Non sparare

Mercoledì 14 Febbraio 2018. Nella scuola liceale Marjory Stoneman Douglas High School i ragazzi stanno passando una mattinata come le altre. Seguono le lezioni, camminano per i lunghi corridoi della scuola illuminati da una giornata soleggiata. Immersi nella quotidianità si dirigono verso la classe dove terranno l’ultima lezione prima di tornare a casa dalle loro famiglie o uscire con i propri amici.

14:40, in una classe una professoressa sta spiegando l’orrore dell’olocausto, in un’altra classe si porta avanti una lettura del Macbeth, improvvisamente scatta l’allarme, i ragazzi rimangono straniti, dato che durante la mattina già si era tenuta una simulazione, poi sentono un botto simile ad uno sparo, poi un altro, un altro ancora, la catastrofe si abbatte nel liceo di Parkland, Florida. Un ragazzo di 19 anni, Nikolas Cruz, con il suo fucile Ar-15 mette in atto una tragedia che sfortunatamente abbiamo già visto. I proiettili di quel fucile saranno mortali per 17 persone, 12 vengono uccise all’interno dell’edificio, 3 fuori e 2 ragazzi moriranno a breve in ospedale.

Il ragazzo, confondendosi con i ragazzi in corsa disperati, riesce a scappare per poi essere fermato dalla polizia appena un’ora dopo. Lo scenario della scuola è totalmente differente. Le sedie sono buttate e rovesciate nelle classi, vetri rotti, gli stessi corridoi illuminati dove prima scorreva la vita ora sono tremendamente bui, vuoti, il rosso del sangue degli studenti, che lì nella loro stessa scuola hanno perso la vita, scivola lungo il pavimento, lasciando un segno indelebile che sarà difficile, o forse impossibile, da rimuovere. O almeno questo è ciò che non smetteremo mai di ripeterci, perché in fin dei conti questa tragedia verrà aggiunta a tutte le altre che ci sono state in America. I media si ciberanno della notizia, i politici useranno parole di conforto, le lacrime delle persone che hanno perso qualcosa andranno a sfocare pian piano il ricordo di questa ennesima strage, di questo ennesimo torto alla vita.

Dall’inizio di quest’anno sono stati registrati ben 17 school shooting, ovvero quando l’utilizzo inappropriato di arma da fuoco avviene in una scuola di primo grado, di secondo o in un college durante le ore scolastiche o extracurriculari. Questo caso in particolare è definito Mass school shooting, perché sono morte tre o più persone. Dal 2012 Everytown ha contato all’incirca 300 school shooting, il mese scorso nella città di Benton un ragazzo di 15 anni ha ucciso in una scuola due 15enni e ferito 18 persone. Un mass school shooting non avveniva invece dal 2012, quando nella scuola elementare Sandy Hook, nella città di Newtown, sono stati uccisi 20 ragazzi e 6 adulti. Questo avvenimento è una delle stragi più sanguinolente della storia americana moderna e la cosa più preoccupante è che nei mesi precedenti sono state messi in atto due tra i più mortali attentati con arma da fuoco della storia americana: un uomo il 5 novembre ha ucciso 26 persone in una chiesa in Texas e appena un mese prima, la notte del 1 Ottobre, un uomo dalla sua camera ha sparato ad una folla in strada uccidendo 58 persone e ferendone 500.

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Michael Moore nel suo documentario Bowling a Columbine (città dove nel 1999 due ragazzi uccisero 13 persone) si interroga proprio sul perché gli americani si sentano legittimati a far uso delle armi, cosa li spinge a questa violenza attraverso le armi da fuoco? La risposta più ovvia dovrebbe essere la facilità con cui si può ottenere un’arma da fuoco o nel caso di minorenni quanto sia facile poter prendere le armi dei propri genitori. In Florida, dove mercoledì è avvenuta la sparatoria, si può comprare un’arma senza la necessità di avere una licenza e senza compilare nessuna registrazione. Il fucile, difatti, era a tutti gli effetti di proprietà del ragazzo, ottenuta legalmente. Un’arma molto simile all’M-16, utilizzata dai militari in guerra;  la grande differenza è che l’M-16 è un’arma automatica, il che la rende più mortale.

