla conquista di trofei collettivi e individuali; rifiuto condizionato dalle lusinghe del presidente del Real Madrid Florentino Perez a Neymar Jr la notte del quinto pallone d’oro conquistato dal portoghese. Un altro motivo è da riscontrare nella posizione di partente di Karim Benzema, giocatore prezioso per CR7 grazie alle sue caratteristiche e ai suoi movimenti in campo. Infine abbiamo un motivo più romantico, cioè quello di iniziare una nuova avventura rimettendosi in gioco considerato ormai chiuso il capitolo con spagnolo.

Dove andare? (A questo punto, nella mia stanza adibita a ufficio investigativo bussa alla porta un tale. Lo faccio entrare. Dice di sapere con certezza la prossima destinazione di Cristiano Ronaldo. Gli faccio cenno di sedersi e di presentarsi. Dice di chiamarsi Italiano Medio e che il prossimo anno il calciatore portoghese vestirà la maglia del Napoli, perché il ragazzo ha dichiarato recentemente di aver visto una figura paterna in Carlo Ancelotti, o quella della Juve, che cerca un sostituto di Mandzukic, o quella dell’Inter, preso atto della decisione del gruppo Suning di investire per rendere competitiva la squadra nella prossima Champions League e della disponibilità della maglia numero 7, visto il mancato riscatto di Cancelo. Lo congedo a mal parole). Lasciare Madrid, sì, ma per dove? Cina, Emirati e Stati Uniti hanno le capacità economiche per dare uno stipendio ancora più monstre dell’attuale, con la possibilità di farlo diventare lo sportivo più pagato in assoluto, ma per un ragazzo di 33 anni che afferma di avere un’età psicofisica di 23 anni e di voler smettere di giocare a 41 si può considerare un’opzione scartabile.

Parlando di Emirati, una possibilità è il Paris Saint Germain! La determinazione del Real Madrid nel sostituire Cristiano Ronaldo con Neymar jr aprirebbe come scenario uno scambio tra campionissimi (e sarebbe uno scambio tutt’altro che svantaggioso per la squadra degli Champs-Élysées). C’è da vedere però la volontà dell’attaccante portoghese, che andrebbe in un campionato poco competitivo come quello francese e per di più al servizio di un allenatore alle prime esperienze.

Se, invece, è alla ricerca di una squadra con un certo appeal, che giochi in un campionato competitivo, con una storia romantica alle spalle, tutti gli indizi portano a Manchester, precisamente casa United. Già perché il calciatore tornerebbe nella squadra che l’ha lanciato nel calcio che conta (acquistandolo a 18 anni dallo Sporting Lisbona) con cui ha giocato per ben 6 stagioni arrivando a vincere la sua prima Champions League e il suo primo pallone d’oro, In più ritroverebbe un allenatore come José Mourinho, che lo accoglierebbe a braccia aperte. Senza giocatori da scambiare, come unico ostacolo da superare si paleserebbe l’UEFA con i suoi parametri da rispettare, molto più severi rispetto agli altri anni date le spropositate valutazioni della precedente sessione di mercato estiva.

E se rimanesse a Madrid? Beh allora non si tratterebbe di un mistero, ma solamente di un volere e un capriccio giustificato di una star assoluta come Cristiano Ronaldo: primeggiare sia come miglior calciatore della storia moderna del calcio sia come ingaggio annuale più alto. Indicative, per altro, le parole di CR7 a plaza de Cibeles, palcoscenico degli ultimi festeggiamenti sportivi di tifosi e giocatori del Real Madrid, il quale, microfono alla mano, ci ha tenuto a rassicurare tutti con un Gracias… y hasta el próximo año

In un romanzo giallo spesso l’espediente per risolvere il caso è sotto gli occhi del protagonista e gli indizi sono serviti al lettore su un piatto d’argento. La soluzione di questo mistero? Elementare, Watson!


Marco Paoloni

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