La corsa per lo Spazio

Quando il 4 ottobre del 1957 l’Unione Sovietica lanciò lo Sputnik I, primo satellite artificiale ad essere messo intorno all’orbita della Terra, iniziò ufficialmente la corsa per lo Spazio che segnerà i due decenni seguenti.

Se da una parte i cittadini sovietici, ancora scossi dalla seconda guerra mondiale, vedevano questo evento con grande interesse e riponendo speranze nelle nuove tecnologie, per i cittadini americani fu il segno che, per la prima volta, il primato tecnologico non era più detenuto dagli Stati Uniti. Questo sentimento statunitense, chiamato “Crisi Sputnik”, portò l’amministrazione Eisenhower a creare la NASA nell’ottobre del 1958, una agenzia governativa civile responsabile per il programma spaziale degli USA e della ricerca aerospaziale, e ad una riforma dei programmi scolastici con un potenziamento dei fondi verso le materie scientifiche.  La vera natura di questa preoccupazione e attenzione verso la tecnologia aerospaziale fu legata anche al fatto che non solo i satelliti potevano spiare un’altra nazione, ma anche che le tecnologie utilizzate per mandare un missile nello spazio potevano essere utilizzate per inviare un’arma nucleare in una città nemica. Nel 1958 gli Stati Uniti lanciarono il loro primo satellite, l’Explorer I, e nell’anno seguente la corsa verso lo spazio si intensificò. Sebbene i primi due satelliti avevano uno scopo scientifico, l’operazione era focalizzata sul portare l’uomo nello spazio. Gli Stati Uniti, utilizzando razzi tedeschi catturati nel 1946, inviarono i primi esseri viventi nello spazio: i moscerini della frutta. Famosa divenne Laika, il primo cane nello spazio lanciato con la missione Sputnik 2, seguita da Belka e Strelka che nel 1960, dopo aver orbitato intorno alla Terra, riuscirono a ritornare.  Il 12 Aprile 1961 con la navetta Vostok 1 fu Yuri Gagarin il primo essere umano a raggiungere lo spazio, al quale seguirono altre missioni sia sovietiche che statunitensi.

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Con la presidenza di Kennedy e l’annuncio del programma Apollo, l’Unione Sovietica, inizialmente non tanto propensa ad un tale dispendio economico, rivide la sua iniziale titubanza nell’attuazione di un programma per voli di cosmonauti sulla Luna. Questa corsa verso la scoperta del satellite terrestre portò Kennedy a proporre a Chruscev la creazione di programmi congiunti, ma la proposta fu vista dal leader sovietico come un tentativo di sottrarre la tecnologia sovietica. Nel 1969 dopo vari tentativi fallimentari e dibattiti interni sui costi e sulla necessità di tali spese, i progetti sovietici di atterraggio umano furono rinviati e successivamente cancellati. Il 20 luglio del 1969 con la missione Apollo 11 Armstrong fu il primo essere umano a metter piede sulla Luna. Entrambi gli Stati continuarono con programmi spaziali, ma con il tempo la “competitività” tra i due divenne sempre più debole sia perché altri Stati iniziarono a sviluppare un proprio programma spaziale sia perché la stessa Guerra Fredda iniziò a rallentare. Nel 1975 avvenne quello che anni prima sembrava impossibile, una navetta sovietica, la Sojuz 19, si agganciò al modulo Apollo e storica divenne la stretta di mano fra i comandanti.

Jovana Kuzman

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