Proiettili fascisti a Macerata

3 febbraio 2018, Macerata

Intorno alle 11 del mattino 6 persone sono state ferite a colpi di pistola.  Jennifer, Festus, Gideon, Wilson, Mahamadou e Omar, provenienti da Nigeria, Ghana, Mali e Gambia. Per fortuna tutti fuori pericolo di vita. Quattro sono stati già dimessi, mentre due sono in condizioni più gravi, uno con una ferita da arma da fuoco sulla gamba e l’altro sul braccio. Al termine della sua folle corsa l’attentatore ha fatto il saluto romano al monumento ai caduti, con la bandiera italiana sulle spalle, e subito dopo è stato arrestato.

Luca Traini, 28 anni, candidato per il consiglio comunale di Corridonia nel 2015 con la Lega Nord – raccogliendo zero preferenze -, sulla tempia un tatuaggio di Terza Posizione, movimento fascista eversivo fondato nel 1978, tra gli altri, da Roberto Fiore, attualmente leader di Forza Nuova.

Nel comunicato di Forza Nuova si legge: “Sarà politicamente scorretto, sarà sconveniente, in campagna elettorale nessuno farà un passo avanti, ma oggi noi ci schieriamo con Luca Traini. […] Questo succede quando i cittadini si sentono soli e traditi, quando il popolo vive nel terrore e lo Stato pensa solo a reprimere i patrioti e a difendere gli interessi dell’immigrazione. Mettiamo a disposizione i nostri riferimenti per pagare le spese legali di Luca, a non farlo sentire solo e a non abbandonarlo.”

L’assurdità e l’illegalità di queste parole sono sconcertanti, per questo sarebbe meglio iniziare a riferirci a ciò che è accaduto a Macerata con il suo vero nome: un attentato terroristico di matrice neofascista.

“Terrorismo: l’uso di violenza illegittima, finalizzata a incutere terrore nei membri di una collettività organizzata e a destabilizzarne o restaurarne l’ordine.”[1]

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Normalizzazione del fascismo

“Stiamo in silenzio e non facciamo la campagna elettorale sulla pelle della ragazza uccisa e dei feriti di oggi. Ho visto che è già partita la querelle tra i partiti politici a chi si accusa l’uno contro l’altro. Io faccio un appello alla sobrietà e al rispetto sia ai feriti di oggi che alla vittima di qualche giorno fa.” – Luigi di Maio.

“Chiunque spari è un delinquente, a prescindere dal colore della pelle. È chiaro ed evidente che un’immigrazione fuori controllo, un’invasione come quella organizzata, voluta e finanziata in questi anni, porta allo scontro sociale.” – Matteo Salvini.

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“Macerata. Italia in piena emergenza sicurezza. Oggi una sparatoria, un gesto folle da criminali squilibrati, senza alcuna possibile giustificazione. Così si è ridotta l’Italia in mano alla sinistra. Chiediamo condanne esemplari e certezza della pena per chi attenta alla sicurezza dei cittadini. È tempo che gli Italiani tornino a credere in uno Stato che garantisca loro sicurezza, ordine e legalità”. – Giorgia Meloni.

La parola fascismo appare raramente nei commenti ufficiali delle maggiori forze politiche del paese, ovviamente non in quelle di destra – e il legame mai troppo nascosto tra la destra e il fascismo in Italia è un elemento preoccupante. In questa ottica sono particolarmente agghiaccianti i commenti di Salvini e Meloni, i quali spostano opportunisticamente e vergognosamente l’attenzione sui loro obiettivi politici. Di Maio e i cinque stelle, invece, con il loro atteggiamento non fanno altro che legittimare ulteriormente le nuove istanze fasciste.
Ma cosa ha contribuito a creare questo clima tesissimo?

Gli slogan palesemente xenofobi e pseudo-fascisti della Lega Nord – in particolar modo di Salvini –, le mancate condanne della destra “tradizionale”, l’apertura verso alcune forze al dibattito democratico, testimoniata dai ripetuti inviti a programmi televisivi e dall’enorme spazio concesso a determinati personaggi dai giornali. Questi sono solo alcuni degli aspetti che contribuiscono a rendere eventi drammatici come quello di Macerata sempre più frequenti.

