A mia madre

Per tre mesi il suono delle sirene
ha scandito la tua vita.
Mi tenevi la mano
mentre le bombe cadevano sulla città,
stringendomi
mi cantavi ninne nanne
in una lingua di cui
ora so ben poco.

Venti anni in un paese straniero
hanno creato
calli sulle tue mani e rughe sul tuo viso,
e nel tuo desiderare
una vita migliore per me,
ti sei fatta forte in una realtà
che spesso ti ha considerata inferiore.

Nei giorni in cui credo che l’amore
non esista,
penso al tuo volto
e capisco cosa significhi
amare incondizionatamente.

foto in articolo.jpg

Jovana Kuzman

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