Manovre cinesi

Che la Cina sia amante di periodi estremamente diversi e radicali, dal punto di vista politico ed economico, non è una novità.

La politica cinese è sempre stata caratterizzata da periodi estremamente puntuali e divisi per scaglioni: per tutto il governo di Mao fino al ’78 si definisce il Comunismo estremo con politiche economiche chiuse e divoranti, fino ad arrivare ai giorni nostri, dove si analizzano e possono vedere moltissimi cambiamenti, sopratutto dal punto di vista economico.

In questi anni infatti la nostra Tigre ha realizzato uno sviluppo economico enorme, portando con sé manovre macroeconomiche rivoluzionarie come la “Dual Track” (la mediazione tra privato e pubblico) fino alle grande introduzione delle zone economiche speciali, che hanno portato alle prime grandi attrazioni degli investimenti esteri.

Attualmente però, proprio in questi giorni, in Cina probabilmente si andrà a sviluppare una nuova grande era, perché insieme all’economia che evolve, a pari passo, evolve anche l’istituzione politica.

Xi Jinping potrebbe restare alla presidenza anche dopo il secondo quinquennio, a partire da Marzo con l’elezione da parte dell’Assemblea nazionale del popolo.

Il Comitato centrale del Partito comunista cinese ha proposto di rimuovere dalla Costituzione l’espressione secondo cui il presidente e il vice presidente della Repubblica Popolare cinese “possono servire per non più di due mandati consecutivi”, secondo quanto riporta l’agenzia Nuova Cina sulle modifiche costituzionali in agenda della sessione parlamentare.

Questo comporterebbe un enorme cambiamento politico perché che la Cina   sia amante di forte stabilità a capo non è una novità, ma questo potrebbe cambiare quest’idea di partito unico in una vera e propria fossilizzazione di una sola figura (con la speranza di non essere copiati dagli amici Russi…).

La politologia spesso insegna quanto sia importante per un paese la ciclicità del potere esecutivo: esso infatti deve essere rinnovato e decontestualizzato proprio per rendere migliore e più obbiettivo il proprio operato.

L’enorme corruzione cinese, nascosta anche da loro stessi insieme a tutte le manovre che non abbiamo assolutamente il potere di dominare, potrebbe diventare inarrestabile, se dovremo iniziare a confrontarci sempre con uno stesso uomo e senza poter sperare in un cambio di visione o inversione di essa.

Il potere dell’attuale Xi Jinping era già decisamente sproporzionato, voleva già macchiare per bene la costituzione con la sua idea socialista conservatrice, ma se questa manovra verrà applicata al 100% non vi saranno più dubbi su quanto un uomo possa diventare potente e inarrestabile.

Giulia Olivieri

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