Lettera aperta a Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Cari Giorgia e Matteo,

in un ipotetico futuro post 4 marzo io non riesco a pensare a voi come a dei possibili leader politici. A dire la verità, non riesco proprio a vedervi come figure degne di essere accostate alla parola “leader”. Perché un politico che si possa definire tale guadagna consensi giusti, e non fa leva sulle debolezze del momento per accaparrarsi qualche futile voto.
Ma al di là di questo, ed indipendentemente da come andranno a finire le elezioni, dubito che qualcuno riesca a prendere seriamente in considerazione le vostre parole, compresi i vostri stessi elettori.
Allora perché scegliere di votare proprio voi?
Probabilmente perché non vogliono perdere tempo a sentire altre proposte, magari più profonde delle vostre, oppure perché sono stati in passato delusi dalla scena politica e quindi l’”estremo”, per forza di cose, attira di più. Questo non potremo mai saperlo per certo. L’unica certezza che per ora abbiamo è che non siete politici, siete solamente persone che si nascondono dietro a questa parola, per diffondere messaggi completamente sbagliati, che spaziano dall’intolleranza alla discriminazione per il “diverso”, fino ad arrivare all’odio vero e proprio.

Cara Giorgia, nel 2018, da un panorama politico che dovrebbe tendere ad una visione sempre più internazionale, ci si aspetta un determinato modo di pensare ed esprimere le proprie idee, e non che si parli di “buonismo ipocrita [che] sta trasformando gli italiani in ospiti a casa loro”, quando il museo egizio di Torino decide di fare delle promozioni rivolte alle coppie arabe che decidono di visitarlo. Perché vede Giorgia, come le ha spiegato pazientemente Christian Greco, il direttore del museo, gli sconti ci sono in abbondanza anche per gli italiani.
Credo che nella vita serva la perfetta combinazione di apertura mentale e conoscenza, e lei ha dimostrato di non possedere nessuna delle due, prima affermando che fare certi sconti sia classificabile come “razzismo contro gli italiani”, ma soprattutto poi, dicendo che gli arabi sono un’etnia ed una religione allo stesso tempo.

Caro Matteo, per descrivere lei non credo che bastino tutti gli appellativi che spesso lei stesso riserva all’opposizione politica, ai rifugiati, agli immigrati od agli omosessuali.
Però credo che questa campagna elettorale le abbia dato alla testa.
“Vinci Salvini” è l’esempio lampante. Come si fa a pensare di avvicinare i giovani alla politica offrendo come ricompensa una chiamata con lei? Come si può anche solo immaginare di poter usare uno stratagemma da Youtuber per far sentire di più la politica? La differenza fra Youtuber e politico, Salvini, è che per lo Youtuber le visualizzazioni ed i mi piace equivalgono ad un compenso, mentre per lei, i mi piace rimangono ciò che sono. Un click su un social spesso goliardico.
Quando riferendosi alla strage di Macerata dice che quel sangue “si sarebbe potuto risparmiare” si sbaglia, quel sangue non “si sarebbe potuto risparmiare”, quel sangue si DOVEVA evitare.
Chiederà lei, come?
Evitando di alimentare l’odio, per cominciare.
Evitando di incentrare intere campagne elettorali sul sentimento di diffidenza verso chi è “diverso”.
Evitando di speculare su fatti di cronaca nera, che troppo spesso vengono strumentalizzati a favore di una politica chiusa in immagini che dovrebbero appartenere solo al passato.

Il vostro è puro oscurantismo mascherato da campagna elettorale, ed onestamente credo che non ci sia cosa peggiore di questa.

Mavi Massarin

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