VROOOM & ROOONF

Benvenuta primavera! Tempo di gite fuori porta, fragole con la panna, Pasqua, pollini (ahimè!) e del campionato di Formula 1!

I primi semafori della
corsa di monoposto per eccellenza si sono spenti il 25 marzo ad Albert Park in Australia e per 21 domeniche il rombo dei motori favorirà il picco glicemico del pranzo domenicale conciliando per molti la pennichella sul divano.
O forse no!


Infatti se la primavera è da considerare il periodo naturale di rinascita e cambiamenti, la Formula 1 non fa eccezione, merito dei nuovi regolamenti della FIA (Fédération Internationale de l’Automobile) e
del colosso di telecomunicazioni e proprietario della competizione Liberty Media. La novità più rilevante riguarda lo spostamento di tutti i gran premi di 10 minuti e di quelli europei dalle 14 alle 15.10, scelta legata a mere esigenze televisive e d’intrattenimento, aumentando la fascia pre-gara e di conseguenza le inserzioni pubblicitarie (tradotto = ottenere più soldi).

Poi, oltre all’addio delle grid girl (per intenderci le “ombrelline”), abbiamo Halo. Non si tratta di una sfida tra piloti al famoso videogioco o della sostituzione degli inni nazionali con la canzone di Beyoncè, bensì di una protezione per il pilota che ha comportato un aumento della vettura di circa 14 chili, oggetto di molteplici sforzi ingegneristici per arrivare a raggiungere prestazioni aerodinamiche ottimali. Accontentato anche chi guarda questo sport nella speranza di un incidente rocambolesco al via, giacché le partenze sul bagnato non avverranno in regime di Safety Car.

Modifiche che da alcune primavere a questa parte hanno reso protagoniste le monoposto, supertecnologiche al limite del radiocomando, e dove a fare la differenza nella lotta al mondiale sarà l’affidabilità del veicolo e la gestione della Power Unit (trattasi di un complesso motore ibrido) ridotta a 3 cambi stagionali, con la scuderia tedesca Mercedes in pole position seguita da Ferrari e Red Bull (occhi puntati anche sulla Sauber coadiuvata dal ritorno in Formula uno dell’Alfa Romeo dopo vent’anni e guidata dall’enfant prodige scuola Ferrari Charles Leclerc).

Il tutto ridimensionando la spettacolarità e il fascino, sinonimi sportivi dell’automobilismo. Le sfide che si susseguiranno saranno ben lontane da quelle che hanno visto come interpreti Senna e Prost, Schumacher e Hakkinen, Lauda e James Hunt, dove a vincere non sempre era la macchina migliore ma di sicuro lo era il pilota  (se non sapete di cosa stia parlando cercate qualche video su YouTube).


Quel pilota, rappresentazione di un mondo glamour drammatico e romantico, sprezzante del pericolo, capace di raggiungere velocità sconsiderate in cerca di un sorpasso adrenalinico, in competizione curva dopo curva con gli avversari, se stesso e la morte: un mondo che non ci appartiene, lontano dalla realtà, ma che ci piacerebbe tornare a sognare, sul divano, dopo aver pranzato.

Marco Paoloni

 

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