Hiv, giovani e disinformazione

Tra gli anni ’80 e ’90 diverse sono state la campagne mediatiche per far conoscere la pericolosità dell’AIDS, sindrome da immunodeficienza acquisita, e i metodi di contagio dell’HIV, un virus che aggredisce il sistema immunitario umano. Chiunque abbia dai 30 anni in su può benissimo ricordare il famoso slogan «Aids, se lo conosci, lo eviti, se lo conosci non ti uccide» e proprio per questo è paradossale invece come i giovani di oggi dell’AIDS sanno molto poco se non le informazioni captate nelle poche e rare lezioni di educazione sessuale.

Parlare di AIDS e HIV significa parlare di sesso, argomento che ancora oggi rimane un taboo per molte famiglie e scuole. Il sesso viene praticato sempre prima, ma la paura ormai sembra essere focalizzata sul rischio di gravidanze indesiderate.  Se le ragazze negli anni ’90 chiedevano informazioni e consigli su giornalini per adolescenti come Cioè, oggi i giovani sono lasciati soli nei lori dubbi ad internet, uno strumento meraviglioso, ma allo stesso tempo confusionario. Prendendo Yahoo Answer e le domande postate da adolescenti si capisce quanta ignoranza e quanta confusione ci sia sull’argomento. Non solo chi ha una vita sessuale promiscua o attua comportamenti a rischio viene contagiato, ma chiunque potrebbe essere portatore del virus Hiv.

Ecco 5 cose da sapere sull’HIV e l’AIDS:

 

a) L’ AIDS e l’HIV sono due cose diverse

L’AIDS è una malattia provocata dal virus dell’HIV. Non esiste un modo per eliminare completamente il virus una volta contagiati. Senza una diagnosi e adeguate cure un soggetto con HIV è destinato a sviluppare l’AIDS prima o poi. Proprio per questo motivo si capisce l’importanza di una diagnosi precoce poiché tramite l’assunzione di farmaci antiretrovirali un soggetto sieropositivo può avere una speranza di vita indefinita, pur rimanendo sempre portatore del virus.

Si è considerati malati di AIDS solo nel momento in cui il livello di viremia dell’infezione supera una certa soglia

 

b) Come ci si contagia

Il virus dell’HIV si trasmette attraverso lo scambio di fluidi corporei infetti: sangue, liquido seminale, secrezioni vaginali e latte materno. Il contagio non può avvenire tramite il contatto con la saliva e perciò il virus non si trasmette usando le stesse posate, lo stesso bicchiere o tramite baci.

Oggi si contrae l’HIV maggiormente per via sessuale, tramite rapporto non protetto. Sono considerate a rischio sia rapporti sessuali completi, sia rapporti orali ed anali.

Una persona sieropositiva non trasmette virus tossendo, starnutendo, abbracciando o stringendo la mano.

 

c) Prevenzione

Oltre ad evitare il contatto con sangue infetto e lo scambio di siringhe è fondamentale l’utilizzo dei preservativi durante tutto il rapporto sessuale.

 

d) Dove eseguire il test

Scegliere di sottoporsi al test per l’HIV non è solo importante per la nostra salute ma anche per quella di chi ci è accanto. Molti dei contagi avvengono proprio perché il portatore del virus non ne è a conoscenza. In Italia ci sono 130mila sieropositivi, ma il 15% non sa di esserlo. Il test per l’HIV può essere effettuato nei centri riferimento HIV/AIDS delle ASL ed ospedali, i centri di cura delle infezioni sessualmente trasmissibili e nei centri accreditati. In alcune strutture, come l’Istituto Nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, oltre a ricevere una consulenza informativa pre e post il test è completamente gratuito.

 

e) Il test in farmacia

Da pochi anni è disponibile nelle varie farmacie un test HIV fai-da-te. Il costo è di circa 20 euro e permette,se eseguito correttamente, di avere una risposta entro 15 minuti. Nella confezione è presente un bisturi, il quale dopo una leggera pressione crea un piccolo taglio sul dito precedentemente disinfettato. La prima goccia di sangue viene pulita mentre quella utilizzata per il test è la seconda. Il sangue sarà inserito in un apposito strumento monouso presente all’interno della confezione. L’autotest se usato correttamente ha una attendibilità vicina al 100%, ma nel caso di test positivo si consiglia di contattare il proprio medico e di ripetere il test tramite analisi del sangue.

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Jovana Kuzman

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