Il baro rampante

La data delle elezioni si avvicina a passo di carica, dunque è d’uopo un breve ripassino rapido per cercare di sentire urlare il meno possibile: tutti i Presidenti del Consiglio dei Ministri della storia della Repubblica italiana sono stati nominati dal Presidente della Repubblica in carica, così come previsto dalla nostra Costituzione.
Il popolo italiano, attraverso elezioni democratiche, elegge i Parlamentari della Repubblica, che a loro volta eleggono il Presidente della Repubblica, che a sua volta incarica il Presidente del Consiglio dei Ministri alla formazione di un Governo.

Tutto chiaro? Perfetto, allora possiamo proseguire.

Negli ultimi anni si è sentito spesso ciarlare riguardo “governi illegittimi”, “colpi di stato legalizzati”, “presidenti non eletti da nessuno” e altre fandonie simili che farebbero accapponare la pelle a chiunque durante le poche ore di educazione civica che si fanno alle scuole medie avesse letto un paio di articoli della Costituzione.
In particolare è una la sciocchezza che più si fa largo senza alcuna fatica nel vuoto pneumatico delle menti di molti: quella che l’ultimo Presidente del Consiglio “eletto democraticamente dal popolo” sia stato Silvio Berlusconi, nell’ormai lontano 2008. Praticamente quelle del 4 marzo non sarebbero delle normali elezioni, bensì un decennale delle ultime. Una volta germogliato il seme di questo dubbio, la pianta inizia a dare i suoi frutti: “Berlusconi ha fatto un sacco di schifezze, eh, PERÒ… Gli altri chi ce li ha messi lì?”

Ce li ha messi il Presidente della Repubblica, scelto dal Parlamento che noi abbiamo votato. Repetita iuvant, si spera.


Discorsi come questi sono l’ennesima prova che l’Alzheimer è una tremenda malattia e che donare fondi alla ricerca è necessario, visto che se un ignorante in termini di diritto pubblico basilare potrebbe storcere il naso da fronte ai governi Monti, Renzi e Gentiloni, di certo anche il più acerrimo nemico della scienza politica deve tacere di fronte alla più limpida delle elezioni: quella che ha portato al governo Letta.
Su quello si sorvola, viene prontamente omesso dall’elenco dei recenti governi, come se non fosse mai esistito. Quando però lo si ricorda e viene messo sotto gli occhi di tutti, ecco subito che l’Italiano berlusconiano in incognito dimostra una memoria di ferro: “Eh ma quando siamo andati a votare il candidato era Bersani, mica è giusto!”
E invece sì, è giustissimo. E vi dirò di più: riaccadrà di nuovo.

Berlusconi, il baro rampante, è in rapidissima ascesa nei sondaggi anche grazie a un escamotage cialtronesco, l’ennesima delle sue menzogne.
Sul logo di Forza Italia è scritto a caratteri cubitali “BERLUSCONI PRESIDENTE”, ma questo non può accadere. L’ex Cavaliere è infatti ineleggibile dal 2013, come sancito dalla legge Severino.

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La coalizione del centrodestra vincerà, perché sicuramente vincerà, ma quanto meno Berlusconi non potrà essere il Presidente del Consiglio. Chi ci sarà al suo posto se Forza Italia sarà il primo partito della coalizione? Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, o Gianni Letta. Già, proprio lo zio di quell’Enrico Letta non eletto da nessuno.

Oppure…

Paolo Palladino

 

SITOGRAFIA:

http://www.lastampa.it/2018/02/09/italia/politica/berlusconi-sogna-un-prestanome-tajani-o-gianni-letta-a-palazzo-chigi-oULxwk0jwmTXPLcEzF89eO/pagina.html

http://www.altalex.com/documents/leggi/2014/04/15/testo-unico-delle-disposizioni-in-materia-di-incandidabilita-cd-legge-severino

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