1001 titoli per il tuo romanzo #14

Dal diario di Lucrezia Soriano del 12/05/201*

“Credo che ormai siamo giunti al capolinea.
Il mio progetto non poteva ovviamente avere vita lunga, ma anzi… Sono riuscita anche a gestire nella miglior maniera quell’imprevisto di Stefano, che mi avrebbe potuto mandare a monte i piani ben prima. Peccato, perché di ispettori validi come lui se ne trovano pochi al giorno d’oggi… Putroppo però si è messo a lavorare sul caso sbagliato!
Suppur ripetutamente ostacolato, il mio progetto ha avuto buon esito: sono riuscita a ripulire questa città di quanti più lettori da fast food possibile. Avrei voluto continuare fino a eliminarli del tutto, ma purtroppo il cerchio intorno a me si è stretto ormai troppo, e continueranno a proliferare questi untori della falsa letteratura, che con le loro sciocche letture alimentano questo scellerato mercato di scartoffie prodotte da batterie di imbrattacarte pagati per sfornare un inutile best-seller all’anno. E io sono costretta anche a venderle, queste oscenità, pur di riuscire a piazzare, ogni milione di volumi utili soltanto per accendere il camino, almeno un libro decente; e per poter così continuare a fare il lavoro che sognavo fin da bambina.
Che fortuna aver incontrato il tenero Vittorio, che con la sua ingenuità e la sua fantasia mi ha permesso di perpetrare il mio modus operandi: crudele ironia, per quelle sanguisughe letterarie, morire in modi che avrebbero potuto prevedere se soltanto avessero letto i libri da me suggeriti.
Ma adesso è arrivato il momento anche per lui di uscire di scena, e sarà sempre lui a suggerirmi come al solito le modalità dell’omicidio. Fortunato è il cognome dello sfortunato Vittorio, e Fortunato è anche il nome del protagonista de “Il barile di Amontillado”, quel racconto di Poe che insieme alla sua raccolta egli rifiutò di acquistare la prima volta che ci incontrammo, prima di ordinare quel “1001 titoli per il tuo romanzo” che ancora giace qui in libreria, da qualche parte.
Il suo destino è stato già scritto da tempo.”

Dal diario di Stefano Guardalupo del 13/05/201*

“Oggi sono stato in libreria. Lucrezia è morta e il suo folle piano con lei.
Dopo aver visionato i risultati del test del DNA che confermavano le mie ipotesi, sono corso a “Il Corvo”. Era orario di chiusura, e nel negozio deserto Lucrezia stava mettendo in ordine i libri. Lei era stranamente calma, così io ho creduto che non sospettasse nulla. Ha mantenuto il suo aplomb anche quando le ho comunicato il suo imminente stato di fermo, il che ha insospettito me. Ha confessato tutti gli omicidi, e poi mi ha detto di aver tenuto un diario dal quale avrei potuto rintracciare tutti i dettagli necessari per il processo. Stavo già per aprire il cassetto che mi aveva indicato, quando mi sono improvvisamente ricordato del libro che mi aveva consigliato la prima volta che la incontrai e che avevo poi divorato in pochi giorni: “Fer-de-lance” di Rex Stout, nel quale l’assassino cerca di far fuori l’investigatore Nero Wolfe nascondendo un serpente velenoso nel cassetto della sua scrivania.
Immediatamente mi sono allontanato, e il suo volto è diventato una maschera di sale. Probabilmente vedendo svanire i suoi piani, la sua calma si è dileguata con loro, e ha cercato di fuggire di corsa verso l’uscita. L’ho bloccata, e nel suo tentativo di divincolarsi ha urtato uno scaffale che, dopo aver traballato per un istante, ci è franato addosso. Siamo rimasti bloccati sotto i numerosi volumi, e mentre cercavo di uscirne fuori sono arrivati i miei colleghi Donetto e Cimino che hanno tirato fuori me sano e salvo e il corpo esanime di Lucrezia. Aveva il cranio fracassato da un pesante volume rilegato, “1001 titoli per il tuo romanzo”, che giaceva sporco del suo sangue affianco a lei.
Immediatamente abbiamo perlustrato la libreria: non abbiamo trovato nulla che documentasse i suoi omicidi. Nel cassetto da lei indicatomi c’era effettivamente un serpente – che abbiamo fatto catturare e portar via – ma nessuna traccia del diario di cui aveva parlato. L’unico omicidio del quale attualmente risulta colpevole è quello del piccolo Edoardo ***, tredicenne, cementificato vivo. Io so bene che lei ha compiuto anche tutti gli altri omicidi, ma al momento non posso provarlo agli occhi della legge. Inoltre, e questo è quello che più tormenta, non riesco capire perché una donna così raffinata e colta come Lucrezia possa aver compiuti questi giusti di lucida ed efferata follia.
Ancora non riesco a credere di essere caduto nel suo seducente e voluttuoso tranello: non dico che provassi per lei già chissà quale alto sentimento, ma di certo i nostri incontri erano stati molto piacevoli  e iniziavo davvero a tenere a lei. Non so come l’uomo Stefano uscirà da questa storia – non ho avuto ancora modo di pensarci, fortunatamente – ma di certo l’ispettore e tutore della legge Guardalupo è pienamente soddisfatto di aver eliminato una così grave minaccia per degli innocenti.
Eppure c’è ancora qualcosa che non mi torna…”

Paolo Palladino
Danilo Iannelli

Per gli altri episodi:

1001 titoli per il tuo romanzo #1
1001 titoli per il tuo romanzo #2
1001 titoli per il tuo romanzo #3
1001 titoli per il tuo romanzo #4
1001 titoli per il tuo romanzo #5
1001 titoli per il tuo romanzo #6
1001 titoli per il tuo romanzo #7
1001 titoli per il tuo romanzo #8
1001 titoli per il tuo romanzo #9
1001 titoli per il tuo romanzo #10
1001 titoli per il tuo romanzo #11
1001 titoli per il tuo romanzo #12
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