La disillusione

Macchine ‘mpazzite, facce sgangherate
Che s’arincorono su ‘st’incrocio d’umanità
Perduta: e je tocca paga’ le rate
Ché so’ schiavi dâ vanità.

Io mî guardo… E svagheggio!
C’ho l’asfarto su ‘e radici
e ve faccio ombra sur parcheggio
Però… Vô ‘nzeppo de cicatrici.

E nun m’aspetto gnente, manco n’accortezza:
So’ solo ‘n poro pino, mica ‘n ulivo
La disillusione sarà la mia fortezza:
Guardo, scrivo, rido. Vivo.

Danilo Iannelli

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