Instabilità e populismo di destra

L’Alternative fur Deutschland, nata nel 2013 a livello locale, è riuscita rapidamente ad espandersi negli anni successivi in diversi Stati tedeschi ottenendo sempre maggiori consensi. Nelle elezioni federali del 2017 è diventata il terzo partito vedendo, a differenza dei suoi avversari, nessun calo di voti, ma una notevole crescita. Entrata per la prima volta nel Parlamento pochi mesi fa, ora è alla guida dell’opposizione. Tuttavia, se inizialmente i suoi sostenitori si definivano di centro-destra, critici verso un’ulteriore integrazione europea e l’euro, oggi vediamo che in realtà i campi di interesse si sono ben discostati da quelli prettamente economici.

Nel 2015 la decisione della Merkel di accogliere centinaia di migliaia di rifugiati portò non poche critiche nel paese. Le preoccupazioni furono molte e di esse si nutrì l’AfD. Il partito cominciò così ad avvicinarsi sempre di più a posizioni xenofobe, antisemite e razziste tanto da diventare famoso internazionalmente proprio perchè alcuni toni e affermazioni di alcuni suoi esponenti ricordavano un periodo che la Germania, apparentemente, aveva fatto di tutto per dimenticare.

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Sebbene il partito cerchi di discostarsi almeno pubblicamente dal movimento Pegida (Patrioti europei contro l’Islamizzazione dell’Occidente), condannato da vari politici e da molti cittadini con marce e proteste per le posizioni estreme spesso a sfondo neonazista,  i due gruppi condividono la loro base di adesione. Questi supporters non si fanno molti problemi a mostrare la loro rabbia e delusione verso uno Stato che sembra essersi scordato della grandezza della Germania, ma che anzi ha preferito piegarsi al volere degli altri paesi e dell’Unione Europea. La popolazione tedesca è stata dal dopo guerra, secondo l’AfD, costretta ad un sistema di continua “Vergogna” per il proprio passato. Forte è stata non solo la critica per la costruzione del Memoriale dell’Olocausto a Berlino, ma anche alla mancanza di orgoglio per la patria che questa situazione di continua vergogna ha portato.

I temi sui cui il partito si concentra sono la chiusura delle frontiere, l’espulsione di tutti i rifugiati considerati provenienti da paesi sicuri e l’utilizzo anche di maniere dure per contrastare il fenomeno, tra cui fucili come affermato dall’esponente Frauke Petry. L’Islam è considerato incompatibile con la Germania e perciò tutte le moschee devono essere chiuse ed il burqa vietato. Per quanto riguarda l’ambiente anche qui prevale lo scetticismo tanto da proporre una notevole riduzione dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabili.


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Tra slogan sempre più polemici, un dura lotta per la formazione del Governo e una popolarità sempre minore lo scenario tedesco appare instabile e dunque non c’è da stupirsi che la Cancelliera Merkel ormai sembri focalizzata maggiormente sulle questioni interne.

La domanda rimane: riuscirà ad arginare l’AfD?

Jovana Kuzman

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