Non ci resta che ridere

È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.

Cosa è successo il 27 maggio 2018?

  • Il Presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte è atteso alle 19 al Quirinale per la nomina dei ministri e la formazione del così detto “Governo del cambiamento”.
  • Dopo un’ora surreale Conte rimette l’incarico al Presidente della Repubblica Mattarella, che poco dopo tiene un drammatico discorso in cui spiega come l’irrigidimento dei partiti sul nome di Savona al Ministero dell’Economia abbia portato alla scelta drastica di fermare il nuovo governo sul nascere.
  • In preda alla confusione del momento si susseguono le dichiarazioni più disparate da parte dei vari leader politici. Si invoca l’impeachment – imprecisamente, dal momento che nel nostro ordinamento non esiste la possibilità di un impeachment vero e proprio, ma una messa in stato d’accusa nei casi di alto tradimento o attentato alla Costituzione da parte del Presidente della Repubblica. Si invoca il ritorno alle urne. Si invocano presunti tradimenti, colpi di Stato, sommovimenti popolari. Intanto scocca la mezzanotte della politica italiana.

 

Pillola blu.

Matteo Salvini


“L’Italia non è una colonia, non siamo schiavi dei tedeschi o dei francesi, dello spread o della finanza.”
“Vogliamo domani una data per le elezioni, altrimenti veramente andiamo a Roma. Dopo anni hanno gettato la maschera. Stavolta ci hanno fermato, ma non lo faranno la prossima volta.”
“Impeachment? Non entro nel merito di questi cavilli. Ci penso da domani. Ma Mattarella non mi rappresenta: ha rappresentato gli interessi di altri Paesi, non degli italiani.”

Luigi Di Maio

“Faremo in modo che alle prossime elezioni non ci sia lo stesso presidente.”
“La Lega non può tirarsi indietro su questa azione di responsabilità nei confronti del presidente della Repubblica, se no dimostra di non voler andare fino in fondo.”
“Organizzeremo delle manifestazioni nelle principali città italiane, delle passeggiate, dei gesti simbolici, tutto ciò che è possibile fare pacificamente per affermare il nostro diritto a determinare il nostro futuro. Il 2 giugno, il giorno della Festa della Repubblica, invito tutti a venire a Roma. È importante farci sentire e farci vedere perché già iniziano a circolare delle bugie.”

Matteo Renzi

“Salvini non voleva governare: ha fatto promesse irrealizzabili, ha paura delle sue bugie, altro che flat tax e Fornero. E quindi ha usato l’alibi di un ministro per far saltare tutto: vecchio stile leghista. Ma minacciare Mattarella è indegno. Sulle Istituzioni non si scherza.”

Potremmo stare ore a elencare tutte le altre dichiarazioni delle varie forze politiche e non. Potremmo scrivere fiumi di parole per elencare ogni singola falla nei discorsi dei Salvini o Di Maio di turno – e ce ne sarebbe da dire su questo punto. Potremmo e dovremmo analizzare il silenzio assordante della sinistra italiana (se ne esiste una), che ormai è ridotta a un cumulo di macerie e non sembra in grado di opporre nessuna resistenza all’avanzare dei populismi. Potremmo anche discutere su quanto probabilmente tutta questa sceneggiata sia dovuta a una strategia politica (e soprattutto elettorale) delle forze in campo, che però si siano lasciati sfuggire il controllo della situazione e stiano trascinando l’Italia in un baratro per dei capricci puerili. Potremmo lodare Sergio Mattarella, che è una delle ultime figure politiche di spicco rimaste in un contesto di degradazione totale della classe dirigente italiana. Non dovremmo però rischiare di trascurare il significato di un gesto che andava prevenuto e che ci mostra in tutta la sua crudezza la profondità della crisi italiana. Potremmo infine adagiarci sul trespolo di chi guarda gli altri dall’alto contestandoli per la loro mancanza di cultura o ingrossare le fila di chi grida le bestialità più idiote contro tutto e tutti.

Ma siamo a priori dalla parte della ragione, no?

 

Pillola rossa.

Il rischio più grande in tutta questa situazione è in primis culturale, che potrebbe portare (o ha già portato?) a conseguenze politiche gravissime. Se iniziamo a svuotare i concetti del loro significato tramite l’abbandono sistematico di ogni briciolo di pensiero critico, la strada non ci porterà a nessun tipo di società ideale promessa da queste fantomatiche forze politiche, ma diretti dentro un abisso dal quale sarà difficile uscire.

20 anni di Berlusconi hanno fatto terra bruciata in un Paese martoriato dalle diseguaglianze e da un latente conservatorismo egoista pronto a esplodere in ogni momento. Ma sarebbe troppo facile prendersela con il popolo, con la massa – cosa che del resto ha fatto il principale partito di “sinistra” dopo le elezioni. L’imbarbarimento della vita politica parte soprattutto da chi si trova in una posizione pubblica in grado di muovere le coscienze e da una noncuranza istituzionale che negli ultimi decenni ha raggiunto livelli inquietanti. E intanto c’è chi si prepara a pagare il prezzo più alto: gli apolidi, i residenti senza cittadinanza, i poveri, gli immigrati.

L’abisso è consequenziale se iniziamo a confondere la sicurezza con il razzismo casuale contro tutti, la libertà di parola con l’opinione impazzita e illogica, la democrazia con la terra di nessuno in cui vige la legge dell’homo homini lupus e tutti possono essere accusati di dittatura a cuor leggero. Se abbandoniamo la cultura, l’istruzione, il vivere gli spazi comuni civilmente, la solidarietà, per la falsa promessa che ormai tutti possano fare tutto è lì che fallisce uno Stato.

Che importa se non ho alcuna esperienza, posso candidarmi a Presidente del Consiglio e dare lezioni di Diritto al Presidente della Repubblica. Perché dovrei fidarmi della casta dei medici che hanno perso anni in un sistema sanitario caotico se su internet posso cercare i sintomi da solo e a un amico di un amico di famiglia un vaccino gli ha fatto perdere una gamba? Perché dovrei fidarmi dei “giornaloni” se quellochenonvidicono.it dice che siamo schiavi dell’Unione Europea perché noi poveri italiani siamo servi degli interessi economici degli USA e degli immigrati che ci vogliono conquistare, mentre Assad in realtà vuole regalarci la Siria direttamente, altro che guerra?

La lista potrebbe essere infinita, ma la situazione sta raggiungendo un livello di tragedia tale che è impossibile non trovare un lato comico. La quantità di battute (meme nel gergo da social network) nell’ultimo periodo sta raggiungendo un numero infinito. Anche di fronte a un discorso dal tono sacrale come quello di Mattarella non può non apparire un sorriso amaro di compassione verso quell’uomo lasciato da solo a difendere Roma dagli Unni.

Bisognerebbe prendere questa situazione come un punto di partenza per lottare, per opporre una resistenza seria e concreta e gettare le basi per un futuro reale, ma probabilmente la scelta più comune sarà quella di prendere entrambe le pillole in preda al panico, andare in overdose e svegliarsi la mattina con una grande confusione in testa pronti a sbraitare a caso ancora di più.

 

Che succederà ora?

La fantasia distruggerà il potere e una risata ci seppellirà.

Sì, sì… no, mo’ me lo segno.

Claudio Antonio De Angelis

SITOGRAFIA

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