Se questo è l’Uomo: il senso della Memoria

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. – art. 1 legge n. 211 del 20 luglio 2000.

Mi chiedi perché è esistito l’Olocausto. Ti dico che non lo so, ma la risposta è lì. È tra le pietre di Treblinka, nei vagoni di Dachau, nei camion di Sobibor, negli occhi dei sopravvissuti, nella neve di Auschwitz.

Mi chiedi che senso ha la Giornata della Memoria nel 2018. Mi guardo intorno e ad est vedo le tombe di Srebrenica, il filo di spinato dell’Europa e la disperazione. Guardo a sud e vedo persone sepolte nel Mediterraneo, quando gli va male, rinchiuse nelle carceri, quando gli va peggio. Vedo la Birmania, vedo l’Africa. Ma soprattutto vedo svastiche, croci celtiche, neonazisti, neofascisti, sento parlare di razza e vedo i negazionisti entrare nei parlamenti.
Mi guardo intorno e mi accorgo che forse molte persone non ricordano: non ricordano i segnali, i dettagli, non ricordano il dolore e i volti della sofferenza, scelgono di dimenticare ogni corpo scavato e abbandonato senza sepoltura, senza identità e senza dignità. Ogni storia dimenticata diventa una nuova vittima in qualche angolo del mondo, ogni nome scolpito sulle pietre d’inciampo quando viene calpestato distrattamente si cancella dalla memoria collettiva trasformandosi in una tagliente ignoranza.

Per questo oggi, nel nostro piccolo, vogliamo ricordare non solo la Shoah, non solo quei milioni di morti, bambini privati della loro infanzia, nonni dei loro nipoti, uomini e donne della loro vita. Ma vogliamo ricordare tutti gli stermini che avvengono e sono avvenuti.

Per non dimenticare questo sterminio.
Per evitarne di ulteriori.
Per combattere l’ignoranza.

 

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Martina Moscogiuri
Claudio Antonio De Angelis

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