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“È avvenuto, purtroppo. Molto gradualmente abbiamo lasciato che diventasse parte dell’orizzonte. Si è sviluppato un senso comune per cui slogan di destra e fascisti circolano indisturbati. Anche senza dire «aiutiamoli a casa loro» (ipse dixit Matteo Renzi, ndr) è passata l’idea di mandare soldi e truppe per impedire a persone che stanno morendo di fame di emigrare. Il passo successivo è quello dei nazisti: mandare navi per affondarli.” – dall’intervista allo storico Alessandro Portelli pubblicata su Left n.29 del 22 luglio 2017.

Il problema in questo caso è sempre lo stesso ed è racchiuso nel paradosso della tolleranza magistralmente spiegato da Karl Popper.
“La tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi.”

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“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi.” Scriveva Pasolini, ma se la civiltà dei consumi incontra il fascismo cosa otteniamo?
L’omologazione a un modello ideale di fascismo, che inizia a permeare la società in modo ancora più subdolo e genera quell’accettazione silenziosa del fenomeno che ha trovato il suo culmine nell’era Berlusconi. Non è un caso che proprio l’Italia sia stata teatro di una vergognosa repressione come quella avvenuta durante il G8 di Genova nel 2001.

Possiamo quindi dirci certi di una cosa: stiamo assistendo a un progressivo sdoganamento del fascismo. Ed è progressivo sin dalla nascita di questa Repubblica. In Italia non è mai avvenuta nessuna catarsi collettiva, non esiste una versione ufficiale e comune sul Ventennio, sui nostri libri di Storia si tende a privilegiare una visione attenuata della realtà. Il mito degli “italiani brava gente” che non sono mai stati razzisti né violenti come i “cattivi tedeschi” è sempre più radicato. Le squadracce, le leggi razziali, i genocidi in Africa vengono sminuiti e controbilanciati da famigerate “cose buone” avvenute durante il regime.

Il fascismo in Italia ha portato violenza, ingiustizia sociale ed economica, oppressione, razzismo, ignoranza, sterminio e la più grande cicatrice di sempre nella storia del nostro paese. Il primo regime totalitario d’Europa siamo stati noi.

Alla luce di ciò e soprattutto dei fatti degli ultimi anni è necessaria una ripresa totale dell’antifascismo, che è un valore fondante della nostra Costituzione e quindi del nostro ordinamento democratico. Bisogna combattere questa nuova ondata nera in primis smettendo di accettare passivamente la situazione e attivarsi, riconoscendo il fatto che i fascisti esistono e che noi, gli antifascisti, siamo ancora la stragrande maggioranza di questo paese.

Claudio Antonio De Angelis

SITOGRAFIA:

[1] http://www.treccani.it/enciclopedia/terrorismo/
http://tg24.sky.it/cronaca/2018/02/04/sparatoria-macerata-vittime-chi-sono.html
http://www.repubblica.it/cronaca/2018/02/03/news/macerata_sparatoria-187934230/
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/02/23/il-fascismo-regime-totalitario.html
https://left.it/2018/02/03/macerata-spari-contro-migranti-arrestato-lautore-mentre-fa-saluto-fascista/
http://www.ilpost.it/2018/02/04/macerata-luca-traini/
http://www.ilpost.it/2018/02/04/macerata-luca-traini-forza-nuova/
https://www.vice.com/it/article/d3894m/bufale-storiche-sul-fascismo-mussolini-pensioni-tredicesima-terremoto
https://left.it/2017/11/13/portelli-lo-sdoganamento-del-fascismo-complice-il-pd-che-ha-cancellato-lantifascismo-dal-suo-statuto/
https://www.internazionale.it/reportage/christian-raimo/2018/01/29/neofascismo-scuola-ragazzi
http://espresso.repubblica.it/attualita/2017/12/01/news/un-anno-di-violenza-fascista-1.315334

 

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