Guida galattica per elettori

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia Politica mondiale, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, con un pezzo di terra a forma di stivale, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che Mussolini abbia fatto anche cose buone e che gli immigrati vengano in Italia a rubarci il lavoro.

Questo pianeta ha, o meglio aveva, un fondamentale problema: la maggior parte dei suoi abitanti erano infatti afflitti da una quasi costante infelicità, riassumibile nella domanda “Voto? E chi voto?” Per risolvere il problema di questa infelicità furono suggerite varie proposte, ma queste per lo più concernevano lo scambio continuo di presidenti del Consiglio, un fatto indubbiamente strano, visto che ad essere infelici non erano i presidenti del Consiglio, ma gli abitanti del pezzo di terra a forma di stivale.

E così il problema restava inalterato: quasi tutti si sentivano tristi e infelici, perfino quelli che credevano che Mussolini avesse fatto anche cose buone e che i migranti ci rubassero il lavoro.

E poi, un certo giovedì, quasi duemila anni dopo che un uomo era stato inchiodato a un palo per avere detto che sarebbe stato molto bello cambiare il modo di vivere e cominciare a volersi bene gli uni con gli altri, una persona trovò la soluzione: indire delle elezioni politiche per il 4 marzo 2018.

Questa non è la storia della persona.

È la storia di quella stupida quanto terribile catastrofe elettorale, e di alcune delle sue conseguenze.

 

Il 4 marzo 2018 si svolgeranno le diciottesime elezioni politiche della storia italiana (19 se si considera l’elezione dell’Assemblea Costituente).

Tutti i cittadini italiani aventi diritto al voto potranno recarsi alle urne, dalle 7 alle 23, per il rinnovo del Parlamento.In Lazio e Lombardia si voterà anche per rinnovare il presidente di Regione e il Consiglio Regionale.[1]

N.B. Con “rinnovo del parlamento” si intende l’elezione dei 630 deputati e dei 315 senatori, la nostra Costituzione non prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio, che viene formalmente nominato dal Presidente della Repubblica. Così sfatiamo due miti con un periodo: “Renzi non lo ha eletto nessuno” e “Il Presidente della Repubblica non serve a niente”.

Prima di esaminare le forze politiche che prenderanno parte a questa tornata elettorale, analizziamo sinteticamente il funzionamento della legge n.165 del 3 novembre 2017, il così detto Rosatellum.

 

La legge elettorale[2]

 – L’assegnazione dei seggi è distribuita in questo modo:

  • Il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) sarà assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in collegi uninominali. Vince il candidato che ottiene più voti nel suo collegio, non è importante il distacco dal secondo. È il metodo first past the post.
  • Il 61% dei seggi (386 alla Camera e 193 al Senato) sarà ripartito proporzionalmente in collegi plurinominali alle coalizioni o alle liste che avranno superato la soglia di sbarramento, con listini corti da un minimo di due candidati a un massimo di 4. Chi viene eletto in più collegi plurinominali ottiene il seggio nel collegio nel quale la sua lista ha ottenuto la minor percentuale di voti validi rispetto al totale dei voti validi del collegio. Se il deputato o il senatore viene eletto in un collegio uninominale e in uno o più collegi plurinominali si intende eletto nel collegio uninominale.
  • Il 2% dei seggi (12 alla Camera e 6 al Senato) è riservato alla Circoscrizione Estero con un sistema proporzionale.

– La soglia di sbarramento nel proporzionale è fissata al 3% per le liste singole e al 10% per le coalizioni (con l’obbligo che almeno una delle liste in coalizione superi il 3%). Per le liste rappresentanti di minoranze linguistiche la soglia è fissata al 20% nella regione di riferimento.

– Ogni elettore avrà due schede, una per la Camera e una per il Senato, eccetto i minori di 25 anni che avranno la possibilità di esprimere la propria preferenza solo per la Camera. Nella stessa scheda si potrà esprimere il voto sia per il candidato uninominale che per le liste nel plurinominale.

Non è prevista la possibilità del voto disgiunto. Non sarà, perciò, possibile votare un candidato nel collegio uninominale e una lista a lui non collegata nella parte proporzionale.

– La legge elettorale prevede che nessuno dei due sessi possa rappresentare più del 60% dei capilista di un singolo partito.

– Altra novità di queste elezioni sarà il tagliando antifrode, ovvero un tagliando rimovibile con un numero progressivo, che gli scrutatori segneranno nel momento in cui consegneranno la scheda all’elettore. In questo modo all’uscita dalla cabina elettorale lo scrutatore potrà controllare se il numero sarà uguale all’originale, salvo poi rimuoverlo, rendendo la scheda anonima e non tracciabile.

 

Le forze politiche[3]

Lo scontro per la maggioranza avverrà tra:

  • La coalizione di centrodestra, formata da Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia.
  • La coalizione di centrosinistra, formata da Partito Democratico, Insieme, Civica Popolare e +Europa.
  • Movimento 5 Stelle.

