Luci e ombre sotto la Lanterna

La Sampdoria durante questa stagione ha dimostrato di essere una squadra imprevedibile sul campo quanto il suo presidente negli studi televisivi.

Infatti quest’anno la società di Massimo Ferrero ha allo stesso tempo stupito e deluso. Partiti ad Agosto con poca pressione sulle spalle dopo le cessioni pesanti di Muriel, Schick, Bruno Fernandes e Skriniar nessuno poteva immaginare che avrebbe trasformato lo stadio Luigi Ferraris in un fortino. Infatti calcolando solo le partite in casa la Sampdoria risulta essere addirittura la terza forza del campionato dietro solo a Juventus e Napoli.

Se i dati statistici riguardo le partite interne sono entusiasmanti purtroppo quelli delle partite giocate lontano dalla Lanterna sono inquietanti: solo 4 vittorie e ben 11 sconfitte. Il problema della squadra di Giampaolo sembra però essere di natura mentale poiché la maggior parte delle sconfitte sono arrivate contro avversari inferiori sulla carta (Crotone, Benevento, Sassuolo, Chievo Verona ecc.) mentre invece le vittorie sono state ottenute in stadi ostici come quelli di Firenze, Bergamo e Roma, contro i Giallorossi, oltre alla vittoria esterna nel derby. 

È infatti questa alternanza nei risultati che probabilmente costerà l’accesso all’Europa League ai Blucerchiati che possono comunque dirsi soddisfatti della stagione disputata. Infatti il gioco espresso è stato a tratti entusiasmante, specialmente nel girone d’andata. Ma cosa rende la Samp una squadra unica in questo campionato?

Il modello di gioco della squadra di Giampaolo è infatti sempre lo stesso, ovvero il 4-3-1-2, un modulo che non prevede l’utilizzo di esterni offensivi e che quindi richiede uno sforzo fisico per le mezzali non indifferente, non a caso ruoli ricoperti da Praet e Linetty, entrambi di 23 anni, a cui va abbinata una buona capacità di palleggio. Lo schieramento a rombo del centrocampo, e quindi il conseguente affollamento della trequarti avversaria, consente agli attaccanti e al trequartista di allargarsi e di dare ampiezza alla manovra (e in questo tipo di giocata Duvan Zapata da il meglio di se) costringendo i terzini avversari ad allargarsi e favorendo quindi gli inserimenti delle mezzali. Gli inserimenti dei centrocampisti però rendono complicata la fase difensiva poiché l’unico uomo che resta arretrato durante il possesso palla è Lucas Torreira, al quale è richiesto il più ingrato dei compiti, ovvero quello di fermare sul nascere l’azione avversaria e rilanciare una rapida controffensiva: in questo Torreira ha dimostrato essere un fuoriclasse diventando il miglior recuperatore di palloni di tutto il campionato (175 in 35 partite) superando in questa classifica specialisti del mestiere come Skriniar, Lucas Leiva e Allan. 

La fase difensiva della squadra di Giampaolo per essere compresa al meglio deve essere analizzata in due momenti differenti: a difesa schierata e nella gestione dei contropiede.

Nel primo caso i problemi sono dovuti principalmente alle difficoltà di posizionamento di Praet e Linetty, centrocampisti con un passato da trequartisti e quindi poco abili nel ripiegamento, mentre nel caso delle ripartenze i problemi sono dovuti alla scarsa rapidità di Ferrari e Silvestre.

Per chi volesse approfondire alleghiamo il link (https://www.youtube.com/watch?v=ZR6goH0vq2c) di Sampdoria-Chievo dove è possibile notare i pregi e i difetti di questa squadra. Se non avete ancora visto il primo gol in Serie A di Torreira poi…

Enrico Izzo

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