Moore, però, comparando gli Stati Uniti al Canada, dove anche è molto semplice poter acquistare un’arma e soprattutto rifornirsi di proiettili, arriva alla conclusione che non è la facilità con cui si può avere un’arma da fuoco la causa del suo utilizzo incosciente e non motivato. Non può essere nemmeno nei film violenti, nei videogiochi, nei problemi familiari, nella storia sanguinolenta dell’America e nemmeno nell’educazione. Allora perché? Perché scorre tanto sangue in America, perché è così difficile porre un freno a tutto questo? Forse la risposta sta nella politica, negli atteggiamenti dei mass media, nella paura irrazionale che spesso è stata instillata senza motivo nei cittadini americani.

Dopo la prima strage scolastica avvenuta nel 1999, non è stata apportata alcuna modifica alle leggi riguardanti le armi da fuoco, semplicemente è stata applicata una politica tolleranza zero in tutte le scuole. Appena un ragazzo era fuori le linee poteva essere giudicato come pericoloso per la comunità e quindi espulso o sospeso. Vennero stilate delle liste delle persone più propense a compiere azioni del genere, vennero introdotti metal-detector all’entrata delle scuole. Erano gli atteggiamenti dei ragazzi, la loro cultura che doveva essere controllata, che non doveva avere una cattiva influenza su di loro. La politica ha così messo le mani sulla libertà dei cittadini, opprimendoli ancora di più senza che loro se ne potessero accorgere. Nel frattempo la National Rifle Association, una delle lobby più potenti in America, porta avanti campagne contro il controllo sulle armi continuando a perseverare con il motto “più armi renderanno la nazione più sicura”. Insomma, mi chiedo quanto sangue ancora dovrà scorrere per cambiare le cose, quanta morte e sofferenza le persone in America dovranno ancora subire? Di quanti Nikolas Cruz leggeremo ancora sui giornali?

Oscar Raimondi

SITOGRAFIA:

Bbc: http://www.bbc.com/news/world-us-canada-41488081

Washington post: https://www.washingtonpost.com/news/post-nation/wp/2018/02/15/florida-school-shooting-suspect-booked-on-17-counts-of-murder-premeditated/?hpid=hp_hp-banner-main_flashootingthurs-745m%3Ahomepage%2Fstory&utm_term=.5985bcfe6b12

https://www.washingtonpost.com/national/fla-shooting-suspect-had-a-history-of-explosive-anger-depression-killing-animals/2018/02/15/06f05710-1291-11e8-9570-29c9830535e5_story.html?utm_term=.7aab21173e2d

https://www.washingtonpost.com/local/no-there-havent-been-18-school-shooting-in-2018-that-number-is-flat-wrong/2018/02/15/65b6cf72-1264-11e8-8ea1-c1d91fcec3fe_story.html?utm_term=.a13a102f7651 qui dice che non è vero che ci sono stati 18 school shooting nel 2018

time: http://time.com/5158678/what-to-know-about-the-active-shooter-situation-at-florida-high-school/?xid=homepage

Al Jazeera : http://www.aljazeera.com/news/2017/10/deadliest-mass-shootings-171002111143485.html

http://www.aljazeera.com/news/2018/02/florida-high-school-shooting-180215061404114.html

http://www.aljazeera.com/news/2018/02/florida-shooting-nikolas-cruz-held-17-murder-counts-180215133221929.html

new york times: https://www.nytimes.com/2018/02/14/us/parkland-school-shooting.html?action=click&contentCollection=U.S.&module=RelatedCoverage&region=Marginalia&pgtype=article

https://www.nytimes.com/interactive/2018/02/15/us/florida-school-shooting-map.html

https://www.nytimes.com/interactive/2018/02/15/us/school-shootings-sandy-hook-parkland.html

Bowling a Columbine (2002), di Michael Moore

immagini tratte dal film Elephant (2003), Gus Van Sant.

Entrambi sono stati per me grande fonte di ispirazione e di dolore.

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