Vivere leggeri: la lezione del Rococò

L’arte è specchio del tempo. Tutti i suoi grandi scrutatori, amanti ed esperti notano che le età più forti e sicure portano all’assunzione di linee rette, precise, equilibrate. Le inquietudini o le tensioni dello spirito tendono invece a riflettersi in contrasti di ombra e luce, torsioni, figure tormentate, corpi massicci, horror vacui.

La gestione dello spazio è essenziale: le figure devono rendere l’ambiente respirabile o soffocante l’una in rapporto all’altra. Chi ama il barocco sa stare al gioco e si lascia trasportare dal turbine avvolgente dello stile. Ma il Rococò racconta una storia diversa.

Questo stile è figlio del Settecento galante, laico, sfarzoso. L’antico regime non sa ancora quale sciame di invidia e veleno sta per scagliarsi contro il suo stile di vita. I pittori vengono chiamati all’opera per creare un’immagine della vita delicata, frivola, leggera, velata di nuances e malinconia sottile.

Il tempo è fugace, la gioia passeggera, da prendere con intensità e amore dell’istante. La ragione va a braccetto con la sensualità e la malizia. I libertini vogliono vedere ed essere visti in un gioco di perenne strategia.


I più grandi descrittori di questo momento felice, aureo e fuggente sono perlopiù francesi ma l’Italia tira fuori un asso vincente che ribalta il gioco: Giambattista Tiepolo (1696-1770), veneziano virtuoso del pennello, illusionista commovente e malinconico, dal tocco di velluto, rapido e aereo.

Il pittore veneziano sarà artista completo, sia d’arte religiosa che di potere. Il mito e la Bibbia sono frequenti soggetti delle sue opere. Le ambientazioni sono sfarzose, avvolte in tonalità azzurrine e rosee, velate, chiare e trasparenti.

Centrale per la sua formazione sarà l’ispirazione datagli da un altro grande artista veneziano, Paolo Veronese (1528-1588), specializzato nella rappresentazione del lusso, della magnificenza lagunare ma con un senso del turgido che si perde in Tiepolo.

I suoi personaggi sono pervasi di morbidezza e malinconia, stagliati spesso contro un cielo di un azzurro luminoso, con nuvole soffici ed impalpabili o architetture fantasiose create dal suo collaboratore Girolamo Mengozzi Colonna. Il suo capolavoro, in mezzo a numerose e meravigliose opere, è però l’affresco dello scalone della residenza del principe von Greiffenclau, vescovo di Würzburg, uno degli affreschi realizzati tra 1751 e 1753.

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I francesi giocano invece su un campo diverso: quello del pittoresco e della voluttà. François Boucher (1703-1770) sarà il pittore della marchesa di Pompadour e di Marie-Louise O’Murphy, amanti di Luigi XV. Concentrerà la sua attenzione su ambienti naturali, boschivi, pervasi di luce, abitati da dee, ninfe e figure femminili giovani, fresche, di una sensualità dolcissima e che oggi farebbero scandalo.

Watteau (1684-1721) dà molta più importanza alla composizione in generale: nel suo celebre quadro Imbarco a Citera del 1717, suo saggio di entrata per l’Accademia di Belle Arti, le figure sono incastonate in un paesaggio molto più vasto di loro, dove il verde alletta e accoglie figure del mondo galante. La scenografia ed il tocco devono molto a Tiziano per il tonalismo e Rubens per la resa plastica dei corpi, ma senza i movimenti eccitati delle figure di questi. Tutto è fresco e asciutto, non fa sudare.

Fragonard (1732-1806) invece cattura l’attimo che passa in un istante concentrato. Fotografo furtivo e denso di simbologia libertina, conosciamo di lui quadri famosissimi come La lettrice (1776), Il chiavistello (1777) e L’altalena (1767). Importante ricordare come la tenda rossa del letto del secondo dipinto indichi proprio come la stretta dei due amanti la furia del sesso che sta per esplodere e la scarpetta della protagonista dell’ultimo quadro riveli una relazione clandestina con perdita della verginità (la scarpetta che scivola via del piede).

Una lezione di sottigliezza, malizia e dolcezza è quella del Rococò, memoria di un tempo dove la leggerezza è la regola, la felicità un passo di danza sopra le tristezze della vita.

Antonio Canzoniere

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