Meno Europa

Fa indubbiamente ancora caldo per parlare delle elezioni. Perlomeno con un atteggiamento eccessivamente fazioso. Poche ore sono trascorse dal conteggio delle schede, i pensieri politici ancora fremono per le dichiarazioni dei vittoriosi e degli sconfitti, e i risultati necessitano prima una pacata e serena analisi

Il consiglio è di estraniarsi per un attimo dal proprio contesto nazionale, oltre il sentimento di ognuno di noi verso la personale croce delineata con sicurezza o con andamento incerto sopra il logo della propria speranza, e poggiare attentamente l’occhio sul pensiero degli altri Paesi, dell’Europa e del mondo. Lungi dal pensare che Londra, New York, o Parigi abbiano la soluzione o la corretta visione del nostro piccolo universo tricolore. Tuttavia, in queste ancora roventi ore, un confronto con l’ambiente esterno può rivelarsi un’utile stimolazione verso riflessioni distaccate da distorsioni soggettive e nazionalistiche.

Al mattino, The Guardian pone in prima pagina ‘Gli elettori d’Italia lanciano un segnale di allarme all’Europa’ (Italy’s voters issue warning to Europe) analizzando nel proprio articolo un punto focale della vittoria del Movimento Cinque Stelle e della Lega (Nord), costituito dal loro forte euroscetticismo, oltre alle politiche anti immigrazione portate avanti in campagna elettorale.

Il New York Times dà meno spazio in prima pagina, sebbene provveda ad un interessante articolo sulle elezioni italiane le quali ‘danno una grande spinta all’estrema destra e al populismo’ (Italy Election Gives Big Lift to Far Right and Populists). Qui rimane interessante sottolineare come il quotidiano statunitense evidenzi il netto contrasto tra le vittorie della Cancelliera Merkel e del Presidente Macron, rispettivamente in Germania e in Francia, sui movimenti di estrema destra, e il risultato di queste elezioni italiane, le quali sarebbero state sicuramente una prospettiva quanto mai più apprezzabile per gli sconfitti Alternativa per la Germania (AfD) e Front National (FN).


Il quotidiano Le Monde, in un articolo di simil fattura, pone inoltre l’attenzione sul supporto che Matteo Salvini e il Movimento hanno ricevuto rispettivamente da Le Pen (FN) e Nigel Farage, dell’euroscettico Partito Indipendente del Regno Unito (UKIP), dopo questo successo elettorale.

L’Italia appare al mondo come dirottata su un percorso divergente da quello del resto del continente e dell’Unione Europea stessa. La Bonino e l’idea degli Stati Uniti d’Europa sembrano essere stati violentemente rigettati dal popolo italiano. Anche l’Europeista Partito Democratico sembra aver accusato una percossa dalla quale la ripresa sarà indubbiamente ardua. Le dichiarazioni di Salvini sulla moneta unica e sull’Europa non lasciano dubbi su una futura politica tutto fuorché pro europa, nonostante parrebbe sia stata abbandonata da tutti l’idea di un referendum simil-Brexit, come suggerito tempo addietro dal Movimento.

L’Europa è però in un trend positivo. La ripresa dopo la Grande Crisi sembra essere certa e le stime per la crescita nei prossimi due anni parlavano di un 2,0-2,2% alla fine del 2017. L’Italia rimane indietro rispetto ai colleghi membri in queste previsioni intorno ad un 1,0-1,3%, sebbene con una positività migliore rispetto ai precedenti mesi. La paura è di un divorzio di intenti in cui l’Europa proceda spedita fuori dalla crisi e la penisola arranchi dietro a pretese di autonomia non attualmente sostenibili dalla sua economia.

Più volte l’ormai papabile Presidente del Consiglio Salvini ha espresso apprezzamenti per le politiche economiche del ‘collega’ oltreoceano Donald Trump, soprattutto laddove riguardanti dazi e barriere doganali ad importazioni. Manovre che nonostante tutto, stanno portando agli Stati Uniti complicazioni con il commercio tra Canada ed Europa, con conseguenti e probabili danni all’economia statunitense, la quale basa il 70% del suo mercato di auto su importazioni europee. Il presidente Trudeau ha dichiarato questo comportamento ‘assolutamente inaccettabile’ e il suo ministro degli Esteri ha minacciato ‘misure di risposta’. Politiche analoghe da parte dell’Italia potrebbe comportare simili problematiche, se non peggiori considerata la grande differenza economica tra la penisola e gli Stati Uniti.

