Minestrone di odio, con un pizzico di razzismo servito il 4 Marzo 2018

Elezioni politiche finalmente giunte, attendiamo questo giorno da quando il nostro ex premier Matteo Renzi si dimise dopo il suo show da Referendum.

Una campagna elettorale così vuota e insulsa non si vedeva da anni, confermano gli amici intono a me e i colleghi più sofferenti che ancora fino all’ultimo, alle ore 7 della domenica sera, si ritroveranno in difficoltà nell’affermare una propria decisione.

Oggettivamente si sta navigando in un mare di mediocrità e scialbe acque e qualsiasi “X” si andrà a posare per molti di noi rappresenterà soltanto una minima percentuale di quello che pensiamo, e nuovamente si rappresenterà la propria idea definita:Questo è il minor danno che posso recare al mio paese.”  

Se volessimo fare un quadro della situazione per quanto mi riguarda noto dilagare solo odio verso tutto ciò che ci circonda, in particolare chi prende le parti di un non italiano.


Amnesty International decide di creare un Barometro dellodio per il monitoraggio delle elezioni politiche 2018 e il dato è abbastanza triste, concludendo che viviamo in un’Italia intrisa di odio, razzismo e xenofobia.

A Macerata attualmente il fenomeno Luca Traini non si pente per il gesto che ha fatto e si raccomanda di stare lontano anche all’interno del carcere da detenuti di colore.
I nostri partiti però, nonostante professino pace, hanno deciso di fare silenzio stampa su quanto accaduto perché “È meglio non parlarne in campagna elettorale”,  dove ormai negli ultimi mesi la prima emergenza percepita dagli italiani non sono più la crisi economica o gli attentati terroristici ma l’immigrazione.

A Pavia vengono macchiati i campanelli degli “antifascisti” come se fosse una peste nera da ripudiare, il peggior cancro del nostro paese, ma fortunatamente il sindaco reagisce in maniera onorevolissima. È però solo un piccolo barlume di speranza all’interno di una città che è stata ufficialmente segnata da qualcosa di brutto e oltretutto quasi “anticostituzionale”, anche perchè il fascismo è ripudiato anche dalla nostra costituzione, ma evito di dilungarmi in dettagli futili.

Steve Bannon a Roma afferma: “Sento lo stesso clima pre-Trump: Italia cruciale per tutti i populismi”. L’ex stratega della campagna di Donald Trump, che si prende il merito della vittoria americana, sottolinea quanto sia determinante il populismo italiano (che lui ovviamente approva: è venuto proprio in Italia per studiarne i dettagli), dicendoci quante assonanze vi siano tra l’America il giorno del voto e l’Italia durante questo 4 Marzo.
Qui si vede la drammaticità della situazione, quando siamo noi probabilmente il risultato per una linea guida populista europea e non solo, accomunata non da solo un partito ma probabilmente da ognuno di loro che entra con estrema semplicità all’interno di questo circolo vizioso.
Giustamente proteste alzare le spalle e dirmi “Cosa vi è di male nel populismo?”

Questa manciata di fatti delineano il nostro perfetto scenario che è accumulato da molte parole forti: odio, fascismo, populismo e paura.
In tutto ciò vorrei aggiungere i dati dell’astensionismo che si prevedono più alti delle ultime elezioni.

Non penso che io debba trarre conclusioni, è compito di ognuno trarle da sé ed andare a votare con il massimo della responsabilità etica, morale e politica.

Giulia Olivieri

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