Disillusione elettorale

Nei bar, in fila alla posta, nei mercati, in attesa dal parrucchiere: se ne può sentir parlare ovunque nelle nostre città; manca ormai meno di una settimana alle elezioni politiche del 4 marzo e, giocoforza, esse sono il tema del momento. Mentre alla tivù i candidati giocano a chi spara la balla più grossa e si esauriscono le ultime esacerbate dispute pre-elettorali, anche le voci dei votanti cominciano ad alzarsi di tono; tra queste, una delle più forti e ricorrenti è quella che tra i denti sussurra, tra il rabbioso e il desolato, “io non voto“.

I sondaggi prevedono per le elezioni del 4 marzo un’astensione superiore al 30%, il che significa che circa 7-8 milioni di italiani non eserciterà il proprio diritto e dovere di voto: un vero e proprio partito del non voto. Se ci concentriamo sulla fascia degli elettori con l’età più bassa, quella che va dai 18 ai 25 anni, il dato si fa addirittura allarmante: sempre secondo i sondaggisti, soltanto un ragazzo su tre si recherà alle urne, il che significa che circa il 70% dei giovani italiani si asterrà dal voto; il dato migliora soltanto leggermente se si sale alla fascia che va dai 25 ai 30 anni: qui l’astensione dal voto si aggira intorno al 60%.

L’astensionismo non è di certo un fenomeno nuovo nella politica italiana: dalla metà degli anni Settanta, l’astensionismo elettorale è cresciuto continuamente e, se i sondaggi verranno rispettati, le elezioni del 4 marzo vedranno un ulteriore passo in avanti per questo dato allarmante. Ma perché così tanti italiani si astengono dall’esercitare il proprio diritto (e ripeto, dovere) di voto, dopo che si è tanto combattuto per ottenerlo?

La prima ipotesi, sicuramente quella più comoda e rassicurante, vede il popolo degli astensionisti raffigurato con le tinte scure del Canto III dell’Inferno della Commedia dantesca:

“Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d’ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle 27

facevano un tumulto, il qual s’aggira
sempre in quell’aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira. 30

E io ch’avea d’error la testa cinta,
dissi: “Maestro, che è quel ch’i’ odo?
e che gent’è che par nel duol sì vinta?”. 33

Ed elli a me: “Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ’nfamia e sanza lodo. 36

[…]

E io: “Maestro, che è tanto greve
a lor che lamentar li fa sì forte?”.
Rispuose: “Dicerolti molto breve. 45

Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ’nvidïosi son d’ogne altra sorte. 48

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa“. 51

E io, che riguardai, vidi una ’nsegna
che girando correva tanto ratta,
che d’ogne posa mi parea indegna; 54

e dietro le venìa sì lunga tratta
di gente, ch’i’ non averei creduto
che morte tanta n’avesse disfatta.” 57

Non credo però sia questa l’ipotesi più accettabile e percorribile; anche se certamente purtroppo una parte degli astensionisti possa essere fatta rientrare in questa categoria, ritengo che non siano queste le motivazioni che giustificano una siffatta emmorragia di elettori.

L’ipotesi più accettabile e realistica è quella della disillusione elettorale. “Che cosa voto a fare se non cambia mai nulla?” , questa è sicuramente la domanda retorica che più frequentemente si può udire tra le file del partito del non voto; o meglio, il voto viene forse inteso come un cambiamento di facciata che però non va a modificare le reali strutture del potere statale – sentito sempre di più (ma questo è un problema ormai secolare in Italia) come un nemico e non una garanzia per il cittadino. Le parole del candidato in campagna elettorale allora, suonerebbero alle orecchie dell’elettore astensionista più o meno come quelle rivolte da Tancredi allo zio Don Fabrizio nel celebre passo del romanzo Il gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa:

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.”

E i giovani? Essi sono toccati marginalmente e in maniera approssimativa dai discorsi politici: essi rappresentano – ed è un dato di fatto – una minoranza tra i votanti e dunque per un ipotetico candidato appare del tutto logico, seppur in una prospettiva miope, cercare i consensi in quelle fasce di età che rappresentano la fetta più sostanziosa degli elettori; inoltre una buona parte di essi sente estraneo – sicuramente per demeriti personali, ma senza dimenticare quelli educativi – il discorso politico, ritenendolo essenzialmente qualcosa che non lo riguarda – e ciò la dice lunga sulla percezione della democrazia in Italia.

Qual è dunque la tattica che le forze politiche adottano per convincere gli incerti ad andare a votare per il proprio partito? Semplice: spararla grossa, promettere la luna nel pozzo. Ciò inevitabilmente genera una spirale dalla quale è difficile venir fuori: si parte dalla delusione e la si cura con promesse irrealizzabili che non giungono mai a compimento; queste generano poi frustrazione e alla fine si giunge inevitabilmente alla disillusione. L’elettore incerto allora, ricorderà molto il Leopardi di A Silvia:

“O natura, o natura,
Perché non rendi poi
Quel che prometti allor? perché di tanto
Inganni i figli tuoi?”

(vv. 36-39)

La natura leopardiana illude i suoi figli come il politico in campagna elettorale: per raggiungere il proprio meccanicistico fine, senza tener conto dei sentimenti che nasceranno quando queste illusioni verranno meno: e allora sarà disillusione, che significa – almeno per una buona parte degli italiani – astensionismo.

Danilo Iannelli

Sitografia:

http://www.lastampa.it/2018/01/02/italia/politica/elezioni-politiche-tra-i-giovani-vince-la-sfiducia-sette-su-dieci-non-andranno-alle-urne-mXdHMIsucgxEEbALvB3ScP/amphtml/pagina.amp.html

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Astensionismo_in_Italia

http://www.linkiesta.it/it/article/2018/01/25/non-vi-affannate-il-partito-dellastensione-ha-gia-vinto-le-elezioni/36905/

http://www.corriere.it/elezioni-2018/notizie/previsioni-negative-70percento-rischio-561b4a16-fbd0-11e7-b641-cb41c1023d03_amp.html

Astensionismo boom: il vero grande partito italiano

http://www.repubblica.it/politica/2017/06/02/news/destra_sinistra_giovani-167028180/

http://www.repubblica.it/rubriche/bussole/2013/04/17/news/giovani_e_politica_una_generazione_altrove-56874518/

https://www.tuttitalia.it/statistiche/popolazione-eta-sesso-stato-civile-2017/

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...