Più del 60% dei leader dei comuni del Regno Unito sono fortemente convinti degli impatti negativi che la Brexit avrà sulla loro economia locale. Lo scetticismo è tanto e in alcune aree la preoccupazione rimane forte. La Gran Bretagna resiste grazie alla sua moneta, storicamente forte e capace di resistere duri colpi rispetto ad un’ipotetica reintroduzione della lira italiana. Ciò nonostante, l’uscita dall’Unione non sembra stia portando finora vantaggi ad un’economia solida come quella di sua Maestà. Il debito pubblico italiano al 120-130%  è un palese deterrente per qualsivoglia dibattito di analogo stampo e questo dovrebbe esser tenuto allo stesso modo ben considerazione da Matteo e Luigi.

Una simile spinta euroscettica della classe dirigente italiana ha rischi di grande levatura per il futuro del Paese ed è necessario tenere in considerazione ciò per produrre un’attenta analisi delle possibilità presenti innanzi alla Repubblica. Tale potrebbe essere la grande ricaduta delle elezioni del 4 Marzo 2018.

Si tratta ovviamente di fatti che dovrebbero far riflettere solo rispetto alla prospettiva futura della politica economica italiana. Questo è il limite per rimanere oggettivi, distaccati a così poche ore dal voto. Per non sviluppare altre questioni di stampo sociale e di diritti umani che rischiano di trascendere in populismo e banalità.

Razzismo, fascismo, intolleranza, Ius Soli, nazionalismo, odio, pulizia di massa, Vinci Salvini, Meloni, Berlusconi, Renzi, Gentiloni, Di Maio, Grasso, Destra, Sinistra.

Ancora troppo presto per tali tematiche, c’è il rischio di scottarsi. Diamoci il tempo di raffreddarsi un minimo. Facciamo prima mettere pigiama e ciabatte a Mentana e lasciamolo riposare un attimo. Del resto, dopo ciò, serve a un po’ a tutti.

Matteo Caruso


List of References:

  • https://www.nytimes.com/2018/03/04/world/europe/italy-election.html
  • http://www.lemonde.fr/europe/article/2018/03/05/au-lendemain-des-legislatives-en-italie-les-tractations-politiques-s-annoncent-longues_5265974_3214.html
  • https://www.theguardian.com/world/2018/mar/05/italy-turns-back-on-europe-as-election-points-to-hung-parliamenthttps://www.independent.ie/world-news/italys-antimigrant-party-leader-says-euro-is-the-wrong-currency-36670606.html
  • http://www.huffingtonpost.it/2017/12/18/di-maio-vuole-uscire-dalleuro-se-si-fara-il-referendum-renzi-e-una-follia_a_23310567/
  • http://www.repubblica.it/economia/2017/11/09/news/ue_previsioni_economiche_autunno-180634046/
  • http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-11-24/l-europa-crescita-non-sia-solo-tattica-222242.shtml?uuid=AEh5GoHD
  • http://www.ilgiornale.it/news/mondo/servono-pi-trump-mondo-salvini-lancia-i-dazi-difesa-made-1487779.html#/senato/tempo-reale/1
  • https://www.vox.com/policy-and-politics/2018/3/5/17078978/trump-trade-war-deficit-navarro-steel-aluminumhttps://www.cnbc.com/2018/03/05/trumps-tariff-threat-on-european-cars-could-spell-big-trouble-for-germany.html
  • http://presidenza.governo.it/USRI/confessioni/norme/dl_122_1993.pdf
  • http://tg.la7.it/politica/migranti-salvini-pulizia-di-massa-con-maniere-forti-18-02-2017-112989
  • http://www.repubblica.it/politica/2018/02/03/news/raid_razziale_a_macerata_salvini_chiunque_spari_e_un_delinquente_-187953469/
  • https://www.theguardian.com/politics/2018/mar/03/council-leaders-across-uk-believe-brexit-will-hurt-local-economy

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