Mondiale freddo

La temperatura media prevista nel mese di giugno a Mosca durante i Mondiali 2018 è di 62,2 °F (16°C).

La temperatura media prevista per i prossimi mesi nei rapporti diplomatici tra Russia e Gran Bretagna sarà indubbiamente più bassa.

Il 4 marzo 2018, alle 4.15pm, mentre in Italia si svolgevano le elezioni nazionali, il signor Sergei Skripal e sua figlia Yulia Skripal, entrambi russi, venivano trovati incoscienti e in grave stato di salute su una panchina di Salisbury, città nel sudovest dell’Inghilterra, Regno Unito. Il corpo investigativo britannico ritiene l’intera vicenda considerabile come un tentato omicidio. Il sergente Nick Bailey di Scotland Yard verte, allo stesso modo dei due civili di origini sovietiche, in condizioni gravi ma stabili. Investigazioni sul luogo dell’incidente da parte del Defense Science and Technology Laboratory hanno rilevato l’uso di una sostanza nervina conosciuta come Novichok.

Questo accattivante nome rimanda alle sue origini, risalenti agli anni settanta e ottanta, quando nell’Unione Sovietica furono sintetizzati diversi composti chimici così denominati. Novichok in russo significa “Nuovo arrivato”. Informazioni pervenute, naturalmente, solo dopo la fine della Guerra Fredda. Nel 1999, un gruppo di ufficiali della difesa degli Stati Uniti ha provveduto ad aiutare lo smantellamento di un intero centro di ricerca URSS in Uzbekistan adibito allo sviluppo e al collaudo di tali sostanze.

Ovviamente se ci si dovesse attenere semplicemente al paese di fabbricazione di un’arma per accusare qualcuno, Stati Uniti, Russia, Cina, e più di metà Europa avrebbero sulle mani il sangue di una buona parte delle vittime siriane dello Stato Islamico. Fortunatamente per molti, le quisquilie internazionali non fungono così e il collegamento con la Russia, oltre che dalla provenienza storica del gas nervino, nasce dall’identità di uno dei due bersagli dell’attacco. Sergei Skripal, sessantasei anni, è un ex agente dell’intelligence russa che, dopo la caduta del muro, ha provveduto per quasi un decennio a fornire al Regno Unito informazioni riservate sulla struttura e l’organizzazione dei servizi segreti russi (GRU). Nel 2004 è stato arrestato dal governo russo e dichiarato un traditore. Solo nel 2010 il Regno Unito è riuscito ad effettuare uno scambio diplomatico che ha permesso a Sergei Skripal di emigrare in Inghilterra e rifarsi una vita a Salisbury.

Nel 2006 si è avuta esperienza di un caso analogo, quando un ex agente del KGB passato al servizio di Sua Maestà, Aleksandr Litvinenko, è stato assassinato in un albergo a Londra, con molti indizi a carico del governo russo. Anche lì, nessuna prova sostanziale ma un’incrinatura pesante dei rapporti diplomatici.

Il Primo Ministro Theresa May, a fronte delle risposte del governo sovietico, definite derisorie e superficiali, ha conseguentemente deciso l’espulsione di ventitré diplomatici russi dal suolo britannico, dichiarando successivamente l’atto ‘una violazione del diritto internazionale’ da parte della Russia.

Non hanno fornito alcuna prova credibile che possa suggerire abbiano perso il controllo dell’agente nervino. Nessuna spiegazione su come questo agente possa esser stato utilizzato nel Regno Unito; nessuna spiegazione sul perché la Russia abbia un non dichiarato programma di armi chimiche in contrasto con il diritto internazionale. Al contrario, hanno tratto l’uso di un agente nervino di uso militare in Europa con sarcasmo, disprezzo, e arroganza”

Il Presidente Putin ha subito provveduto a rispondere a tali accuse, definendo questo comportamento ‘un delirio’ e ‘nonsense’. Di contro, il Cremlino si prepara dunque ad espellere ventitré diplomatici britannici dal suolo russo in un gioco politico analogo a occhio per occhio.

Il Regno Unito intanto ha trovato l’appoggio della Francia e degli Stati Uniti in una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla questione. “Adesso, un membro viene accusato di aver utilizzato un’arma chimica sul suolo di un altro membro. Questo consiglio perderà la sua credibilità se non riterrà la Russia responsabile.” ha dichiarato l’ambasciatrice statunitense Nikki Haley. Dall’altro lato, l’ambasciatore russo Vissaly Nebenzia ha accusato il Regno Unito di un falso attacco sul proprio suolo nazionale con l’intento di accusare la Russia e boicottare la sua figura in vista dei Mondiali. Rilevante l’assenza della famiglia reale e di ministri all’evento, come dichiarato da Mrs. May, mentre l’illuminante Boris Johnson ha parlato di un possibile ritiro della squadra inglese dalla competizione.

Alla fine della giostra, nel frattempo Vladimir Putin si è assicurato il suo quarto mandato consecutivo e la presidenza fino al 2024, con il 74% dei consensi e pesanti accuse di brogli elettorali ed elezioni truccate. L’opposizione rimane flebile e inerme di fronte al potere e al consenso ormai consolidato dal presidente russo, legalmente o con la violenza.

Le spie, le armi chimiche, le tensioni diplomatiche, un simil-Reagan, la minaccia della Russia, la guerra in Medio Oriente, un Consiglio di Sicurezza bloccato, i Mondiali.

Verrebbe da sperare in una Spagna ’82, non fosse per l’Italia fuori dal torneo. Un peccato, ma forse è meglio così. Madrid non è Mosca, e la prossima estate si prospetta decisamente più fredda.

Matteo Caruso


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