Il fiore distrutto: la storia di Villa Ludovisi

Noi amiamo camminare per Via Veneto gustando il ricordo delle immagini de La Dolce Vita, guardiamo l’ambasciata USA pensando a che fortuna abbiano gli yankees oppure rivolgiamo lo sguardo ai villini liberty.

Ma per avere quell’arteria iconica che prezzo abbiamo dovuto pagare? Roma era sempre stata, nelle sue epoche d’oro, invasa da giardini e ville dove i nobili patrizi antichi e moderni potevano godere della pace nell’ozio, della salubrità dell’aria, della vista dai loro angoli di mondo molto spesso aperti ai visitatori.

Residenze private o istituzionali che fossero, le ville romane non sono state salvate in toto dall’azione nefasta dell’uomo. Quelle costruite sotto il regno papale, che pure adesso sono il fiore all’occhiello della città, hanno perso molto a causa della speculazione edilizia di fine ‘800: la capitale tanto voluta dagli invasati intellettuali risorgimentali non era adatta agli standard dell’epoca.

Napoli soltanto aveva le dimensioni giuste per il regno novello ma il gioiello del papato era un frutto troppo succoso perché gli speculatori del nuovo regno non arrivassero a toccarla. Contiamo poi che non v’erano ancora leggi definitive per la tutela del patrimonio nel nuovo Stato italiano.

La nobiltà romana non poteva che buttarsi nella mischia e la complicità più sporca e abbietta fu quella dei Boncompagni-Ludovisi che nel 1883 firmarono con la Società Generale Immobiliare una convenzione per lo sfruttamento dei 30 ettari della tenuta cittadina.

Giusto per fare un po’ di storia: il terreno in origine era stato comprato dal Cardinal Ludovico Ludovisi nel 1621. Si trattava allora della vigna Del Nero, con il Casino dell’Aurora che era appartenuto al Cardinal Del Monte, protettore di Caravaggio.

05.1-Sito-Villa Ludovisi-Falda

L’anno dopo confluì nella tenuta il palazzo Orsini (si veda la foto), restaurato poi dal Domenichino ,e vennero succhiate nell’orbita della proprietà altre tre vigne lì vicine. La collezione d’arte dei Ludovisi era vastissima ed è ora ritrovabile a Palazzo Altemps. Sempre sul luogo v’erano gli armoniosi giardini di André Le-Notre, ora soltanto vagamente richiamati dai tracciati di via degli Artisti o S.Isidoro, che erano confinanti una volta con il boschetto privato oltre le mura.

La villa, nei cui confronti non poche volte i Ludovisi avevano manifestato un rapporto d’amore-odio, fu quindi lottizzata per una superficie di 200.000 mq nel 1883. Rodolfo Ludovisi aveva inizialmente favorito la costruzione di nuovi palazzi di potere per il Governo ma alla fine si rivolse al Comune per un quartiere residenziale. Il sindaco, Leopoldo Torlonia, a patto che la Società Generale Immobiliare s’accollasse le spese dei lavori, diede il lascia passare perfino contro il piano regolatore.

Non sopravvisse che il Casino dell’Aurora, reso poi Patrimonio Nazionale a lavori conclusi. D’Annunzio, Herman Grimm, Rodolfo Lanciani si scagliarono contro le speculazioni non potendo far nulla. In quegli anni molto era stato distrutto: il porto di Ripetta, la tradizione del palio dei cavalli berberi a Carnevale, le case di Michelangelo e Giulio Romano a Macel de’Corvi, le case che stavano sul futuro tracciato di via Nazionale o nella zona di Termini.

La palazzina venne inglobata nel nuovo Palazzo Piombino, residenza dell’infame Rodolfo Ludovisi principe, appunto, di Piombino. Alla fine, il palazzo fu venduto alla vedova reale Margherita di Savoia e nel Dopoguerra divenne Ambasciata USA. Il retro del palazzo preserva tuttora l’aspetto originale del lato che dava sui giardini.

La vecchia Roma era stata sventrata e sfregiata. Solo il collasso economico dei suoi stupratori nel 1887 potè fermare lo stadio avanzato dello scempio, lo svilupparsi della cancrena dell’Italia unita sul fiore più meraviglioso dell’Occidente. E i tentativi di distruzione non sono per niente conclusi.

Antonio Canzoniere

Una risposta a "Il fiore distrutto: la storia di Villa Ludovisi"

  1. una storia amara, purtroppo vera. E poi per cosa? per una via che per solo mezzo secolo ha avuto una sua attrattiva: oggi via Veneto è morta

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...