Terapia della conversione

Codice penale cinese, 1979, non vi è prescritta alcuna proibizione nei confronti del sesso omosessuale. Corte Suprema cinese, 1984, il “ji jian” (sesso anale maschile) viene classificato come atto non consentito dalla legge.

Revisione codice penale cinese, 1997, tutti gli atti criminali devono essere prescritti espressivamente da legge. L’atto sessuale tra due uomini non può essere classificato a tutti gli effetti un atto illegale. Fino a qui tutto bene.

Società cinese psichiatrica, 2001, viene rimossa l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. Fino a qui tutto bene.

Shangai pride, dal 2009, e Beijing Lgbt center, dal 2008, eventi culturali e associazioni che lottano ogni giorno per garantire la parità dei diritti, sono il traguardo di tutti gli sforzi che stanno compiendo le associazioni indipendenti per offrire libertà e uguaglianza alla popolazione cinese. Sforzi talvolta ostacolati dal governo cinese, il quale non vede di buon occhio questi movimenti. Mi avvicino all’impatto, ma, fino a qui tutto bene.

In Cina, negli ospedali pubblici e nelle cliniche private viene effettuata tutt’ora la cosiddetta “terapia della conversione”. Questa terapia viene praticata per cambiare l’orientamento sessuale delle persone, da omosessuale/bisessuale a eterosessuale, attraverso metodi che violano i diritti umani.
Le tecniche usate sono sistemi coercitivi, minacce, confinamenti, abusi fisici, medicazioni, iniezioni forzate e l’uso dell’elettroshock. Il governo cinese non fa nulla per fermare questi abusi. Atterraggio.

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Nel mese di Novembre, Human Rights Watch ha pubblicato un reportage sulla terapia di conversione con la testimonianza diretta di 17 ragazzi tra i 15 e i 35 anni. Tutti i ragazzi sono stati sottoposti a questa terapia contro la propria volontà, la maggior parte dei casi dopo il loro coming out con i genitori. In 3 casi, questi ultimi hanno costretto fisicamente i propri figli a prendere parte alla terapia. Gli altri hanno affermato la propria incapacità di superare le pressioni familiari. Le cliniche accettano di eseguire il trattamento senza il consenso volontario dei propri pazienti, nel peggiore dei casi anche usando la forza verso coloro che si rifiutano di prenderne parte.
Ma perché i genitori vogliono a tutti costi cambiare l’orientamento sessuale dei propri figli? In Cina un detto dice che non vi è un peggior modo di essere irrispettosi verso i propri genitori se non quello di non avere eredi. Nella cultura cinese è radicata la forte tradizione di perpetuare il nome della propria famiglia, cosa che non può essere raggiunta attraverso sesso omosessuale. La convinzione radicata che l’omosessualità sia una malattia porta anche a credere che possa essere curata.

Le loro testimonianze riguardo la vita dentro le cliniche e i metodi utilizzati per eseguire questo trattamento ricordano  i film più violenti. E proprio come Alex, protagonista di “Arancia Meccanica”, durante il trattamento Ludovico Van viene legato, costretto a vedere sequenze di violenza e sesso e insieme all’effetto dei farmaci sente dolore e nausea che tenderanno ad aumentare sempre più, così nelle terapie vengono mostrati video porno omosessuali, oppure viene richiesto ai pazienti di rievocare momenti di sessualità più intima. Nel frattempo la nausea e il vomito assalgono il “paziente”, colpa di determinati medicinali o iniezioni, con la convinzione che il cervello colleghi quegli stimoli sessuali alla sensazione di dolore, con la convinzione di avere a che fare con bestie e non uomini. 5 dei 17 ragazzi hanno persino attraversato l’elettroshock.

La testimonianza di un amico di uno di loro, sottoposto al trattamento elettroshock, ricorda il suo amico ogni giorno più stanco. Gli aveva confessato della sua seduta a settimana di trattamento (elettroshock) e l’obbligo di prendere determinate pillole. Alcuni mesi dopo non lo vide più a scuola, non rispondeva più né alle chiamate né ai messaggi. Gli dissero che aveva lasciato la scuola, gli dissero che era stato portato in una clinica psichiatrica.

Oscar Raimondi

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