Il Movimento 5 Stelle ha condotto la classica campagna elettorale di protesta e di ambiguità politica palese, elemento che li contraddistingue dalla loro formazione. Grandi assenti questa volta Beppe Grillo e Alessandro Di Battista, che hanno lasciato campo a un piuttosto spaesato e sgrammaticato Luigi Di Maio, senza andare, però, a intaccare le intenzioni di voto.
I 5 Stelle si giocano il primato a livello di singoli partiti, ma difficilmente riusciranno a costruire una maggioranza stabile in grado di andare al governo da soli.

Il centrosinistra soffre ancora dell’emorragia post-referendum del 4 dicembre, con il Partito Democratico in precipitoso declino dopo il 40% alle europee. Secondo i sondaggi, infatti, la forbice percentuale del PD si aggira tra il 21% e il 24%. Inoltre la coalizione fondata dal partito guidato da Matteo Renzi dimostra come lo spostamento dalla “sinistra” verso il “centro” sia ormai chiaro, il che testimonia la perdita massiccia di molti elettori che si definiscono di sinistra, che vireranno principalmente su Liberi e Uguali e M5S.
Il centrosinistra potrà quindi ambire a un buon numero di seggi, ma sicuramente non abbastanza per formare una maggioranza.

In questo scenario la vittoria del centrodestra sembra piuttosto scontata, con i sondaggi che attestano la coalizione guidata da Forza Italia e Lega tra il 35% e il 39%. Eppure, anche in questo caso, la prospettiva di ottenere una maggioranza stabile che permetta al centrodestra di andare al governo da solo sembra difficile da realizzare, seppur chiaramente più probabile rispetto alle altre forze in campo. Saranno decisivi una serie di collegi “incerti”, situati soprattutto nel sud Italia, nei quali si giocano il seggio Forza Italia, M5S e PD. Sarà interessante vedere quale sarà, in caso di vittoria, la scelta del Presidente del Consiglio, dal momento che sui manifesti di Forza Italia leggiamo “Berlusconi Presidente”, quando tutti dovremmo essere a conoscenza dell’incandidabilità di Berlusconi.
La prospettiva più probabile, quindi, è quella che dopo il voto emerga un hung parliament, ovvero una situazione di stallo in cui nessuno avrà raggiunto una maggioranza sufficiente per governare e le varie forze politiche maggioritarie in Parlamento dovranno trovare un accordo per formare un governo in grado di iniziare la nuova legislatura.

A sinistra si presenta la lista Liberi e Uguali, che dopo le speranze iniziali è stata affossata dai sondaggi, stabilendosi tra i 5 e i 7 punti percentuali. La verità ce la dirà soltanto il post 4 marzo, ma difficilmente LeU riuscirà a strappare più di una ventina abbondante di seggi.
Tra le liste minori, invece, sarà interessante vedere il risultato di Casapound e gli altri partiti apertamente vicini al fascismo a livello ideologico e di Potere al Popolo. Da una parte per monitorare quanto successo elettorale possano raggiungere questi movimenti neofascisti, nonostante molti voti dell’estrema destra verranno distribuiti nella coalizione di centrodestra, in particolare tra la Lega e Fratelli d’Italia. Dall’altra per capire quanta influenza e margine di crescita può avere il progetto Potere al Popolo, nato dall’esperienza del centro sociale napoletano EX OPG occupato – Je so’ pazzo e capace di convogliare su di sé l’attenzione e la partecipazione di molte frange della sinistra radicale italiana, oltre che di personalità internazionali quali Jean-Luc Melenchon e Ken Loach.

Per curiosità, citiamo anche la marea di liste che galleggiano stabilmente in “Altri” in ogni rilevazione politica: Partito Repubblicano – Ala, Partito Comunista, Per Una Sinistra Rivoluzionaria, Italia agli Italiani, Destre Unite (Forconi), Blocco Nazionale, Il Popolo della Famiglia, Rinascimento, Popolo per la Costituzione, Popolo Partite Iva, 10 volte meglio, Siamo, Democrazia Cristiana, Valore Umano, Stato Moderno Solidale, Italia nel cuore e le liste regionali: SüdTiroler Volkspartei, Autodeterminatzione, Grande Nord, Fronte Friulano, Patto per l’autonomia e le liste italiani all’estero: MAIE, Unital, Free Flights to Italy, USEI.

 

Il 4 marzo è vicino, gli elettori preparano le tessere elettorali. A destra c’è chi è pronto con una bottiglia di champagne e qualche post nazionalista su Facebook. Nei circoli di Casapound e Forza Nuova si indice una gara a chi fa il saluto romano più teso e virile, realizzando subito uno dei punti del loro programma, cioè dare lavoro agli italiani finendo tutti contemporaneamente all’ospedale per strappi muscolari al braccio destro. I 5 Stelle sono contenti a prescindere, perché possono continuare a coltivare il loro hobby preferito: urlare senza apparenti motivazioni. A centro-sinistra ci si ripete in continuazione “comunque, visto il trend, questo può considerarsi un ottimo risultato”. A sinistra si è pronti a preparare l’analisi della sconfitta con la Costituzione in una mano e “Odio gli indifferenti” nell’altra.
Signore e signori, benvenuti alla diciottesima edizione delle elezioni politiche italiane.

