Disillusioni ottiche

«Normalmente vediamo solo ciò che ci piace vedere, tanto che a volte lo vediamo dove non c’è.» (Eric Hoffer)


Fin da bambini osserviamo le illusioni ottiche come fossero magia illustrata, eppure anch’esse hanno una loro spiegazione. Un’illusione ottica è, infatti, una percezione visiva distorta, causata dal modo in cui il cervello interpreta e organizza gli stimoli nel tentativo di dar loro un senso.

In primo luogo è importante sapere che il sistema visivo è dotato di cellule specializzate, il cui ruolo è quello di catturare luce: i fotorecettori. Essi sono localizzati in un punto preciso dell’occhio, ossia la retina, dove lo stimolo ambientale genera un cambiamento elettrico: la trasduzione.
Le illusioni ottiche possono essere divise in varie tipologie, io ne mostrerò solo alcune.

Punto cieco
Il punto cieco è un punto della retina in cui vi è totale assenza di recettori, poiché formato solo dagli assoni dei neuroni che costituiscono il nervo ottico. Normalmente l’occhio compensa la presenza di questo punto, perciò non lo notiamo; tuttavia è proprio la sua esistenza a spiegare questa prima illusione ottica: chiudendo l’occhio sinistro, fissando con il destro la x e avvicinando lentamente l’immagine all’occhio (a circa 25 cm), l’uccello scompare, poiché la sua rappresentazione si trova ora esattamente all’interno del punto cieco della retina, e al suo posto il nostro cervello completa l’immagine estendo quella delle sbarre.

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Immagini postume

L’illusione delle immagini postume è spiegata attraverso la teoria dei processi antagonisti, secondo la quale mescolando luci di colori complementari (come ad esempio il blu e il giallo o il rosso e il verde) i colori si annullano a vicenda, poiché le due diverse lunghezze d’onda hanno sui neuroni effetti opposti. Se, infatti, si fissa il punto al centro della bandiera per almeno mezzo minuto e poi si sposta lo sguardo sul punto nero al centro della parte bianca, l’immagine postuma appare di colori complementari a quelli dell’immagine originale (il verde diventa rosso, il giallo blu e il nero bianco). Questo accade perché i neuroni della retina dei colori originali si affaticano e quindi spostando lo sguardo sulla superficie bianca la risposta di questi neuroni è meno intensa e attiva i processi antagonisti, ossia una maggiore risposta degli altri neuroni.

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Differenze illusorie di chiarezza
Questa tipologia di illusione ottica ha due diverse spiegazioni.  
La prima è il fenomeno dell’inibizione laterale: alcuni neuroni della retina hanno connessioni di tipo inibitorio con i neuroni ad essi adiacenti, ossia l’attività di un dato neurone è inibita quando i neuroni vicini sono attivi. Nell’immagine si percepisce, infatti, il quadrato grigio a sinistra come più chiaro di quello a destra, ma in realtà sono uguali: il quadrato di destra appare più scuro perché i neuroni che rispondono a questo input sono inibiti dai neuroni circostanti, che sono più attivi grazie alla maggiore quantità di luce del colore più chiaro; il quadrato a sinistra appare, invece, più chiaro poiché il campo scuro circostante inibisce in modo minore i neuroni del quadrato.

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Una seconda teoria è quella dell’inferenza, nella quale si verifica l’esatto opposto: nell’immagine infatti sono i riquadri a sinistra, seppur circondati da più zone chiare, ad apparire più chiari di quelli a destra, quando in realtà sono identici. Questo fenomeno è spiegato, appunto, da un’inferenza inconscia: talvolta inferiamo che una parte dell’immagine possa essere in ombra e la vediamo più scura, altre volte, come nell’esempio sottostante, immaginiamo un intero contesto (una spiegazione è infatti che il sistema visivo interpreta quest’immagine come se la parte sinistra fosse una striscia dipinta su una staccionata e la parte destra come porzioni visibili di un palo posto dietro di essa e aggiunge e sottrae luminosità affinché entrambi risaltino sui rispettivi sfondi).

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Contorni illusori
L’ultima è forse una delle illusioni ottiche maggiormente conosciute, quella dei contorni illusori. Osservando infatti l’immagine, tendiamo a vedere un triangolo bianco posato su altre figure geometriche e a conferma di ciò vediamo perfino il triangolo più bianco dello sfondo: il fenomeno dei contorni illusori (nato dalle teorizzazioni della Gestalt) non è, infatti, altro che un tentativo del cervello di dare un significato logico e coerente ad un input originale.

2.2a

 

Martina Moscogiuri

 

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