Residui di un aprile

Residui di un aprile
Per chi marzo va a cambiare
Con le consultazioni,
Per chi cui non importa
Si lascia fuori porta
Ad altre distrazioni.

Periodi di maggio da concerti
Da amici vecchi e certi
di teli su di un prato.
Cicli di un tempo pur incerto
Di quell’amico esperto
Se pur disoccupato.

Giorni di sole temperato
Par giugno sia arrivato
Se pur con scuole aperte.
Giorni da congelamento
Razzi sopra firmamento
Syria sotto le coperte.

Agosto è già progetto
Voli e posti letto
Sin dopo la sessione.
Le isole rimaste
Non sabbia né aragoste
Di plastica un alone.

Nello spettro variopinto
Di amori e qualche pianto
Si vive spensierati,
Dentro un alternarsi
Di dolore di catarsi
Si resta equilibrati

Si cerchi di pensare
Al sole ed al mare,
Alle prossime ferie,
Senza dimenticare
In ombra a far marcire,
Del mondo le macerie.

Per non poi ritornare
Sotto i tavoli a tremare
A cercare una coperta,
A correre in cortile
In quel buon vecchio aprile
Di Roma Città Aperta.

Matteo Caruso 

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