 

20 marzo 2018

L’aeromobile partì a razzo e attraversò all’eccessiva velocità di R17 i binari fatiscenti che conducevano sulla squallida superficie della Città Eterna. Il paese era stretto adesso nella morsa di un altro cupo tramonto. Una luce grigia e sinistra stava inondando il suolo.

R è una misura di velocità definita come velocità conveniente a un viaggio che voglia essere compatibile con la salute del corpo e della mente, e che tolleri diciamo un massimo di 2 minuti di un discorso di Salvini.

L’aeromobile si lanciò dunque a una velocità di R17 e depositò la squadra di governo vicino al Quirinale. Tremanti di freddo, i membri del Consiglio dei Ministri guardarono la loro astronave.

Lì vicino ce n’era un’altra. Era l’astronave della Repubblica Italiana, malmessa e priva di vita. È una cosa curiosa e quasi impossibile da spiegare, ma si riesce a capire quando una nave è completamente morta.

Il Presidente del Consiglio ebbe la sensazione che l’astronave della Repubblica Italiana fosse appunto morta, e il suo senso di sbalordimento crebbe. Anche i ministri lo capirono, ma capivano ancor di più di avere un freddo cane, perciò si precipitarono dentro al Palazzo del Quirinale, presi da un attacco acuto di non-curiosità.

Il presidente rimase fuori e andò a esaminare la nave. Mentre camminava quasi inciampò in un’inerte sagoma di acciaio che giaceva a faccia in giù nella fredda polvere.

– E tu chi sei? Cosa fai qui?

– Sono la coscienza civile di questo paese, non sentirti in dovere di prestarmi un po’ di considerazione, ti prego – disse con un ronzio soffocato.

– Ma come stai?

– Sono molto depresso.

– Cosa succede?

– Non lo so.

Il presidente, tremando dal freddo, si accovacciò accanto alla coscienza.

– Perché stai sdraiato a faccia in giù nella polvere? – disse.

– Perché è un ottimo modo per sentirsi ancora più disgraziati di quel che si è. Non far finta di provare desiderio di parlarmi, so che mi odi.

– No che non ti odio.

– Sì, invece, tutti mi odiano. Fa parte dell’assetto dell’Universo. Basta che parli con qualcuno che questo comincia a odiarmi. Perfino i costituzionalisti mi odiano. Se ti limiti a non badarmi, senza arrivare a odiarmi, penso che riuscirò probabilmente a sollevarmi di qui.

Si alzò in piedi e guardò risolutamente nella direzione opposta al Presidente del Consiglio.

– Quella nave mi odiava – disse avvilita, indicando la Repubblica Italiana.

– Quella nave? Cosa le è successo?

– Mi odiava perché le ho parlato.

– Tu le hai parlato? – disse il Presidente – Cosa intendi dire?

– Sai, ero molto annoiata e depressa, così sono andata da lei. Ci ho parlato a lungo, spiegandole la mia versione dell’Italia.

– E cosa è successo? – la incalzò il Presidente.

– Si è suicidata – disse la coscienza civile, e si incamminò a grandi passi verso il Quirinale.

 

Claudio Antonio De Angelis

 

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

Per le parti narrative ho preso spunto dal libro “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams.

[1] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-02-14/dal-voto-disgiunto-premio-maggioranza-sistema-elettorale-lombardia-e-lazio-153434.shtml?uuid=AEELj7zD

Legge elettorale
[2] http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/11/11/17G00175/sg
http://www.repubblica.it/politica/2017/09/22/news/rosatellum_bis_scheda-176193741/
http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2017/09/21/legge-elettorale-labc-del-rosatellum-2.0_cc2dca71-52c7-4e8f-850a-00af81d6e92a.html
http://www.repubblica.it/politica/2018/02/19/news/elezioni_2018_politiche_e_regionali_come_si_vota-189219305/
https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_elettorale_italiana_del_2017#CITEREFLuca_Borsi,_2017
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/legge-elettorale-rosatellum-bis-legge-ecco-come-voteremo-c5eddef8-284b-4215-beea-10281b80c9d1.html?refresh_ce

 

Sondaggi, forze politiche e programmi
[3] http://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza
https://www.panorama.it/news/politica/elezioni-politiche-italiane-2018-sondaggi/
http://www.today.it/politica/elezioni/politiche-2018/liste-simboli-nomi.html
http://dait.interno.gov.it/elezioni
http://www.corriere.it/elezioni-2018/cards/i-programmi-partiti-sotto-lente/pd-ottimismo-debito-incertezza-conti-possibile-ridurre-l-ires_principale.shtml

 

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